Alberi sciamani in Sila: boschi terapeutici e foreste che parlano
- 29 Agosto 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
I boschi della Sila mostrano effetti terapeutici paragonabili alle pratiche dello sciamanesimo: ricerche e certificazioni indicano che gli alberi della cosiddetta “Foresta incantata” di Fago del Soldato — in particolare abeti bianchi, faggi e pini larici — rilasciano elevate quantità di composti organici volatili che hanno proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, balsamiche e rilassanti, utili nel ridurre ansia e disturbi dell’umore.
Lo ha evidenziato uno studio condotto sul tracciato numero 421 del Club Alpino Italiano, nel tratto di Montescuro (Celico, Cs), realizzato in collaborazione con l’Istituto per la BioEconomia e l’Istituto per i Sistemi Agricoli e Forestali del Mediterraneo del Consiglio Nazionale delle Ricerche. L’indagine si è svolta all’interno dell’area più estesa inserita nel programma MAB promosso dall’Unesco, la riserva della Biosfera della Sila, nota anche per una qualità dell’aria tra le più elevate d’Europa.
Nel vicino bosco ultracentenario di Croce di Magara, dove si trovano i cosiddetti Giganti di Fallistro, è stato dimostrato che gli alberi producono un vero e proprio paesaggio sonoro: ogni ramo genera vibrazioni, sussurri e sospiri che raccontano lo stato fisiologico della pianta e delle condizioni ambientali.
Il sound designer Domenico Palopoli, conosciuto come Dasp, originario di Longobucco e formatosi a Milano, ha applicato microfoni a contatto sulle cortecce e registrato per ore o giorni i segnali prodotti da pini larici e aceri secolari: il vento, la linfa, l’umidità e il muschio si combinano creando paesaggi sonori a volte caotici, altre armonici, talvolta simili a un sonno profondo.
Con tronchi alti fino a 45 metri, diametri che superano i 2 metri e individui pluricentenari (oltre 350 anni), gli alberi autoctoni della riserva — attualmente gestita dal FAI — costituiscono un patrimonio storico e naturale di grande valore per il Parco nazionale della Sila e per l’intera Calabria. Per valutare lo stato fitosanitario della popolazione arborea sono in corso analisi dendrologiche dopo la caduta di due larici, evento che ha reso temporaneamente necessario chiudere al pubblico alcune aree del bosco che registrano oltre 50.000 ingressi l’anno, con una forte presenza di visitatori provenienti dal Nord Europa.
Le verifiche sono state affidate a Francesco Iovino, già docente di Ecologia e Gestione dei Sistemi Forestali presso l’Università della Calabria e vicepresidente dell’Accademia Italiana di Scienze Forestali, e a Gianluca Piovesan, docente di Ecologia e Dendrologia al Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali dell’Università della Tuscia, con l’obiettivo di definire un piano di intervento mirato per la tutela e la sicurezza dei visitatori.
Accanto alla conservazione degli alberi, è in corso il restauro del vicino Casino Mollo, storica dimora donata al FAI dalla famiglia dei baroni Mollo nel 2016: l’edificio sarà trasformato in un centro di relazione territoriale e in uno spazio espositivo dedicato alla storia e all’evoluzione del paesaggio rurale calabrese.
Simona Lo Bianco ha spiegato:
“I Giganti di Fallistro rappresentano una risorsa fondamentale non solo dal punto di vista turistico e culturale, ma anche per l’economia locale. Siamo la porta d’ingresso al Parco nazionale della Sila, generiamo occupazione e promuoviamo progetti con le comunità. La chiusura temporanea, decisa per tutelare la sicurezza dei visitatori, condiziona inevitabilmente le nostre attività; tuttavia le analisi in corso ci permetteranno di ripensare i percorsi di visita e di definire strategie più efficaci per la tutela, la conservazione, la gestione e la fruizione dell’area.”
Oltre all’aspetto naturalistico, questi sviluppi hanno ricadute socio-economiche rilevanti: la convalida scientifica degli effetti salutistici del patrimonio forestale può incentivare forme di turismo della salute (forest bathing), attrarre investimenti in strutture ricettive specializzate e favorire progetti di ricerca applicata. Per massimizzare questi benefici servono piani di gestione integrati che coinvolgano enti locali, operatori turistici, comunità e centri di ricerca, oltre a linee di finanziamento mirate — nazionali ed europee — per interventi di manutenzione, sicurezza e promozione.
La necessità di monitoraggio continuo e di strategie di adattamento alle pressioni ambientali evidenzia come la conservazione dei boschi secolari non sia soltanto un tema ambientale, ma anche una leva per lo sviluppo territoriale. Investimenti in infrastrutture sostenibili, certificazioni ambientali e programmazione turistica qualificata potrebbero trasformare il valore simbolico dei Giganti di Fallistro in una risorsa economica durevole per la Calabria.
In sintesi
- La certificazione scientifica degli effetti benefici dei boschi può creare un segmento di mercato per il turismo della salute, con opportunità per operatori alberghieri e servizi benessere locali.
- L’interruzione temporanea dell’accesso evidenzia la necessità di investimenti in manutenzione e monitoraggio per garantire sicurezza e continuità dell’offerta turistica.
- Progetti integrati di valorizzazione e ricerca possono attrarre finanziamenti pubblici e privati, valorizzando il territorio attraverso un marchio ecologico e culturale riconoscibile.
- Governance condivisa fra enti parco, fondazioni, comunità locali e centri di ricerca è cruciale per trasformare la tutela ambientale in sviluppo economico sostenibile.