Consumi culturali, dopo la pandemia gli italiani tornano a investire in esperienze e tempo libero
- 21 Agosto 2026
- Posted by: Katherine Puce
- Categoria: Editoriale
La cultura torna a conquistare uno spazio sempre più importante nelle abitudini degli italiani. Dalla televisione alla musica, passando per libri, cinema, musei, teatro e concerti dal vivo, cresce la partecipazione delle famiglie e si consolida soprattutto l’interesse verso esperienze capaci di unire cultura, intrattenimento e viaggio.
È il quadro delineato dall’Osservatorio Impresa Cultura Italia, realizzato da Confcommercio in collaborazione con SWG, che fotografa un pubblico nuovamente orientato verso la fruizione culturale dopo gli anni segnati dalla pandemia.
Televisione, musica e radio guidano le preferenze
Nel paniere dei consumi culturali, i programmi televisivi, film e serie continuano a essere l’attività più diffusa e coinvolgono il 92% degli italiani. Seguono la musica, scelta dall’87%, e la radio, che raggiunge l’82%.
Numeri che confermano la centralità dei contenuti audiovisivi e musicali nella quotidianità, accanto a forme di fruizione culturale più tradizionali.
La lettura conserva infatti un peso rilevante: dall’inizio dell’anno il 65% degli italiani ha letto almeno un libro, mentre il 43% ha scelto quotidiani cartacei oppure contenuti digitali a pagamento.
Dal cinema ai concerti, cresce la voglia di cultura dal vivo
Particolarmente significativo è il quadro delle attività che richiedono una partecipazione diretta. Il cinema interessa il 51% degli italiani, mentre il 49% sceglie musei, mostre e siti archeologici.
Il teatro e gli spettacoli all’aperto raggiungono il 40%, mentre i concerti dal vivo coinvolgono il 35% del pubblico.
La fotografia che emerge mostra quindi una domanda culturale articolata, nella quale l’intrattenimento domestico convive con il desiderio di vivere eventi, luoghi e spettacoli in presenza.
Il weekend culturale diventa una nuova esperienza da regalare
Uno dei fenomeni più interessanti riguarda i weekend culturali. Oltre un italiano su due si dichiara molto interessato a riceverne uno in regalo, mentre il 42% sarebbe molto propenso a regalarlo a una persona cara.
Negli ultimi dodici mesi il 46% degli italiani ha già effettuato almeno un weekend dedicato alla cultura. Nel 34% dei casi l’esperienza si è svolta fuori dalla propria regione.
Il dato evidenzia il legame sempre più stretto tra cultura e turismo, con musei, mostre, siti archeologici, spettacoli ed eventi che possono trasformarsi anche in motivazioni per organizzare brevi soggiorni e scoprire nuovi territori.
Carlo Fontana: la cultura come leva per sviluppo e coesione sociale
A sottolineare il valore del fenomeno è Carlo Fontana, Presidente di Impresa Cultura Italia-Confcommercio, secondo il quale la crescita dei consumi dimostra l’esistenza di una domanda concreta e conferma il ruolo della cultura come leva per sviluppo, occupazione e coesione sociale.
Rimane tuttavia il problema delle differenze nell’accesso alla cultura. Fontana richiama infatti l’attenzione sui divari economici, sociali, generazionali e territoriali e sulla necessità di interventi strutturali capaci di sostenere la domanda e avvicinare nuovi pubblici.
Tra le misure indicate figura anche la possibilità di introdurre una detrazione fiscale per le spese sostenute per consumi ed esperienze culturali.
La cultura riconquista spazio nelle abitudini degli italiani
I risultati dell’Osservatorio Impresa Cultura Italia raccontano quindi un settore che intercetta interessi molto diversi: dalla fruizione quotidiana di televisione, musica e radio fino alla lettura e alle esperienze vissute fuori casa.
La crescita dei weekend culturali aggiunge un ulteriore elemento, mostrando come la cultura possa diventare parte di un’esperienza più ampia legata al viaggio e alla scoperta del territorio.
La sfida indicata dal settore sarà ora trasformare questa domanda in una partecipazione sempre più accessibile e trasversale, riducendo le differenze che ancora condizionano la possibilità di usufruire dell’offerta culturale.