Gioco online: stop ai vantaggi fiscali per le sponsorizzazioni dei portali di informazione sulle scommesse
- 28 Agosto 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Dopo la pausa estiva è stata resa operativa la normalizzazione fiscale riguardante le sponsorizzazioni legate ai portali informativi dei bookmaker: la misura, anticipata più volte dal ministro Giancarlo Giorgetti, è stata inserita nel decreto carburanti (decreto 153/2026) e mira a limitare le agevolazioni fiscali per le spese di sponsorizzazione riconducibili ai siti di gioco online.
Nel dettaglio, il provvedimento stabilisce che le spese sostenute per sponsorizzazioni o contratti assimilabili non possono essere portate in deduzione ai fini dell’imponibile ai sensi delle imposte sui redditi e dell’IRAP. Si tratta di una stretta che incide sulla base imponibile dei concessionari del gioco e sulle modalità con cui vengono contabilizzati gli investimenti pubblicitari e promozionali.
In aggiunta, le risorse versate dai concessionari al Fondo per la tutela e il contrasto della ludopatia — sino a un limite di 1 milione di euro l’anno — saranno inquadrate come spese di rappresentanza e, pertanto, potranno essere dedotte solo nella misura minima prevista dal Testo unico delle imposte sui redditi (per ricavi e altri proventi fino a 10 milioni la percentuale minima è dell’1,5%). Questo cambiamento modifica l’attrattività fiscale di tali erogazioni e ne riduce l’effetto sul conto economico degli operatori.
La relazione tecnica allegata al decreto segnala che l’impatto finanziario complessivo non è stato stimato in via prudenziale: si parla di effetti positivi potenziali sulle entrate che, se quantificati, confluiranno nel Fondo per gli interventi strutturali di politica economica, ma al momento non è disponibile una cifra ufficiale del gettito atteso.
La mossa del governo si inserisce in una disputa normativa e politica avviata anni prima con il decreto Dignità del 2018, che aveva imposto limiti alla pubblicità del gioco d’azzardo anche in “forma indiretta”. In quella formulazione erano rimaste zone grigie che hanno consentito, per esempio, il finanziamento di portali di informazione sportiva riconducibili ai bookmaker.
Sul piano economico la disposizione può avere effetti immediati su due filoni principali: i ricavi delle testate e dei portali sportivi che hanno fatto dei contributi dei concessionari una fonte consistente di finanziamento, e i budget di marketing degli operatori del gioco, che dovranno rivedere la convenienza di certe sponsorizzazioni.
Dal punto di vista degli operatori, sono possibili strategie di adattamento: riallocazione delle risorse promozionali verso canali non soggetti alla stessa restrizione, rinegoziazione dei contratti o tentativi di riclassificazione contabile delle voci di spesa. Non è da escludere nemmeno il ricorso a vie legali per contestare interpretazioni rigide della normativa fiscale.
Per le testate, soprattutto quelle locali o specializzate nello sport con margini ridotti, la perdita di deducibilità delle sponsorizzazioni potrebbe accelerare la ricerca di modelli di business alternativi: abbonamenti, contenuti a pagamento, partnership editoriali non legate direttamente ai concessionari del gioco.
Infine, la misura rappresenta anche un elemento di politica pubblica in materia di prevenzione della ludopatia: restringendo gli incentivi fiscali collegati a certe forme di promozione, il legislatore intende rendere meno conveniente la presenza del gioco nei contesti informativi più frequentati dal pubblico.
In sintesi
- La perdita della deducibilità renderà più costosa la promozione per i concessionari, potenzialmente comprimendo i margini e rendendo il settore meno attrattivo per investimenti orientati alla crescita basata su pubblicità agevolata.
- Le testate e i portali sportivi dovranno diversificare le entrate: gli investitori nei media dovrebbero rivedere i modelli di ricavo e considerare scenari di consolidamento o di monetizzazione diretta dei contenuti.
- Per le finanze pubbliche, l’effetto sul gettito è incerto ma potrebbe essere positivo; l’allocazione delle risorse verso fondi strutturali sottolinea la direzione politica di utilizzare proventi fiscali per interventi più ampi di politica economica.
- Dal punto di vista regolatorio, la misura aumenta la pressione sul settore perché adotti pratiche più trasparenti e meno invasive per la protezione dei consumatori, ma richiederà controlli efficaci per evitare elusioni.