Seconda proroga per il piano casa di Milano: gli operatori lanciano l’allarme
- 30 Agosto 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Ancora pressing degli operatori sul piano Casa di Milano: l’amministrazione ha deciso di prorogare per la seconda volta il bando relativo alla realizzazione delle prime 2.500 abitazioni in affitto a canoni calmierati nelle aree dell’ex Palasharp, San Romanello e Bovisasca, pensate per redditi compresi tra circa 1.200 e 2.000 euro mensili. Il nuovo termine per la presentazione delle offerte è fissato al 26 ottobre.
Questa iniziativa fa parte di un piano più ampio, con l’obiettivo di realizzare a Milano 10mila case in 10 anni mediante un investimento complessivo stimato intorno ai 10 miliardi di euro. Finora però la risposta del mercato è stata tiepida: alcuni bandi sono rimasti deserti (con l’eccezione di quello in via Demostene) e i parametri originari sono stati successivamente ritoccati per rendere i progetti più sostenibili per gli investitori.
Tra le principali criticità rimane il limite massimo del canone pari a 90 euro a metro quadrato all’anno, ritenuto insufficientemente remunerativo da molti operatori. Sul tavolo è tornato il tema della finanza paziente e della possibile istituzione di un fondo di garanzia pubblico in grado di ridurre il rischio e facilitare l’accesso al capitale necessario per interventi di riqualificazione complessi.
Dettagli sulla proroga
Comune di Milano ha dichiarato:
«Gli operatori avranno più tempo per presentare proposte adeguate, senza modificare l’obiettivo dell’Amministrazione di arrivare alle aggiudicazioni entro la fine dell’anno. Il Comune di Milano ha prorogato al 26 ottobre il termine per la presentazione delle offerte relative ai tre bandi, che prevedono la concessione in diritto di superficie per 90 anni delle aree comunali e la realizzazione e gestione di alloggi di edilizia residenziale sociale calmierata, oltre che una quota di edilizia residenziale pubblica sull’area dell’ex Palasharp. La proroga risponde alla richiesta avanzata da più operatori del settore di disporre di un tempo maggiore per elaborare proposte tecnico-economiche adeguate alla complessità degli interventi.»
Posizione dell’assessore
Emmanuel Conte ha sottolineato:
«La proroga non rappresenta un rallentamento: risponde alla complessità degli interventi e mette gli operatori nelle condizioni di presentare progetti migliori.»
Il termine del 26 ottobre coincide inoltre con la chiusura di due concorsi internazionali per le aree di Zama-Salomone e Porto di Mare, occasione in cui il Comune prevede di rendere noti gli esiti complessivi delle procedure.
Perché il mercato è restio
Le ragioni della scarsa partecipazione sono multiple: la complessità tecnica degli interventi, i costi di bonifica e riqualificazione — in alcuni casi coperti dall’amministrazione comunale, come nell’area di Bovisasca — e un quadro di rendimento che fatica a conciliare l’interesse degli investitori con l’obiettivo sociale dei canoni calmierati. Inoltre, la dimensione finanziaria dei progetti richiede orizzonti di ritorno più lunghi rispetto alle logiche tradizionali del mercato immobiliare.
In questo contesto le cooperative e gli operatori del sociale hanno chiesto criteri più equilibrati, mentre gli investitori istituzionali valutano la necessità di strumenti di mitigazione del rischio — ad esempio garanzie pubbliche o incentivi fiscali — per allineare il rendimento atteso ai costi sostenuti.
Implicazioni economiche e per gli investitori
Per il mercato immobiliare di Milano la riuscita del piano Casa è rilevante: offre l’opportunità di aumentare l’offerta di alloggi accessibili, riducendo la pressione sui canoni privati e contribuendo a una maggiore stabilità sociale. Sul piano finanziario, però, la misura richiede strumenti che possano attrarre capitali pazienti, come strumenti di debito a lunga scadenza o veicoli pubblici-privati che condividano rischio e rendimento.
Per gli operatori e gli investitori italiani ed esteri si tratta di valutare il trade-off tra impatto sociale e ritorno economico: progetti di questa scala possono diventare interessanti se accompagnati da garanzie, trasferimenti di rischio o meccanismi di incentivazione che migliorino il profilo di investimento senza compromettere l’obiettivo dei canoni calmierati.
Dal punto di vista macroeconomico, la realizzazione del programma potrebbe generare effetti positivi sull’occupazione nel settore delle costruzioni e stimolare la filiera delle riqualificazioni urbane, contribuendo a una domanda stabile per materiali e servizi nei prossimi anni.
Resta da vedere se la proroga consentirà di ottenere proposte più adeguate e se le aggiudicazioni previste entro fine anno saranno confermate: in tal caso il piano dei 10mila alloggi manterrebbe credibilità e momentum, altrimenti serviranno ulteriori correttivi politici e finanziari per non compromettere l’obiettivo a lungo termine.
In sintesi
- L’estensione dei termini può migliorare la qualità delle offerte, ma senza strumenti di condivisione del rischio rimane difficile attrarre investimenti su larga scala.
- Per gli investitori istituzionali il progetto diventa appetibile solo se accompagnato da garanzie pubbliche o da veicoli finanziari che offrano ritorni stabili nel medio-lungo periodo.
- Una concreta realizzazione dei piani di edilizia sociale a Milano avrà effetti positivi sull’occupazione e sulla stabilità dei canoni, ma richiede coordinamento tra pubblico e privato e politiche di sostegno mirate.