Strategia grava 1,76 miliardi di dollari all’anno nonostante le posizioni in Bitcoin

Un’analisi recente indica che la tesoreria in Bitcoin di MicroStrategy (MSTR) potrebbe essere meno esposta a un crollo momentaneo del mercato cripto che a una prolungata perdita di accesso ai mercati dei capitali: tale rischio potrebbe compromettere la capacità dell’azienda di finanziare circa 1,76 miliardi di dollari di obblighi annuali senza dover vendere Bitcoin.

Analisi del rapporto

Secondo il rapporto, la riserva di circa 840.447 BTC della società è posizionata dietro a circa 22 miliardi di dollari di debiti e pretese su azioni privilegiate, il che significa che il modello di accumulo in Bitcoin dipende dalla capacità di raccogliere continuamente nuovo capitale per far fronte agli impegni.

Contrariamente a quanto comunemente si pensa, la maggiore vulnerabilità di MicroStrategy non sarebbe tanto una caduta di prezzo del Bitcoin o un evento di liquidità legato direttamente al cripto-mercato, quanto la persistenza di una dipendenza dall’accesso ai mercati dei capitali. Il debito in capo alla società non funziona come un classico prestito collateralizzato da Bitcoin con margin call automatiche che costringerebbero alla vendita degli asset al calo dei prezzi.

Valutazioni di stress test

Lo stress test incluso nell’analisi mostra che il prezzo del Bitcoin dovrebbe precipitare di circa il 96% prima che le riserve della società smettano di coprire le sue note convertibili. Tuttavia, anche in quel caso il rischio si sposterebbe sull’altro lato del bilancio, poiché MicroStrategy deve continuare a sostenere circa 1,76 miliardi di dollari all’anno in dividendi sulle azioni privilegiate e interessi, indipendentemente dal prezzo del Bitcoin.

Sherif Saad ha dichiarato:

«A mio parere, la sfida principale di MicroStrategy è mantenere in funzione il meccanismo che permette di coprire gli oneri annuali di debito e delle azioni privilegiate.»

Sherif Saad ha aggiunto:

«Gli investitori dovrebbero monitorare il prezzo delle azioni privilegiate di MicroStrategy e le sue riserve di cassa, che attualmente coprono circa 2,6 volte gli oneri annualizzati.»

Il rapporto avverte che, se le condizioni di finanziamento peggiorassero, la strategia di accumulo di Bitcoin potrebbe invertire la rotta, obbligando l’azienda a fare maggior affidamento sulle riserve liquide e su eventuali vendite di Bitcoin per fronteggiare gli impegni.

Sherif Saad ha spiegato:

«Durante un prolungato calo del BTC, il problema diventa più serio se il prezzo delle azioni di MicroStrategy e il suo mNAV diminuiscono nello stesso momento: raccogliere capitale diventerebbe progressivamente più difficile o più costoso.»

Valore della tesoreria e costi

Dopo il recente recupero del mercato, la riserva in Bitcoin di MicroStrategy vale ora circa 66,7 miliardi di dollari, superiore al costo storico della posizione, stimato intorno a 63,36 miliardi di dollari. Questo margine positivo riduce temporaneamente la pressione ma non elimina il bisogno continuativo di finanziare passività ricorrenti se l’accesso al capitale dovesse restringersi.

Il bilanciamento di Michael Saylor e le vendite recenti

Gran parte dell’attenzione sugli aspetti di rischio riguarda la volontà dell’azienda di attingere ai Bitcoin sul proprio bilancio, dopo anni in cui l’executive chairman Michael Saylor aveva promosso una linea di “mai vendere”. Per alcuni osservatori è stato dunque sorprendente vedere la società procedere a vendite di BTC nel corso dell’anno per sostenere altri impegni aziendali.

La società ha venduto Bitcoin quattro volte a partire da maggio, inclusa un’operazione recente di 1.690 BTC. I proventi sono stati impiegati per finanziare dividendi su azioni privilegiate, riacquisti di azioni e per aumentare la riserva in dollari statunitensi.

Phong Le ha dichiarato:

«Abbiamo accumulato circa 25 volte più Bitcoin di quanti ne abbiamo venduti quest’anno.»

Phong Le ha dichiarato inoltre:

«L’azienda prevede di riprendere gli acquisti di Bitcoin più avanti nel corso dell’anno.»

La situazione rimane quindi un bilanciamento tra la volontà strategica di detenere Bitcoin come riserva di valore e la necessità pragmatica di mantenere liquidità e fiducia dei mercati del capitale per onorare impegni finanziari ricorrenti.

In sintesi

  • La dipendenza dall’accesso ai mercati dei capitali rappresenta un rischio sistemico maggiore per MicroStrategy rispetto alla volatilità momentanea del Bitcoin; per gli investitori questo implica monitorare condizioni di credito e domanda di equity oltre al prezzo del cripto-asset.
  • Se il costo del capitale aumentasse, la società potrebbe dover vendere più Bitcoin o ridurre buyback e dividendi, scenari che possono influenzare la liquidità del mercato in certi periodi e creare opportunità o rischi per i portafogli esposti a cripto e a titoli tecnologici.
  • Per gli investitori italiani interessati al settore, la vicenda sottolinea l’importanza di valutare non solo la performance dell’asset digitale, ma anche la struttura del debito, la qualità delle riserve liquide e la capacità di una società di accedere ai mercati internazionali in condizioni favorevoli.


Author: Tony
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