La svolta di Paul Tudor Jones: la società aumenta la partecipazione in IBIT dopo un anno di vendite

Tudor Investment, il fondo fondato dall’investitore miliardario Paul Tudor Jones, ha incrementato la sua partecipazione diretta nel ETF spot su Bitcoin gestito da BlackRock nel secondo trimestre, pur riducendo drasticamente la posizione riportata in opzioni call collegata al fondo.

Dettagli sulle partecipazioni

Nel deposito 13F presentato venerdì, Tudor Investment risulta titolare di 688.529 azioni dell’iShares Bitcoin Trust ETF (IBIT), per un controvalore di circa 22,9 milioni di dollari alla data del 30 giugno.

Il numero di azioni possedute è aumentato di 109.446 unità, pari al +18,9% rispetto alle 579.083 azioni registrate al termine del trimestre precedente. Stime successive legate all’andamento dei prezzi portano il valore delle partecipazioni a un livello approssimativo di 24,5 milioni di dollari.

Ruolo delle opzioni

Nel medesimo filing il gestore ha dichiarato posizioni in opzioni connesse a quote sottostanti dell’IBIT: le call equivalgono a 148.000 azioni sottostanti, una riduzione dell’85,2% rispetto alle 998.000 di marzo; le put scendono marginalmente, a 715.000 azioni sottostanti (-1,4% dalle 725.000 precedenti).

Il documento non riporta prezzi di esercizio né scadenze delle opzioni, perciò il conteggio delle azioni sottostanti non fornisce una misura univoca dell’esposizione direzionale del fondo. È plausibile che tali posizionamenti in derivati costituiscano strumenti di copertura per le scommesse su Bitcoin piuttosto che strategie speculative pure.

Contesto storico e strategia

Nei sei mesi precedenti, Tudor Investment aveva progressivamente aumentato l’esposizione all’IBIT, passando da 869.565 azioni a metà 2024 fino a 8,05 milioni di azioni a fine anno, con un picco valutato intorno ai 427 milioni di dollari.

Nel corso del 2025 la società ha gradualmente ridotto tale posizione, con tagli in ogni trimestre, chiudendo dicembre a 576.523 azioni. L’andamento rivela una gestione attiva della posizione, probabilmente influenzata dalle dinamiche di mercato del Bitcoin, dalla liquidità degli ETF spot e dalle valutazioni del rischio attraverso derivati.

Questa combinazione di aumento delle quote dirette e simultanea compressione delle call fa pensare a una ristrutturazione della strategia, dove il fondo privilegia esposizione diretta al sottostante pur mitigando il rischio attraverso strutture in opzioni.

Implicazioni per il mercato e gli investitori

L’aumento delle partecipazioni dirette da parte di investitori istituzionali come Tudor Investment segnala un interesse continuativo verso gli ETF spot su Bitcoin, contribuendo potenzialmente a una maggiore liquidità e a una più ampia integrazione del cripto-asset nei portafogli istituzionali.

Per gli investitori retail italiani, la presenza di coperture tramite opzioni in portafogli istituzionali suggerisce che i grandi operatori gestiscono attivamente il rischio di volatilità. Ciò può ridurre l’impatto di fluttuazioni improvvise sui prezzi degli ETF, ma non elimina completamente i rischi associati all’esposizione al Bitcoin.

Infine, la dinamica delle posizioni di Tudor evidenzia come le strategie su prodotti legati alle criptovalute possano oscillare rapidamente in risposta a condizioni di mercato, regolamentazione e liquidità, elementi che gli investitori dovrebbero monitorare quando valutano l’inserimento di tali prodotti nei propri portafogli.

In sintesi

  • La crescita delle partecipazioni dirette in IBIT da parte di un grande gestore indica un aumento della fiducia istituzionale verso gli ETF spot su Bitcoin, con possibili benefici di liquidità per il mercato.
  • La forte riduzione delle call suggerisce una riduzione delle scommesse rialziste pure e un uso più marcato delle opzioni per coprire l’esposizione; gli investitori dovrebbero valutare come ciò influisca sulla gestione del rischio a livello di mercato.
  • Le oscillazioni significative delle partecipazioni nel tempo richiamano l’attenzione sulla necessità di considerare volatilità e tempistiche nelle strategie d’investimento in prodotti legati alle criptovalute.
  • Per il contesto economico italiano, una maggiore partecipazione istituzionale estera negli ETF su Bitcoin può accelerare la maturazione dell’offerta di prodotti regolamentati anche sul mercato europeo, influenzando le scelte di asset allocation degli investitori professionali nazionali.


Author: Tony
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