Tether (USDT) completa l’audit promesso da KPMG: contate perfino le barre d’oro

Tether ha confermato di aver incaricato una società tra le Big Four per condurre il suo primo audit completo, un passo atteso da tempo nel mondo delle criptovalute.

Nell’annuncio viene indicato che la società scelta è KPMG, uno dei grandi studi contabili insieme a Deloitte, EY e PwC. L’incarico è arrivato dopo mesi di pressioni da parte degli operatori e degli osservatori dei mercati digitali, che chiedevano controlli più strutturati sulle riserve e sui processi aziendali.

Dettagli dell’audit

Secondo quanto comunicato dalla società, gli esperti di KPMG hanno esaminato transazioni, sistemi informatici, metodologie di valutazione, controparti e registri di proprietà. Nel corso delle verifiche sono state eseguite anche ispezioni fisiche, con il conteggio e il controllo di lingotti d’oro detenuti tra le riserve.

Fino a oggi Tether aveva pubblicato attestazioni sulle riserve piuttosto che un audit completo, una scelta che ha alimentato interrogativi su trasparenza e solidità. L’intervento di una firma di primo livello mira a colmare questa lacuna e a fornire un livello di controllo simile a quello richiesto per grandi istituzioni finanziarie tradizionali.

Perché l’audit è importante

Il token USDT svolge un ruolo cruciale come mezzo di scambio e riserva di liquidità nei mercati crypto: la sua stabilità è percepita come un elemento strutturale per il funzionamento di scambi, piattaforme di prestito e prodotti derivati. Dubbi sulla copertura delle riserve o sulla qualità degli asset depositati possono amplificare il rischio sistemico nell’intero ecosistema digitale.

Con una capitalizzazione che ha superato i 180 miliardi di dollari, Tether è anche diventata un acquirente significativo di titoli di stato statunitensi, inserendo i suoi portafogli nei meccanismi di mercato del debito pubblico degli Stati Uniti. Questo legame intensifica le ricadute potenziali di problemi di fiducia o di liquidità.

Reazioni e contesto

La discussione sulla solidità di Tether è ricorrente e ha generato anche un gergo specifico tra gli operatori: il timore ripetuto di problemi di riserva è stato sintetizzato come Tether FUD (fear, uncertainty, doubt). L’audit completo promette di ridurre le ambiguità, ma non annulla automaticamente tutte le perplessità sul modello di business e sulle strategie di investimento delle riserve.

Paolo Ardoino ha dichiarato:

“Per anni alcuni detrattori hanno sostenuto che un audit di Tether non poteva essere completato.”

La dichiarazione del management sottolinea come la scelta di un audit esterno di primo piano rappresenti una risposta diretta a tali critiche, con l’obiettivo di rafforzare la fiducia degli utenti e degli operatori istituzionali.

Implicazioni per mercati e regolatori

Un audit completo condotto da una società riconosciuta a livello internazionale può avere effetti sia pratici sia simbolici: sul piano pratico, offre dati verificabili sulle composizioni patrimoniali e sulle procedure di governance; sul piano simbolico, contribuisce a normalizzare pratiche di trasparenza richieste da mercati e potenziali regolatori.

Per le autorità di vigilanza la disponibilità di report indipendenti facilita valutazioni sul rischio sistemico e sull’adeguatezza delle riserve, elementi chiave nel dibattito sulla regolamentazione delle stablecoin e sul loro ruolo nell’assetto finanziario globale.

Considerazioni per investitori

Per gli investitori professionali e retail, la pubblicazione di un audit completo rappresenta una fonte di informazione aggiuntiva utile a valutare l’affidabilità di una controparte centrale nel mercato delle criptovalute. Rimangono comunque rilevanti aspetti quali la liquidità degli asset di riserva e la trasparenza continua nel tempo.

Inoltre, la crescente esposizione di Tether a titoli governativi estende il legame tra mercati crypto e mercati tradizionali, rendendo più evidente come shock nei mercati obbligazionari possano riverberarsi anche sulle risorse digitali e viceversa.

In sintesi

  • Un audit condotto da una firma tra le Big Four potrebbe migliorare la trasparenza di Tether, riducendo parte dell’incertezza che ha pesato sulla stabilità dell’USDT e sul funzionamento dei mercati crypto.
  • L’esposizione crescente di Tether ai titoli del Tesoro degli Stati Uniti rende più stretta l’interdipendenza tra mercati tradizionali e digitali, aumentando le considerazioni di rischio per portafogli misti.
  • Per gli investitori italiani, un audit credibile può rappresentare un elemento in più per valutare l’utilizzo di stablecoin nei portafogli, ma non elimina la necessità di monitorare liquidità, governance e aggiornamenti periodici delle riserve.


Author: Tony
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