Bitcoin non torna a 80.000 dollari: i dati pce sull’inflazione pesano

Bitcoin è scivolato sotto i 78.000 dollari dopo l’apertura di Wall Street di mercoledì, in una seduta in cui i dati sull’inflazione negli Stati Uniti sono risultati superiori alle attese, alimentando pressioni ribassiste sui mercati rischiosi.

PCE superiore alle attese

I numeri pubblicati per il mese di luglio del Personal Consumption Expenditures (PCE), l’indicatore di prezzo che il Federal Reserve considera preferenziale, hanno mostrato un aumento tendenziale del 3,7%, rispetto al 3,6% previsto dagli analisti. Sul fronte mensile, l’indice dei prezzi PCE è salito dello 0,2%, mentre la componente core—esclusi cibo ed energia—ha registrato anch’essa un incremento dello 0,2%.

Bureau of Economic Analysis ha dichiarato:

“Rispetto al mese precedente, l’indice dei prezzi PCE per luglio è aumentato dello 0,2%. Esclusi cibo ed energia, l’indice dei prezzi PCE è aumentato anch’esso dello 0,2%.”

Il dato ha deluso le speranze di chi confidava nel proseguimento della discesa dell’inflazione dopo il calo inatteso osservato a giugno. In reazione, i prezzi del Bitcoin hanno accusato flessioni giornaliere fino all’1%, mentre i principali indici azionari statunitensi hanno aperto in territorio negativo e l’oro è sceso sotto i 4.600 dollari l’oncia.

Reazioni di mercato e prossimi catalizzatori

Il rilascio dei dati PCE arriva a ridosso del simposio economico annuale di Jackson Hole, dove è atteso l’intervento principale del presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, che potrebbe fornire indicazioni sull’orientamento futuro della politica monetaria.

Inoltre, gli investitori stanno focalizzando l’attenzione sui conti trimestrali di Nvidia, previsti per oggi: la società è attesa a un fatturato di circa 92,3 miliardi di dollari per il trimestre, una cifra che potrebbe scatenare volatilità a breve termine nei mercati azionari e, per correlazione, anche negli asset rischiosi come le criptovalute. Gli analisti di Raymond James stimano che le entrate relative alle CPU potrebbero crescere fino a rappresentare tra il 3% e il 5% del totale entro il 2028, ampliando così la platea di mercato indirizzabile dall’azienda.

Analisi tecnica: livelli da monitorare

Dal punto di vista tecnico, gli operatori hanno posto l’accento sulla candelina mensile di agosto come elemento chiave per definire la prosecuzione del trend. Il trader e analista Rekt Capital ha messo in guardia dalla possibilità che il movimento rialzista registrato nell’ultima settimana possa configurarsi come un mero “relief rally” all’interno di un contesto di mercato ribassista più ampio.

Rekt Capital ha commentato:

“Una chiusura mensile al di sotto della resistenza evidenziata in blu non solo consoliderebbe un altro massimo relativo più basso a livello macro, ma costruirebbe anche una resistenza confluenti in associazione con la tendenza discendente macro.”

In particolare, l’attenzione tecnica è rivolta alla media mobile esponenziale a 50 settimane, attestata intorno ai 77.251 dollari: recuperarla e mantenerla sarebbe necessario per ipotizzare un’inversione sostanziale del trend. L’ultimo mese in cui il Bitcoin ha chiuso mensilmente sopra questa media risale a ottobre 2025.

Contesto macroeconomico e implicazioni

Il rialzo dell’inflazione misurato dal PCE alimenta il dibattito sulla possibile necessità di un ulteriore irrigidimento della politica monetaria da parte della Federal Reserve, elemento che potrebbe rafforzare il dollaro e aumentare il costo opportunità di asset non remunerativi come le criptovalute. Per gli investitori europei e italiani, un ciclo dei tassi più restrittivo negli Stati Uniti tende a generare ripercussioni sui flussi di capitale e sulla volatilità dei mercati globali.

In questo scenario, la pubblicazione dei risultati societari delle grandi aziende tecnologiche e i prossimi discorsi dei banchieri centrali rappresentano i principali catalizzatori cui prestare attenzione per valutare sia il rischio che le opportunità di ingresso sul mercato.

In sintesi

  • Il dato PCE più elevato del previsto aumenta la probabilità di un prolungamento del ciclo restrittivo della Federal Reserve, con possibili ripercussioni negative sul prezzo del Bitcoin e sugli asset rischiosi.
  • La tenuta o la perdita della 50-week EMA a circa 77.251 dollari sarà cruciale per definire se i rialzi recenti siano duraturi o solo un rimbalzo tecnico; gli investitori dovrebbero utilizzare livelli di stop e gestione della posizione più cauti.
  • I risultati trimestrali di grandi società tecnologiche, insieme ai prossimi interventi dei banchieri centrali, rappresentano fonti di volatilità: per il mercato italiano ciò implica potenziali opportunità di trading a breve termine ma anche maggior rischio per portafogli non diversificati.


Author: Tony
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