Funzionari del New Jersey ricorrono alla Corte Suprema degli Stati Uniti sui mercati predittivi

Il procuratore generale del New Jersey e la direttrice ad interim della Divisione per l’Applicazione del Gioco d’Azzardo hanno depositato un ricorso alla Suprema Corte degli Stati Uniti chiedendo di pronunciarsi sulla competenza tra autorità statali e agenzie federali in materia di piattaforme di mercato predittivo.

Il ricorso per il rilascio di un writ of certiorari è stato presentato mercoledì da Jennifer Davenport e da Mary Jo Flaherty, e riguarda l’azione intrapresa dal New Jersey contro la piattaforma di contratti su eventi sportivi Kalshi. I promotori della causa domandano alla Corte se le norme federali emanate con il Dodd-Frank del 2010 escludano il potere regolatorio degli Stati quando le scommesse sportive sono offerte su mercati registrati presso la Commodity Futures Trading Commission (CFTC).

Jennifer Davenport ha dichiarato:

“Società come Kalshi affermano di offrire scommesse sportive legali in tutti i 50 Stati, ma rifiutano di rispettare le leggi sul gioco di ciascuno Stato. Non hanno il diritto di proporre le loro puntate senza conformarsi alla normativa statale, motivo per cui decine di Stati, a prescindere dall’orientamento politico, si sono opposti. Chiediamo alla Corte Suprema di risolvere la questione e di riconoscere che il Congresso non ha reso silenziosamente l’industria delle scommesse sportiva immune dalla legge statale.”

La petizione contesta una sentenza di aprile della Corte d’Appello del Terzo Circuito, dove i giudici hanno deciso per 2-1 in favore delle autorità di gioco del New Jersey. Quel pronunciamento aveva ritenuto che Kalshi avesse una “ragionevole possibilità di successo” nell’affermare che il Commodity Exchange Act, così come interpretato dalla CFTC, precluda l’applicazione della normativa statale.

Al centro della disputa vi è la qualificazione delle scommesse sportive offerte sulle piattaforme predittive come swaps, strumenti rientranti nella regolamentazione federale. Se tali contratti vengono considerati swaps, il trading al di fuori dei mercati registrati presso la CFTC può essere vietato dal diritto federale, con conseguenze rilevanti sulla liceità delle attività che gli Stati ritengono invece consentite.

Dani Lever, portavoce di Kalshi, ha dichiarato:

“Non concordiamo con la decisione del New Jersey di ricorrere alla Corte Suprema: non possiamo essere regolamentati da cinquanta enti diversi. Rimaniamo fiduciosi nelle decisioni dei tribunali di grado inferiore e nulla nel deposito odierno del New Jersey cambia la nostra posizione.”

Nel ricorso si fa riferimento a procedimenti civili avviati da autorità di gioco in almeno venti Stati, segnalando un conflitto diffuso tra regolatori statali e l’interpretazione federale. Esperti legali osservano che la Corte Suprema potrebbe selezionare per la decisione un caso proveniente da diversi circuiti, incluso uno in Nevada, oppure scegliere il procedimento che riterrà più adatto a definire il quadro giuridico complessivo.

Per comprendere le implicazioni è utile ricordare il ruolo istituzionale: la CFTC regola derivati e swaps a livello federale per tutelare i mercati finanziari e i consumatori, mentre le autorità statali sul gioco disciplinano le scommesse e ne gestiscono le licenze e le entrate fiscali. La dottrina della preemption stabilisce quale livello normativo prevale in caso di conflitto tra norme federali e statali; il contenzioso in questione mira proprio a mettere a fuoco questo confine applicato ai mercati predittivi.

Una decisione favorevole a Kalshi e all’interpretazione della CFTC potrebbe estendere la portata delle piattaforme registrate, riducendo la frammentazione regolatoria e potenzialmente creando mercati nazionali per contratti su eventi. Al contrario, una conferma della sovranità statale imporrebbe a operatori e investitori costi di conformità più elevati e una segmentazione delle offerte in base alle normative locali.

L’esito di questo ricorso avrà ripercussioni su fintech, piattaforme di previsione, mercati dei derivati e sull’industria delle scommesse in generale, determinando parametri di certezza legale, requisiti di compliance e possibili ricadute fiscali per gli Stati. Non è ancora chiaro se e quando la Suprema Corte degli Stati Uniti accoglierà il caso, ma la pronuncia sarebbe destinata a segnare un precedente significativo.

In sintesi

  • L’esito del ricorso può ridefinire la portata regolatoria dei mercati predittivi: una vittoria federale ridurrebbe la frammentazione normativa e favorirebbe l’espansione di piattaforme registrate, mentre una vittoria statale rafforzerebbe il pluralismo regolatorio e i poteri di controllo locali.
  • Per gli investitori, il verdetto influenzerà il profilo di rischio delle società che operano in questo settore: uniformità normativa tende a comprimere i costi di compliance, mentre regole differenziate aumentano l’incertezza e i costi operativi.
  • Il settore fintech italiano e gli operatori europei dovranno monitorare l’evoluzione americana: una soluzione che privilegia il regolatore federale potrebbe ispirare approcci normativi transnazionali, mentre la prevalenza degli Stati rafforzerebbe politiche nazionali e locali in materia di gioco e tutela dei consumatori.


Author: Tony
Redazione Finanza Flash. Notizie di finanza, mercati, borsa e macroeconomia in tempo reale. Aggiornamenti su investimenti, banche, BCE ed economia italiana.