Unione Nazionale Consumatori misura il costo dell’inflazione: Ferrara resta la città più cara

L’Unione Nazionale Consumatori fotografa le differenze territoriali dell’inflazione italiana elaborando i dati di luglio diffusi dall’Istat. La nuova classifica sul costo della vita mostra divari significativi tra le città: Ferrara si conferma la più cara per una famiglia media, mentre Brindisi registra il minore aggravio annuo.

A determinare queste differenze non è soltanto il tasso generale di inflazione, ma anche la struttura dei consumi e l’andamento delle diverse categorie di spesa. Particolarmente rilevante è la dinamica dei servizi di alloggio, con forti rincari in alcune città italiane.

Ferrara resta la città più cara

Dopo il primato registrato a giugno, Ferrara mantiene la prima posizione anche a luglio. Con un’inflazione annua del 3,6%, l’aumento del costo della vita per una famiglia media viene stimato in 1.042 euro all’anno.

Al secondo posto si colloca Mantova, dove un’inflazione del 3,4% determina una maggiore spesa di 967 euro. Terza Como, con un aumento dei prezzi del 3,2% e un aggravio di 959 euro.

Segue Roma, quarta con una maggiore spesa annua di 915 euro e un’inflazione del 3,2%.

Siracusa, Verona e Pistoia nella parte alta della classifica

La quinta posizione è occupata da Siracusa, dove l’inflazione raggiunge il 3,9% e comporta una maggiore spesa annua di 901 euro.

Seguono Verona, con 899 euro aggiuntivi e un’inflazione del 3,2%, e Pistoia, con 872 euro e un tasso del 3,1%.

All’ottavo posto figura Pavia, con un aggravio di 869 euro, seguita da Udine con 868 euro. Bolzano chiude la top ten con una maggiore spesa di 851 euro.

Il tasso d’inflazione più elevato viene invece registrato a Reggio Calabria, con il 4%. La città occupa tuttavia la sedicesima posizione in termini di maggiore spesa, con un aggravio calcolato in 820 euro.

Alberghi e servizi di alloggio spingono i rincari

Un ruolo significativo è ricoperto dai servizi di alloggio, categoria che comprende alberghi, pensioni, campeggi, villaggi turistici e ostelli.

Anche in questo caso Ferrara registra l’incremento maggiore, con prezzi in aumento del 23,5% rispetto a luglio dell’anno precedente.

Segue Mantova con un incremento del 15,6%, mentre Modena si posiziona terza con +11,6%. A Como, sesta nella graduatoria specifica, l’aumento raggiunge il 10,9%.

La dinamica dei servizi legati all’ospitalità contribuisce così alle differenze territoriali evidenziate dalla classifica dell’Unione Nazionale Consumatori.

Brindisi registra il minore aumento della spesa

All’estremo opposto della graduatoria si trova Brindisi, che con un’inflazione del 2,2% registra una maggiore spesa annua stimata in 421 euro, la più contenuta tra le città analizzate.

Seconda Benevento, con un’inflazione del 2,1% e un aggravio di 460 euro. Terza Lucca, dove l’inflazione dell’1,8%, la più bassa d’Italia, comporta una maggiore spesa di 506 euro.

A contribuire al risultato di Lucca è anche il calo del 15,3% dei prezzi dei servizi alberghieri rispetto all’estate precedente.

Seguono Trapani, Potenza, Grosseto, Olbia-Tempio, Ancona e Cagliari. A chiudere la top ten delle città con gli aumenti di spesa più contenuti è Novara, con 559 euro aggiuntivi all’anno.

Lazio prima tra le regioni per maggiore spesa

L’analisi dell’Unione Nazionale Consumatori prende in considerazione anche le differenze regionali. Il Lazio registra il maggiore aggravio per una famiglia media, con un’inflazione del 3,1% e una spesa aggiuntiva stimata in 848 euro all’anno.

La Lombardia segue con un incremento di 819 euro, mentre il Trentino raggiunge 799 euro.

La situazione più favorevole viene invece rilevata in Basilicata, dove un’inflazione del 2,3% determina un aumento della spesa annua di 516 euro.

I dati mostrano quindi come l’impatto dell’inflazione sui bilanci familiari possa cambiare sensibilmente da un territorio all’altro, anche a fronte di tassi percentuali relativamente vicini. L’andamento delle singole categorie di consumo, a partire dai servizi di alloggio, continua a svolgere un ruolo importante nella determinazione dell’effettivo aumento del costo della vita.