StarkWare mette alla prova una transazione Bitcoin resistente ai computer quantistici

StarkWare ha reso pubblico un esperimento che ha portato in rete principale una transazione progettata per resistere a un attacco quantistico, eseguita dal ricercatore Avihu Levy. La transazione è stata confermata nel blocco Bitcoin numero 964.199 e ha speso un output da 10.000 satoshi protetto dallo schema denominato Quantum Safe Bitcoin (QSB).

Secondo i dati onchain, il blocco è stato minato dal pool MARA Pool dopo che la transazione è stata inviata tramite il servizio Slipstream. L’iniziativa trasferisce la proposta di Levy, presentata in aprile, da un progetto teorico a una dimostrazione operativa in rete, mostrando che le regole di consenso attuali di Bitcoin possono accogliere almeno una forma di spesa resistente ai computer quantistici senza modifiche al protocollo.

Come funziona il sistema QSB

La costruzione proposta in QSB combina firme one-time basate su hash con ricerche computazionali che legano l’autorizzazione a una transazione specifica. L’obiettivo di questo approccio è impedire la falsificazione anche nel caso in cui un computer quantistico fosse in grado di infrangere la crittografia a curva ellittica utilizzata da Bitcoin.

Costi e requisiti computazionali

Nel dibattito sulle tempistiche e sui rischi, ricerche pubblicate da Google avevano stimato che un dispositivo quantistico sufficientemente potente potrebbe, teoricamente, ricavare una chiave privata di Bitcoin entro nove-dodici minuti dalla comparsa della chiave pubblica. Questo scenario renderebbe possibile la sostituzione di una transazione in attesa durante la finestra di conferma.

Levy, nella sua proposta di aprile, aveva stimato che la generazione di una transazione QSB richiederebbe tra i 75 e i 150 dollari di calcolo su GPU, definendo la tecnica come misura di emergenza più che come sostituto delle protezioni a livello di protocollo. Un portavoce di StarkWare, Nathan Jeffay, ha dichiarato:

“La transazione è costata poche centinaia di dollari.”

Nel comunicato dell’azienda si aggiunge che il processo ha richiesto ore di calcolo; la stima fornita dal portavoce colloca il costo intorno a 150-200 dollari.

Limiti pratici e policy di propagazione

Il repository di Levy classifica le transazioni QSB come non standard rispetto alle politiche di relay predefinite di Bitcoin Core. Ciò significa che i nodi ordinari non le propagheranno in modo nativo prima della conferma, rendendo necessario l’invio diretto attraverso canali come il servizio Slipstream offerto da MARA Pool.

È importante sottolineare che QSB riguarda singole transazioni: non è un aggiornamento che modifica la crittografia usata dall’intera rete. Secondo il CEO di StarkWare, Eli Ben-Sasson, è comunque auspicabile un intervento a livello di protocollo per rafforzare la resistenza quantistica.

Eli Ben-Sasson ha affermato:

“Dovrebbe esserci una soft fork e credo che avverrà.”

Tra le proposte allo studio degli sviluppatori di Bitcoin figura anche BIP-360, un possibile soft fork che introdurrebbe un tipo di output Pay-to-Merkle-Root e limiterebbe la spesa tramite il percorso di chiave vulnerabile di Taproot, riducendo così l’esposizione alle future capacità quantistiche.

Implicazioni pratiche e possibili sviluppi

La dimostrazione pratica mette in luce sia la fattibilità tecnica sia le barriere operative: il costo e il tempo di calcolo rendono oggi QSB poco pratico per l’adozione di massa, ma adeguato come soluzione d’emergenza per fondi sensibili. Parallelamente, la necessità di canali specializzati per la propagazione evidenzia un ruolo crescente per servizi di infrastruttura off-chain o per pool di mining che possano supportare tali transazioni.

Per istituzioni finanziarie, custodi e investitori italiani, l’esperimento sottolinea l’urgenza di valutare piani di resilienza: aggiornamenti del protocollo, procedure operative per chiavi e transazioni, e relazioni con provider tecnici saranno elementi chiave per limitare rischi futuri legati allo sviluppo della computazione quantistica.

Prospettive per il mercato e per gli operatori

L’evento potrebbe accelerare investimenti in ricerca e sviluppo di soluzioni crittografiche resistenti ai quanti, nonché la nascita di servizi commerciali dedicati alla protezione delle chiavi e alla generazione di transazioni sicure. Anche gli exchange e i provider di wallet potrebbero iniziare a offrire opzioni per migrarne o proteggere le chiavi, aumentando i costi di compliance e operativi nel breve termine ma migliorando la sicurezza complessiva nel medio-lungo periodo.

Considerazioni regolamentari

Dal punto di vista regolatorio, l’emergere di tecnologie quantistiche e delle contromisure associate può richiedere un dialogo tra autorità finanziarie, operatori di mercato e sviluppatori di protocolli per definire standard minimi di sicurezza. In contesti come quello europeo, dove la tutela degli investitori e la resilienza infrastrutturale sono prioritarie, potrebbero emergere linee guida specifiche per la gestione del rischio quantistico su asset digitali.

In sintesi

  • L’esperimento dimostra che soluzioni di resistenza quantistica possono essere implementate a livello di transazione senza modificare immediatamente il protocollo di Bitcoin, ma ciò richiede infrastrutture dedicate e costi non trascurabili.
  • Per gli investitori, la crescente attenzione alla sicurezza quantistica suggerisce l’opportunità di valutare servizi di custodia avanzata e strategie di gestione delle chiavi che includano scenari di emergenza.
  • Il mercato tecnologico potrebbe vedere un aumento di investimenti in prodotti e servizi per la crittografia post-quantistica, creando nuove nicchie per fornitori specializzati e possibili oneri di compliance per operatori tradizionali.
  • Dal punto di vista macroeconomico, l’adozione di contromisure quantistiche influenzerà i costi operativi del settore cripto e potrà spingere verso standard regolatori più stringenti in Europa per garantire la protezione degli investitori.


Author: Tony
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