Gruppi bancari degli Stati Uniti puntano a una rete blockchain nazionale entro il 2027
- 26 Agosto 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Trentanove associazioni bancarie statali degli Stati Uniti hanno costituito la BankChain Alliance con l’obiettivo di realizzare una rete blockchain nazionale di proprietà del settore bancario, con una roadmap che punta a un avvio operativo nel 2027.
BankChain ha dichiarato che la rete sarà progettata per supportare strumenti di pagamento intelligenti, depositi tokenizzati, stablecoin e meccanismi di regolamento automatico. L’alleanza ha inoltre sottolineato l’intenzione di assicurare l’interoperabilità con altre blockchain e ha annunciato l’avvio di una selezione per individuare un partner tecnologico.
Le associazioni aderenti rappresentano migliaia di istituti finanziari sul territorio nazionale: BankChain ha dichiarato che inviterà banche diffuse sul territorio a prendere quote di proprietà nella rete. L’annuncio, tuttavia, non ha specificato quali singole banche abbiano già preso impegni né ha chiarito il modello di governance e le modalità di finanziamento previste.
Dettagli tecnici e funzionali
Secondo la descrizione preliminare, la rete punterà a operare all’interno del perimetro regolamentato del sistema bancario, consentendo alle banche di emettere e scambiare depositi tokenizzati che restano obbligazioni nei confronti dell’istituto emittente, distinto dalle stablecoin emesse in modo indipendente.
Questo approccio consente alle banche di offrire trasferimenti programmabili e operazioni attive 24/7 mantenendo però i fondi dei clienti sui bilanci bancari, con potenziali vantaggi nella gestione della liquidità e nel controllo dei rischi operativi.
Altri progetti bancari su blockchain negli Stati Uniti
La BankChain Alliance si inserisce in un panorama in rapida evoluzione, dove da fine 2025 sono emersi diversi progetti promossi da gruppi di banche di dimensione maggiore, regionale e comunitaria per creare infrastrutture condivise che muovano depositi e pagamenti su catene autorizzate.
Tra le iniziative più rilevanti figura quella della The Clearing House, sostenuta da istituti come JPMorgan Chase, Bank of America, Citi, BNY e Wells Fargo, che propone una rete per la clearing e il regolamento di depositi tokenizzati e l’integrazione delle attività blockchain con i sistemi di pagamento esistenti.
A livello regionale, il progetto Cari — sviluppato con la partecipazione di istituti come Huntington, First Horizon, M&T Bank, KeyBank e Old National — ha lanciato un prodotto minimo funzionante e ha raccolto decine di banche partecipanti. Parallelamente, le banche comunitarie hanno creato il DTX Consortium attraverso la Independent Bankers Association of Texas (IBAT), che ha superato le cinquanta adesioni nel preparare un pilot su depositi tokenizzati.
Anche gli sviluppatori di stablecoin stanno privilegiando modelli consortili: il progetto Open USD, promosso da Open Standard, ha coinvolto centinaia di soggetti dei settori dei pagamenti, bancario, tecnologico e crypto e prevede meccanismi di emissione e riscatto con condizioni agevolate per le imprese partecipanti.
Implicazioni regolamentari e operative
La diffusione di reti bancarie interoperabili basate su blockchain solleva questioni importanti sul piano regolatorio: autorità come la Federal Reserve e l’Office of the Comptroller of the Currency (OCC) saranno chiamate a definire regole su custodia, requisiti patrimoniali, interoperabilità e resilienza operativa.
Per gli operatori europei e italiani, emerge la necessità di monitorare la convergenza tecnica e normativa tra infrastrutture americane e quelle in corso di sviluppo in Europa, incluse eventuali interfacce con progetti legati a valute digitali emesse da banche centrali, come il euro digitale e iniziative della Banca d’Italia.
Impatto sul mercato e possibili scenari
Se realizzate su ampia scala, reti di deposito tokenizzato interoperabili potrebbero accelerare la velocità dei pagamenti interbancari, ridurre i costi di regolamento e creare nuove opportunità per servizi programmabili rivolti a corporate treasurer, fintech e piattaforme di pagamento.
Tuttavia, permangono rischi e incertezze: la governance condivisa, la gestione delle riserve e i meccanismi di fallback in caso di interruzioni sono aspetti cruciali per la fiducia del mercato. Inoltre, la competizione tra reti private di banche e progetti di stablecoin pubblici o privati potrebbe influire sui modelli di pricing e sugli equilibri della liquidità internazionale.
Prossimi passi attesi
Nei mesi prossimi sarà importante seguire gli sviluppi relativi alla scelta del partner tecnologico da parte della BankChain Alliance, l’apertura di adesioni da parte delle singole banche e, soprattutto, la definizione del framework di governance e finanziamento che determinerà la sostenibilità del progetto.
Parallelamente, la reazione delle autorità di vigilanza e la loro capacità di armonizzare standard tecnici e requisiti prudenziali saranno fattori decisivi per la scalabilità e l’adozione di queste infrastrutture all’interno del sistema finanziario regolamentato.
In sintesi
- La creazione della BankChain Alliance segnala una tendenza delle banche a costruire infrastrutture blockchain proprietarie: per gli investitori italiani ciò apre opportunità in servizi di intermediazione e strumenti programmabili, ma richiede attenzione ai rischi di interoperabilità e concentrazione tecnologica.
- La standardizzazione e la governance saranno determinanti per ridurre i costi di compliance e favorire l’integrazione con sistemi di pagamento europei; ciò può influenzare il posizionamento competitivo delle banche italiane attive nei flussi transatlantici.
- Per il mercato dei capitali, l’espansione di depositi tokenizzati potrebbe modificare la gestione della liquidità e dei collaterali, creando nuove classi di attività operative su cui costruire servizi finanziari innovativi rivolti a imprese e investitori istituzionali.