Bitcoin torna a sfiorare i $65.000 per la prima volta dal 10 agosto
- 19 Agosto 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin ha raggiunto i 65.000 dollari dopo l’apertura di Wall Street di martedì, sulle ali di un recupero dei titoli azionari statunitensi nonostante le tensioni geopolitiche emergenti.
Contesto geopolitico
L’accelerazione del mercato delle criptovalute è avvenuta mentre nuovi segnali fra Stati Uniti e Iran aumentavano l’incertezza globale. In un post pubblico, Donald Trump ha condiviso una mappa dello Stretto di Hormuz etichettata come “nuovo territorio USA”, suscitando reazioni diplomatiche e la preoccupazione per possibili escalation nella regione.
Donald Trump ha scritto:
“Non ci sono incontri o conversazioni in corso, né programmate, con la Repubblica Islamica dell’Iran. Il blocco navale rimane in pieno vigore. Lo Stretto di Hormuz è aperto e operativo. Tutte le mine in acqua sono state rimosse o fatte detonare.”
Le rivendicazioni di controllo sul passaggio marittimo e le minacce rivolte a paesi della regione come Oman hanno contribuito a mantenere elevata la percezione del rischio fra operatori e investitori.
Mercati finanziari e rendimenti obbligazionari
Nonostante lo scenario geopolitico, il S&P 500 ha evidenziato un rimbalzo tecnico dopo i minimi toccati in avvio di settimana, mentre il prezzo del petrolio WTI ha mostrato movimenti contenuti, intorno agli 84 dollari al barile.
I segnali più significativi sono arrivati però dal mercato obbligazionario statunitense: il rendimento dei titoli decennali e soprattutto quello a 30 anni hanno registrato pressioni al rialzo, con il decennale a lungo termine che ha toccato il 5,34%, livello che non si vedeva da quasi due decenni.
Geoff Yu di BNY Mellon ha scritto:
“I prezzi delle obbligazioni stanno inviando avvertimenti.”
Secondo l’analista, la spinta verso rendimenti più elevati riflette la crescente richiesta da parte degli investitori di maggiore compensazione per il rischio d’inflazione e l’effetto dell’aumento dell’offerta di debito pubblico sul mercato.
Analisi tecnica di Bitcoin
I dati di mercato mostravano BTC/USD in estensione del rialzo settimanale mentre il recupero dell’azionario favoriva un clima di rischio moderato. Tuttavia, l’asset rimane esposto a vari punti di resistenza chiave che potrebbero determinare la prosecuzione o la pausa del movimento.
Il trader e analista Aksel Kibar ha indicato che la formazione di una inversione a testa-e-spalle rovesciata potrebbe culminare attorno ai 62.300 dollari, un livello decisivo per stabilire se il rimbalzo sia sostenibile.
Aksel Kibar ha scritto:
“Se $BTCUSD deve rimbalzare, deve partire da qui.”
Nel caso in cui la struttura di inversione non dovesse reggere, l’analista segnala un possibile ritorno verso i 53.000 dollari; al contrario, un consolidamento positivo potrebbe aprire spazio verso livelli più ambiziosi intorno ai 76.000 dollari. Sul piano tecnico, la media mobile esponenziale a 50 mesi (EMA a 50 mesi) si è posta come resistenza rilevante attorno ai 65.827 dollari, impedendo sinora una rottura più netta.
Un fattore di freno alla ripresa più ampia è la presenza di investitori “sott’acqua” — cioè posizioni acquistate a prezzi superiori a quelli attuali — la cui tendenza a chiudere con perdite può aumentare la pressione di vendita nelle fasi di rifiato del mercato. Questa dinamica, unita alla maggiore concorrenza dei rendimenti obbligazionari, complica la struttura di domanda per asset rischiosi come le criptovalute.
In sintesi
- Il rialzo di Bitcoin verso i 65.000 dollari avviene in un contesto in cui i rendimenti dei titoli di Stato spingono gli investitori a rivalutare il prezzo del rischio: rendimenti più alti possono ridurre l’appeal relativo delle attività speculative.
- Per gli investitori italiani, la crescente volatilità globale e l’aumento dei rendimenti reali implicano la necessità di rivedere l’allocazione tra obbligazioni e asset rischiosi, considerando l’impatto fiscale e valutario sulle posizioni in dollari.
- La presenza di resistenze tecniche come l’EMA a 50 mesi e la possibile pressione di vendite da parte di posizioni in perdita suggeriscono che i break-out sostenibili richiederanno conferme di volume e stabilità macroeconomica.