Coworking, IWG sbarca in Italia con 21 nuove aperture
- 14 Agosto 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Il lavoro ibrido, alternato tra ufficio, abitazione e spazi di coworking, continua a consolidarsi come una delle modalità prevalenti per i professionisti: lo confermano osservatori di settore e aziende che hanno già reso questa formula strutturale. Secondo International Workplace Group (IWG), con sede a Zug in Svizzera, il potenziale di mercato globale comprende ulteriori 1,2 miliardi di colletti bianchi e un bacino di valore stimato oltre i 2.000 miliardi di dollari.
Nel primo semestre dell’anno IWG, quotata alla Borsa di Londra, ha registrato ricavi in aumento del 6%, superando i 2 miliardi di euro, con un Ebitda pari a 265 milioni di euro, dati che attestano la resilienza del modello commerciale basato su spazi di lavoro flessibili.
L’obiettivo strategico del gruppo è diffondere il lavoro flessibile nel cuore delle comunità locali, ossia laddove la domanda è maggiore. Per questo motivo l’espansione delle sedi non si limita ai centri metropolitani: molte aperture sono state collocate in aree suburbane e nelle città di provincia, spinte anche dall’aumento dei prezzi immobiliari nei centri urbani che sta spostando la domanda verso zone decentrate.
IWG opera con marchi noti come Regus e Spaces. Nel primo semestre dell’anno il gruppo ha inaugurato 728 nuove sedi a livello globale, di cui 21 in Italia, distribuite in regioni quali Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Campania e Sicilia. L’ampliamento della rete risponde alla domanda crescente per soluzioni di prossimità che offrono spazi professionali vicini alle abitazioni e opportunità di networking.
Christian Schmitz ha dichiarato:
“È stato un semestre straordinario. Ogni nuova apertura rafforza la nostra capillarità, offre ai clienti maggiori possibilità di scelta e crea nuove opportunità di business. La nostra espansione attraversa metropoli internazionali, città di provincia e realtà locali, dove il lavoro ibrido apre scenari inediti. Davanti a noi si profila un potenziale enorme.”
Nel network di IWG è entrato anche il partner Wojo, che ha apportato 186 sedi alla piattaforma globale. Questa alleanza sancisce una collaborazione di lungo periodo con il gruppo alberghiero Accor e crea prospettive per integrare soluzioni di lavoro flessibile in un numero crescente di strutture ricettive.
Implicazioni per il mercato immobiliare e il lavoro in Italia
La crescita di reti come quella di IWG incide su diversi piani: a livello immobiliare favorisce la riqualificazione di edifici periferici e la creazione di poli lavorativi diffusi, riducendo la pressione sui centri storici. Per le imprese significa disporre di alternative più flessibili alla sede principale, con potenziali risparmi sui costi fissi e una migliore attrattività per i talenti che cercano equilibrio tra vita privata e professionale.
Dal punto di vista degli investimenti, l’espansione del modello di coworking può trasformare la segmentazione del mercato degli uffici: fondi immobiliari e operatori privati devono valutare la domanda locale, la sostenibilità dei contratti e la capacità di adattare spazi tradizionali a formule modulari. L’integrazione con il settore alberghiero, favorita dalla partnership con Accor, apre inoltre scenari per investimenti con ritorni diversificati basati su occupazione ibrida e servizi ancillari.
Per le amministrazioni locali e la pianificazione urbana, l’affermarsi di hub periferici richiede politiche volte a sostenere la mobilità alternativa, infrastrutture digitali e servizi ai lavoratori. In termini occupazionali, la diffusione di spazi di lavoro flessibili può generare nuovi posti nei servizi e nell’indotto, oltre a favorire la nascita di micro-imprese e collaborazioni professionali sul territorio.
Rischi e criticità da considerare includono la possibile saturazione dell’offerta in alcune aree, la variabilità della domanda post-pandemia e la necessità di differenziare l’offerta per qualità dei servizi e flessibilità contrattuale, elementi però valorizzati da operatori con scala e competenze come IWG.
In sintesi
- L’espansione di reti internazionali di coworking favorisce la decentralizzazione degli hub lavorativi, con impatti positivi su domanda immobiliare e servizi locali nelle province italiane.
- Per gli investitori immobiliari la trasformazione degli uffici in spazi flessibili richiede valutazioni granulari sulla domanda locale e sulla capacità di offerta di servizi aggiuntivi per mantenere margini competitivi.
- L’integrazione tra operatori di coworking e catene alberghiere rappresenta un’opportunità per diversificare i ricavi e migliorare l’occupazione degli immobili, ma impone una rigorosa pianificazione commerciale e operativa.