Targhe polacche: ora obbligatoria la rc per auto italiane con il nuovo codice
- 21 Agosto 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Il fenomeno delle targhe polacche — tecnicamente noto come esterovestizione — potrebbe essere in procinto di cambiare profondamente a seguito del testo-base del nuovo Codice della strada, ancora oggetto di valutazione da parte delle associazioni di settore, che dovranno esprimersi entro il 13 settembre.
La pratica è radicata in diverse aree del Paese, con particolare incidenza in Campania, dove i costi delle polizze Rc Auto sono tradizionalmente elevati a causa dell’alto numero di sinistri. Oltre al risparmio immediato sui premi, la scelta di intestare un veicolo all’estero viene talvolta adottata per ridurre il rischio di sanzioni o per eludere conseguenze amministrative legate alle violazioni del codice stradale.
Il quadro normativo nazionale si è evoluto progressivamente: il Decreto Sicurezza del 2018 aveva già introdotto limiti alla circolazione dei veicoli immatricolati all’estero ma di proprietà di residenti in Italia, con alcune eccezioni specifiche. Successivamente, misure più mirate sono state inserite nel testo normativo per delineare criteri temporali e di residenza.
In particolare, il testo-base del Codice della strada richiama il contenuto del l’art. 93-bis, che vieta la circolazione in Italia dei veicoli esteri di proprietà di persone residenti nel Paese da oltre tre mesi e impone l’obbligo di registrazione per i mezzi intestati a soggetti non residenti che circolino in Italia per più di 30 giorni all’anno, anche non consecutivi. Dopo l’iscrizione al registro previsto, scatterà inoltre l’obbligo di stipulare una copertura assicurativa con un’impresa italiana o con una compagnia autorizzata a operare in Italia.
Per rafforzare i controlli, il ministero dell’Interno ha attivato procedure di cooperazione amministrativa con le controparti estere: dall’estate scorsa le autorità italiane possono consultare in tempo reale portali governativi di alcuni Paesi europei, inclusa la Polonia, per verificare validità dei documenti di circolazione, coperture assicurative e patenti rilasciate all’estero.
Sul piano operativo, la riforma intende rendere più agevole l’accertamento delle situazioni di esterovestizione da parte delle forze di polizia locali e degli uffici amministrativi: controlli telematici più rapidi, obbligo di registrazione e sanzioni amministrative più certe dovrebbero ridurre l’uso improprio di targhe estere. Tuttavia, l’efficacia dipenderà dalla capacità di integrare banche dati e di coordinare le verifiche sul territorio.
L’impatto sul mercato assicurativo può essere significativo. Un’estensione dell’obbligo di stipulare polizze con operatori italiani aumenterebbe la platea dei contraenti nel mercato nazionale, con possibili effetti sui premi nelle aree già ad alto rischio. Parallelamente, una maggiore compliance amministrativa potrebbe ridurre fenomeni di selezione avversa e migliorare il portafoglio rischi delle compagnie che operano in Italia.
Per il comparto automobilistico e per gli operatori che si occupano di import-export di veicoli, la stretta normativa comporterà costi di adeguamento e opportunità per servizi di compliance digitale, verifiche telematiche e consulenza fiscale e assicurativa. Anche gli investitori nel settore dei servizi digitali per la mobilità potrebbero trovare nuove nicchie di domanda legate alla verifica documentale e alla gestione delle registrazioni.
Nei prossimi mesi saranno determinanti i pareri delle associazioni e l’eventuale intervento parlamentare per definire modalità operative, tempistiche di transizione e sanzioni. Una regolazione chiara e interoperabile con gli altri Paesi europei è essenziale per conciliare la libera circolazione dei veicoli con la necessità di contrastare pratiche che alterano la concorrenza nel mercato assicurativo e gravano sulle casse pubbliche e private.
In sintesi
- Una stretta sulla esterovestizione potrebbe migliorare la qualità del portafoglio rischi delle assicurazioni italiane, riducendo la selezione avversa ma aumentando temporaneamente la domanda di polizze nazionali.
- I costi di adeguamento normativo creeranno opportunità per fornitori di servizi digitali e consulenza specializzata nella verifica documentale e nella gestione delle registrazioni transfrontaliere.
- Per gli investitori, la riforma segnala una possibile redistribuzione di premi e sinistri per area geografica; strategie di pricing e mitigazione del rischio saranno fondamentali nei territori ad alto tasso di sinistrosità.
- Una soluzione efficace richiede interoperabilità europea: nel medio termine, collaborazioni bilaterali e sistemi condivisi di controllo potranno ridurre i costi amministrativi e migliorare la compliance dei conducenti residenti.