La maggior parte degli americani giudica rischiose le criptovalute nei piani pensionistici
- 27 Agosto 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il National Institute on Retirement Security segnala che oltre tre quarti degli americani giudicano rischiosa l’inclusione della crypto nei piani pensionistici offerti dal datore di lavoro: il 77% la considera rischiosa, di cui il 46% la ritiene «molto rischiosa», e il 53% si oppone all’idea che i datori di lavoro propongano la crypto come opzione d’investimento.
Il sondaggio evidenzia inoltre una crescente preoccupazione per la tenuta dei risparmi pensionistici negli Stati Uniti: l’80% degli intervistati ritiene che il Paese affronti una crisi pensionistica, contro il 67% registrato nel 2020, mentre il 61% teme di non riuscire a raggiungere una sicurezza finanziaria adeguata in età pensionabile.
Le difficoltà legate alla capacità di risparmio emergono chiaramente: il 68% dichiara che è diventato più complicato prepararsi per la pensione e il 77% afferma che il debito impedisce loro di accumulare risparmi sufficienti per il futuro.
Dettagli del sondaggio
Il sondaggio è stato condotto da Greenwald Research tra il 24 ottobre e il 14 novembre 2025 su un campione di 1.203 cittadini statunitensi di età pari o superiore a 25 anni; i risultati sono stati ponderati per età, genere e reddito per migliorare la rappresentatività.
Perché la crypto è vista come rischiosa
La diffidenza verso la crypto nelle linee d’investimento pensionistiche riflette preoccupazioni su volatilità, liquidità e difficoltà di valutazione di questi strumenti. I risparmiatori e i fiduciari dei piani temono che fluttuazioni brusche dei prezzi possano compromettere il patrimonio destinato alla pensione, soprattutto per chi non ha orizzonti temporali molto ampi o mancanza di competenze tecniche per valutare questi asset.
In aggiunta, la percezione di protezioni regolamentari insufficienti alimenta il sospetto che l’esposizione a strumenti digitali possa esporre i partecipanti ai piani a rischi legali e operativi difficili da gestire per gli amministratori di fondi.
Cambiamenti normativi negli Stati Uniti
Nonostante lo scetticismo pubblico, l’amministrazione federale e i regolatori hanno mosso passi concreti per ampliare l’accesso ad asset alternativi nei piani pensionistici a contribuzione definita. A maggio 2025 il Department of Labor ha ritirato una precedente direttiva che invitava i fiduciari dei piani 401(k) a esercitare «estrema cautela» verso gli investimenti in criptovalute, adottando invece un approccio neutrale che non promuove né scoraggia esplicitamente tali asset.
Il 7 agosto 2025 il presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo finalizzato ad ampliare l’accesso ad asset alternativi nei piani a contribuzione definita, comprendendo veicoli che detengono beni digitali, e ha incaricato il Department of Labor e la US Securities and Exchange Commission di valutare modifiche regolamentari per facilitare l’accesso.
Successivamente, nel marzo 2026, il Department of Labor ha proposto un set di norme che descrivono come i fiduciari dei 401(k) potrebbero includere asset alternativi nelle linee di investimento, introducendo anche safe harbor pensati per ridurre il rischio di contenziosi e imponendo la valutazione di fattori quali commissioni, liquidità, valutazione e performance.
La proposta ha però ricevuto critiche da parte di esponenti politici che ritengono l’iniziativa prematura alla luce della volatilità della crypto e delle presunte lacune nelle tutele degli investitori: tra i firmatari delle richieste di ritiro delle norme figurano i parlamentari Bernie Sanders, Elizabeth Warren e Bobby Scott, che hanno sollecitato il ritiro della proposta per proteggere i lavoratori.
Implicazioni per i piani pensionistici e i mercati
Se le regole proposte dovessero essere approvate, i gestori dei piani potrebbero trovarsi di fronte a nuove opportunità ma anche a sfide operative: includere asset alternativi richiederà processi di due diligence più approfonditi, criteri robusti di valutazione della liquidità e meccanismi per la protezione dei partecipanti.
Per gli sponsor dei piani e per i provider di servizi si aprono questioni di responsabilità fiduciaria: il bilanciamento tra innovazione nei portafogli e obblighi di protezione dei risparmiatori diventerà un tema centrale, con possibili contenziosi che potrebbero influenzare i costi assicurativi e le politiche di governance dei fondi pensione.
Dal punto di vista dei mercati, un’apertura regolamentare verso asset digitali nei piani di risparmio statunitensi potrebbe aumentare la domanda istituzionale di token e strumenti correlati, contribuendo a una maggiore integrazione tra mercati tradizionali e mercati digitali. Tuttavia, la concreta entrata di capitali dipenderà dalla solidità delle salvaguardie normative e dalla capacità degli operatori di gestire rischi di valutazione e liquidità.
Per i lettori italiani è utile osservare che le decisioni della regolamentazione statunitense possono fungere da benchmark internazionale: cambiamenti nelle regole americane spesso influenzano le scelte di istituzioni finanziarie globali e possono stimolare dibattiti analoghi presso autorità europee e manager di patrimoni italiani.
Considerazioni per investitori e responsabili delle politiche
Gli investitori privati e i professionisti che gestiscono piani aziendali dovranno rafforzare competenze nella valutazione degli asset digitali, sviluppare criteri di selezione chiari e prevedere scenari di stress test dedicati. Parallelamente, i policymaker dovranno bilanciare l’innovazione finanziaria con adeguate tutele per evitare che le aspirazioni di rendimento compromettano la sicurezza delle pensioni.
In assenza di un consenso ampio sul tema, è probabile che l’evoluzione normativa continui a essere alimentata da pressioni politiche, considerazioni giuridiche e sollecitazioni del mercato. Il dialogo tra regolatori, sponsor dei piani e rappresentanti dei lavoratori sarà determinante per definire standard operativi condivisi.
In sintesi
- Un’eventuale apertura regolamentare statunitense verso la crypto nei piani pensionistici può generare nuovi flussi di domanda istituzionale, ma l’entità dell’afflusso dipenderà dalla credibilità delle tutele su liquidità e valutazione.
- I fiduciari e gli sponsor dei piani dovranno affrontare costi aggiuntivi di governance e compliance; ciò potrebbe tradursi in commissioni più alte o in una selezione più rigorosa degli strumenti offerti ai lavoratori.
- Per l’Italia e l’Europa, le scelte normative americane rappresentano un indicatore importante: l’adozione di approcci diversi tra giurisdizioni potrà influenzare le strategie di allocazione estera dei grandi investitori e accelerare il confronto regolamentare internazionale.