Imprese giovanili, 153mila attività in meno in dieci anni: Elite Group punta sulla fidelizzazione
- 17 Agosto 2026
- Posted by: Katherine Puce
- Categoria: Aziende, Economia, Editoriale
La capacità di attrarre e trattenere i giovani sta diventando un fattore sempre più rilevante per la competitività delle imprese italiane. Le aziende che riescono a fidelizzare i talenti under 35 registrano infatti un incremento della produttività del 7,2%, mentre quelle caratterizzate da una maggiore presenza di giovani mostrano una crescita superiore sia del fatturato sia dell’occupazione.
È quanto emerge dalle analisi di Unioncamere e del Centro studi Tagliacarne, presentate alla Conferenza nazionale delle Camere di commercio nel giugno 2026. Un quadro nel quale si inserisce l’esperienza di Elite Group, gruppo romano guidato dal 28enne Stefano Pulcinelli, che ha scelto di utilizzare anche la leva retributiva per contenere il turnover e favorire la continuità del personale.
Quasi una posizione su due per gli under 30 è difficile da coprire
La ricerca di personale giovane resta complessa. Il Sistema informativo Excelsior rileva che il 48% delle posizioni destinate agli under 30 risulta di difficile copertura. Nel 31% dei casi il problema è riconducibile all’assenza di candidati.
A questa difficoltà si accompagna una trasformazione strutturale della composizione della forza lavoro. Secondo il CNEL, negli ultimi vent’anni gli occupati over 50 sono raddoppiati, passando dal 20% a circa il 40% del totale. Nello stesso periodo la quota degli under 35 è diminuita dal 35% a meno del 25%.
Il tema non riguarda quindi soltanto il reclutamento, ma anche la capacità delle aziende di costruire condizioni in grado di favorire la permanenza dei lavoratori più giovani.
Imprese giovanili, 153mila attività in meno in dieci anni
La contrazione interessa anche l’imprenditorialità. L’analisi Unioncamere-InfoCamere sulla nati-mortalità delle imprese giovanili mostra che tra il 2014 e il 2024 il numero delle attività guidate da under 35 è passato da quasi 640mila a 486mila.
In dieci anni sono quindi scomparse oltre 153mila imprese giovanili, con una diminuzione del 24%, equivalente in media a 42 attività in meno ogni giorno.
Il calo ha interessato quasi tutti i comparti. Le costruzioni registrano una flessione del 38,7%, mentre il commercio arretra del 36,2%. In controtendenza risultano i servizi alle imprese, in crescita del 3,5%, mentre l’agricoltura rimane sostanzialmente stabile.
I dati del primo trimestre 2026 mostrano però segnali di stabilizzazione: il saldo nazionale tra iscrizioni e cessazioni è tornato positivo, con 690 imprese in più, sebbene rimangano forti differenze territoriali.
Elite Group punta sulla retribuzione per ridurre il turnover
In questo scenario si colloca Elite Group, realtà romana composta da sei aziende che operano in attività che spaziano dalle pulizie al noleggio con conducente, passando per le ristrutturazioni. Dal 2027 il gruppo prevede inoltre di entrare nel settore sanitario attraverso l’apertura di un poliambulatorio.
A guidare il gruppo è Stefano Pulcinelli, 28 anni. La strategia adottata punta su una politica retributiva più generosa rispetto alla media del mercato con l’obiettivo di favorire la fidelizzazione del personale.
Pulcinelli spiega che il gruppo riconosce retribuzioni superiori a quanto previsto dal contratto nazionale di lavoro. Una scelta che può rappresentare un costo significativo, ma che l’imprenditore considera un investimento anziché una semplice spesa.
Tra 400 e 450 camere gestite ogni mattina
La politica adottata da Elite Group è collegata direttamente alle caratteristiche del proprio modello di business, basato in larga misura su clienti ricorrenti.
Il gruppo dichiara di gestire ogni mattina tra 400 e 450 camere di hotel e affittacamere nel centro di Roma. In attività di questo tipo la continuità del servizio assume un peso determinante e un elevato ricambio dei lavoratori può trasformarsi in un fattore di rischio.
Secondo Pulcinelli, uno dei vantaggi del gruppo è proprio un turnover contenuto rispetto a molte società del settore. La sostituzione frequente degli addetti può infatti compromettere la relazione fiduciaria con la clientela, soprattutto quando l’operatore di riferimento viene cambiato ripetutamente.
La scelta è quindi quella di collegare politica retributiva, stabilità occupazionale e continuità del rapporto con il cliente.
Nei servizi le imprese giovanili resistono meglio
I dati relativi al comparto forniscono ulteriori elementi di contesto. Secondo le elaborazioni Confcommercio-Unioncamere, nei servizi le imprese giovanili hanno registrato una contrazione dell’11,5% rispetto al 2011, contro il 17,4% dell’intero settore.
Le attività giovanili del comparto rimangono oltre 308mila.
In settori caratterizzati da rapporti continuativi con la clientela, la stabilità del personale e la continuità nell’erogazione dei servizi possono quindi trasformarsi in leve competitive, soprattutto quando la singola prestazione presenta un valore aggiunto contenuto ma un’elevata ricorrenza.
Elite Group punta a 10 milioni di fatturato e oltre 100 dipendenti
Elite Group conta attualmente circa 60 dipendenti e registra un fatturato aggregato di circa 5 milioni di euro.
L’apertura del poliambulatorio, programmata per il 2027, dovrebbe comportare circa 15 nuove assunzioni. L’obiettivo dichiarato dal gruppo è arrivare vicino ai 10 milioni di euro di fatturato entro il 2028 e superare la soglia dei 100 dipendenti.
Si tratta di un percorso di crescita che mantiene al centro la capacità di trattenere il personale e garantire continuità ai servizi offerti.
Imprenditorialità italiana in calo
La situazione si inserisce in una tendenza più ampia. Secondo il Rapporto GEM 2023-2024, il livello di attivazione imprenditoriale in Italia è diminuito dall’1,1% del 2010 allo 0,87% del 2023 rispetto alla popolazione adulta.
Con un numero inferiore di nuove imprese, la competitività si sposta anche sulla capacità di consolidare quelle esistenti e di trattenere il personale.
Il quadro presenta comunque alcuni elementi positivi. La quota dei giovani imprenditori rispetto all’occupazione complessiva italiana rimane superiore alla media europea: raggiunge il 4,3% tra gli uomini e il 2,4% tra le donne, rispetto rispettivamente al 3% e all’1,5% dell’Unione europea.
La sostenibilità della politica salariale
Resta aperta la questione della sostenibilità nel lungo periodo di una politica retributiva superiore ai minimi contrattuali, soprattutto in comparti come il facility management, nei quali il costo del lavoro incide in maniera rilevante sui conti aziendali e la competizione si concentra spesso sui prezzi delle gare.
In questo scenario, il maggiore costo legato alle retribuzioni può essere sostenuto nel tempo attraverso una crescita dei volumi oppure mediante un posizionamento su servizi a più elevato valore.
L’esperienza di Elite Group mette così in relazione tre fattori: capacità di trattenere i lavoratori, continuità del servizio e rapporto fiduciario con il cliente. Un modello che si confronta con un mercato del lavoro nel quale reperire giovani è sempre più difficile e nel quale la stabilità del personale può diventare un elemento concreto di competitività.