Lipsia: l’Italia ha respinto appena 200 domande di visto su 50.000 richieste

Il cittadino bielorusso con passaporto russo sospettato del tentato attacco con droni e esplosivo all’aeroporto di Lipsia sarebbe entrato nello spazio Schengen grazie a un visto turistico italiano rilasciato dall’ambasciata d’Italia a Minsk.

Si tratta di uno dei quasi 50.000 visti di breve durata che l’Italia rilascia annualmente ai cittadini della Bielorussia. Per il 2025 (ultimo dato disponibile) questo totale equivale a poco meno di un terzo dei 152.571 visti Schengen ottenuti complessivamente dai cittadini dello Stato retto dal 1994 da Aljaksandr Lukašėnka, una quota che colloca il nostro Paese al primo posto per numero di visti concessi.

Tasso di rifiuto molto basso

Nell’anno precedente le domande totali presentate erano state 157.028, con un tasso di rifiuto del 2,8% a livello complessivo. Sul fronte delle emissioni effettuate dall’Italia per la Bielorussia, le istanze respinte sono state appena 202 su 50.912 richieste, corrispondenti allo 0,4%.

Per fare un confronto, lo stesso periodo vede la Germania al secondo posto per numero di domande ricevute e con un tasso di diniego del 2,8%, mentre la Francia registra una maggiore rigidità, con il 6,5% di richieste respinte. Questi scarti evidenziano differenze operative e di rischio percepito tra gli Stati membri nella gestione dei visti a breve termine.

Controlli e iter per i visti

Antonio Tajani ha dichiarato:

“Faremo tutti i controlli necessari.”

“Esiste una procedura specifica per la concessione dei visti e, se non risultano segnalazioni mirate su singole persone, il visto viene rilasciato.”

Le parole del ministro degli Esteri sottolineano come la prassi consolare si basi su controlli preventivi e su banche dati condivise; tuttavia la bassa incidenza di dinieghi solleva interrogativi circa i criteri applicati in sede di valutazione delle domande e sulle potenziali lacune nella valutazione del rischio.

Visti a ingressi multipli: un’anomalia statistica

Un altro elemento rilevante è l’elevata quota di visti a ingressi multipli (Mev) concessi dall’Italia per soggiorni brevi ai cittadini bielorussi. Nel 2025 quasi tutte le autorizzazioni sono state di questo tipo: 50.709 su 50.912 “applicazioni”.

Il confronto internazionale è significativo: in Germania i Mev hanno rappresentato l’88% delle emissioni equivalenti, mentre in Francia la percentuale è scesa al 71%. Il rilascio massiccio di visti multipli facilita la circolazione ripetuta nello spazio Schengen, ma richiede sistemi di monitoraggio e coordinamento più stringenti per tracciare spostamenti e attività di persone ritenute a rischio.

Dal punto di vista amministrativo, i Mev riducono la necessità di ricorrere frequentemente alle sedi consolari, alleggerendo i carichi di lavoro; tuttavia, sul piano della sicurezza, ampliano la finestra temporale entro cui una persona può entrare e uscire dall’area Schengen senza un nuovo scrutinio visivo da parte dei consolati.

Implicazioni diplomatiche e operative

La situazione apre scenari di confronto tra esigenze di apertura al turismo e pressione sulla sicurezza. Regole diverse tra Stati membri possono generare flussi asimmetrici di richieste consolari e incentivare la scelta di determinate sedi diplomatiche per ottenere visti con criteri giudicati più permissivi.

Per l’Italia ciò significa un possibile aumento del controllo sui processi decisionali delle rappresentanze estere, l’adozione di filtri informatici più avanzati e una maggiore cooperazione con le autorità di frontiera per la condivisione in tempo reale di segnali di allerta e verifiche post-concessione.

In sintesi

  • Un alto volume di visti concessi dall’Italia alla Bielorussia può favorire il turismo e gli scambi, ma richiede investimenti in tecnologie di screening e nelle risorse consolari per mantenere controlli efficaci.
  • La prevalenza di visti a ingressi multipli aumenta la complessità della sorveglianza dei flussi: le autorità aeroportuali e gli operatori del settore dovranno valutare l’impatto su costi di sicurezza e sulle polizze assicurative per il trasporto e la logistica.
  • Se dovessero emergere criticità sistemiche, è plausibile un irrigidimento delle procedure che potrebbe rallentare i tempi di rilascio dei visti e avere effetti sul settore turistico e sui rapporti commerciali bilaterali.


Author: Tony
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