Bitcoin (BTC) subisce una flessione mentre il ppi statunitense non innesca rialzi, gli etfs registrano il primo calo di due giorni di agosto

Bitcoin (BTC) è sceso al di sotto dei 63.000 dollari, perdendo circa l’1,14% dalla mezzanotte UTC, in un contesto segnato da due giorni consecutivi di deflussi dagli ETF spot e dall’assenza di fattori rialzisti in grado di invertire la tendenza.

La criptovaluta più grande per capitalizzazione quota al livello più basso dallo scorso 3 agosto, azzerando i guadagni registrati nella settimana precedente. Anche Ether (ETH) è in perdita, scendendo di circa lo 0,73% dalla mezzanotte, mentre una parte del mercato degli altcoin mostra ancora segni di resilienza e in alcuni casi sovraperforma i principali asset digitali.

Sul fronte dei mercati tradizionali, i dati sull’inflazione alla produzione negli Stati Uniti sono rallentati al 4,7%, sotto le attese, alimentando un moderato rialzo degli indici azionari: l’S&P 500 e il Nasdaq 100 hanno registrato una reazione positiva, con i contratti futures che restano lievemente positivi.

Posizionamento nei derivati

La dinamica dei futures suggerisce prevalere del churn piuttosto che un nuovo flusso direzionale: il rapporto long-short resta bilanciato, con le posizioni long che rappresentano circa la metà del flusso totale, mentre la crescita del volume nelle 24 ore continua a superare ampiamente quella dell’open interest (OI), indicatore tipico di trading ripetuto e rotazione.

Tra i contratti più attivi nelle ultime 24 ore spiccano quelli legati a Bitcoin Cash (BCH), che hanno registrato il maggiore incremento di OI (+10% fino a 1,64 milioni di token) mentre il prezzo spot è sceso del 3%: combinazione che indica accumulo di posizioni short. I tassi di funding annualizzati fortemente negativi e un delta cumulativo di volume (OI-adjusted CVD) negativo confermano una pressione di vendita guidata da ordini di mercato aggressivi.

Anche su Bitcoin l’OI è aumentato di oltre il 3% fino a circa 765.000 BTC, nonostante la discesa dei prezzi e un CVD negativo; i tassi di funding, però, rimangono debolmente positivi, suggerendo una composizione mista delle scommesse tra rialziste e ribassiste.

HBAR evidenzia il profilo ribassista più netto tra i primi 25 token: il CVD su 24 ore è il più negativo, mentre i tassi di funding si collocano intorno al -20%, a indicare un mercato dominato dai venditori. In generale, la maggior parte dei top 25 mostra segnali di CVD negativo, elemento che riflette pressione di vendita diffusa.

Volatilità e strategie su opzioni

La volatilità implicita a 30 giorni di Bitcoin (indice BVIV) è scesa nuovamente sotto il 36%, dopo un picco vicino al 39% all’inizio della settimana, un movimento che favorisce strategie di overwriting per chi cerca rendimento aggiuntivo sulle posizioni spot. L’equivalente per Ether (indice EVIV) mostra lo stesso andamento, suggerendo interesse continuo per opzioni vendute a scopo generazione di premio.

Nel mercato delle opzioni su Deribit, le call su BTC con strike a 70.000, 69.000 e 67.000 dollari sono fra le più scambiate, mentre per ETH sono risultate più attive le put con strike a 1.700 e 1.780 dollari: combinazione che indica una certa copertura ribassista o speculazione su un possibile ritracciamento.

Token in evidenza

Ether.fi (ETHFI) è stato il miglior performer nelle ultime 24 ore, con un rally dell’11,5% dopo l’annuncio dell’integrazione di azioni tokenizzate e prestiti DeFi sulla sua piattaforma di neo-banking; parte dei guadagni è stata ridotta venerdì con una flessione del 3,3%.

Cosmos (ATOM) ha mostrato un rialzo superiore al 10% in 24 ore e un aumento dei volumi di scambio del 232%, fino a 51 milioni di dollari, nonostante non siano emerse notizie evidenti come catalizzatore: fenomeno che può riflettere accumuli speculativi o rotazioni di portafoglio.

Fetch.ai (FET) e Monero (XMR) hanno esteso i loro guadagni settimanali, registrando rispettivamente +0,55% e +0,81% dalla mezzanotte UTC. Al contrario, token come NEAR, MORPHO, TAO e JUP hanno perso intorno al 2%, in linea con un sentiment di prudenza diffusa sul mercato.

Contesto e implicazioni per gli investitori

La combinazione di segnali macro più favorevoli per i mercati tradizionali e deflussi dagli ETF spot di criptovalute crea una situazione di divergenza: mentre azioni e derivati tradizionali reagiscono alla discesa dell’inflazione alla produzione, il mercato cripto resta sensibile ai flussi di capitale e alla struttura dei mercati derivati.

Per gli investitori italiani è utile considerare la maggiore interconnessione tra leve sui derivati, tassi di funding e volatilità implicita: questi fattori possono amplificare i movimenti di prezzo in entrambe le direzioni e rendono essenziali misure di gestione del rischio, diversificazione e controllo dell’esposizione in leva.

In sintesi

  • La persistenza di deflussi dagli ETF spot potrebbe mantenere la pressione sui prezzi di Bitcoin nel breve termine, rendendo gli ingressi graduali più prudenziali per gli investitori retail italiani.
  • I segnali dai futures — aumento dell’OI su alcuni asset e tassi di funding negativi — indicano che la leva sta favorendo posizioni short in alcuni token, un elemento da monitorare per chi opera con margini.
  • La riduzione della volatilità implicita spinge verso strategie di generazione di rendimento (es. overwriting), ma tali tattiche richiedono capacità di copertura delle esposizioni in caso di rapidi rialzi dei prezzi.
  • La divergenza tra segnali macro positivi per i mercati tradizionali e flussi specifici nel settore crypto sottolinea l’importanza di integrare analisi macroeconomica e microstrutturale quando si valutano investimenti in asset digitali.


Author: Tony
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