Impiantistica e tessile trainano l’export della provincia di Teramo

Nel 2017, con l’uscita sul grande schermo del film “Sfashion”, molti interpretarono la crisi del distretto tessile come il possibile tramonto dell’economia locale. Oggi, nonostante la provincia di Teramo sia ancora inserita nell’area di crisi industriale complessa Val Vibrata – Valle del Tronto – Piceno, sorprende per le dinamiche positive: figura infatti tra le province con le imprese a più rapido sviluppo secondo uno studio condotto da Luiss.

Il Report Luiss e le ragioni della crescita

Lorenzo Dattoli, presidente di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico, ha spiegato:

“La forza principale risiede nella diversificazione: un tessuto produttivo distribuito su più settori che rende l’economia locale più resiliente. Le crisi lo hanno piegato, ma non spezzato, proprio perché esiste varietà nelle attività e nei mercati.”

Secondo rilevazioni di mercato citate nel rapporto, la provincia conta circa 34.733 imprese registrate e un fatturato stimato per le imprese medie pari a 1,321 miliardi. Indicatori come il valore aggiunto e l’export hanno mostrato segnali di crescita nel quinquennio più recente, collocando la provincia ai vertici regionali per dinamismo produttivo.

Il miglioramento dei flussi commerciali esteri è parte del quadro: nel 2025 l’area ha contribuito in modo significativo all’export dell’Abruzzo, consolidando relazioni con mercati esteri e beneficiando della capacità delle aziende locali di posizionarsi su nicchie ad alto valore aggiunto.

Dalla liquirizia agli impianti petroliferi

La manifattura locale spazia da produzioni alimentari sofisticate a componentistica per impianti energetici: dalla lavorazione di stecchi di liquirizia destinati a gelaterie internazionali, all’invio di tecnici specializzati per lavori nei pozzi petroliferi in Marocco, nel Medio Oriente e in Messico, fino alla produzione di reagenti clinici esportati in oltre 150 Paesi.

Lorenzo Dattoli ha sottolineato:

“Le politiche pubbliche recenti — la Zes (zona economica speciale), le risorse del Pnrr, e gli incentivi legati a Industria 4.0 e 5.0 — hanno giocato un ruolo importante nell’attivare investimenti. Tuttavia, senza imprenditori preparati e visione manageriale, questi strumenti rischiano di non produrre l’effetto sperato.”

Questa combinazione tra sostegni pubblici e competenze private ha favorito il trasferimento tecnologico e la formazione di figure specializzate, elementi essenziali per competere su mercati internazionali e per attrarre commesse qualificate.

Aziende familiari da generazioni

Il tessuto produttivo è caratterizzato da imprese familiari consolidate nel tempo: nomi storici come Barberini (fondata nel 1963 e successivamente acquisita da gruppi internazionali), Cordivari (1972) nel settore idrotermosanitario, Aran nelle cucine, il Maglificio Gran Sasso con quattro generazioni alla guida e la storica Menozzi-De Rosa di Atri, che conta oltre 180 anni di attività.

Angelo Menozzi ha sintetizzato:

“In una nicchia come quella della liquirizia, l’innovazione tecnologica e la maggiore sostenibilità hanno aperto nuovi spazi di mercato. L’export cresce grazie a strategie di diversificazione e all’accesso alla grande distribuzione.”

I piani di investimento legati alla Transizione 5.0 hanno permesso ad alcune imprese di aggiornare gli impianti — ad esempio l’acquisto di essiccatoi e taglierine elettroniche — aumentando la produttività e riducendo i consumi energetici. Non tutte le unità produttive ricadono nella Zes, benché la zona coinvolga 14 comuni abruzzesi e punti a migliorare l’attrattività del territorio.

Il trasferimento generazionale, spesso considerato un punto critico per le aziende familiari, qui appare gestito con continuità: combinando know‑how storico e competenze manageriali moderne, molte realtà sono riuscite a evolvere pur mantenendo radici locali.

Dal punto di vista infrastrutturale e logistico, la provincia beneficia di una posizione vicina al mare ma resta penalizzata da collegamenti non sempre ottimali: per consolidare i flussi export è necessario potenziare la logistica, migliorare l’accesso alle reti di trasporto e favorire investimenti in terminalità portuali e piattaforme logistiche.

Sul piano degli investimenti, il mix tra incentivi pubblici e iniziativa privata crea opportunità per fondi e operatori interessati a settori di nicchia ad alto valore aggiunto: qualità produttiva, sostenibilità e specializzazione tecnica possono rappresentare leve affidabili per un ritorno sugli investimenti nel medio termine.

In sintesi

  • La combinazione di politiche pubbliche (Zes, Pnrr, incentivi tecnologici) e una base imprenditoriale competente ha trasformato fragilità strutturali in opportunità di crescita per il territorio.
  • Per gli investitori, il territorio offre nicchie con alto valore aggiunto e potenziali rendimenti legati all’efficienza produttiva e all’export; tuttavia, la resa dipende dalla capacità di migliorare logistica e accesso ai mercati globali.
  • Le aziende familiari che integrano innovazione e sostenibilità sono meno vulnerabili agli shock esterni e costituiscono un asse portante per l’occupazione locale, rendendo l’area interessante per politiche industriali mirate.
  • Il rafforzamento delle infrastrutture e la formazione tecnica specializzata appaiono condizioni necessarie per scalare il successo attuale e attrarre investimenti di medio‑lungo periodo.


Author: Tony
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