Svizzera, nuove regole per le grandi banche: stretta su governance, retribuzioni e liquidità
- 13 Agosto 2026
- Posted by: Katherine Puce
- Categoria: Economia
La Svizzera prepara un rafforzamento della regolamentazione bancaria dopo la crisi di Credit Suisse. Il Consiglio federale svizzero ha avviato una procedura di consultazione per modificare la legge sulle banche e l’ordinanza sulla liquidità, introducendo requisiti più severi in materia di governance, responsabilità dei dirigenti, retribuzioni, gestione delle crisi e accesso alla liquidità.
La consultazione resterà aperta fino al 19 novembre 2026 e rappresenta un nuovo tassello del pacchetto too big to fail (TBTF), attraverso il quale le autorità intendono rafforzare la stabilità della piazza finanziaria e la capacità di risposta alle eventuali crisi degli istituti di rilevanza sistemica.
Nuove responsabilità per i dirigenti bancari
Uno degli interventi principali riguarda il governo d’impresa. Per le banche con oltre 250 collaboratori sarà introdotto un regime di responsabilità volto a individuare con maggiore precisione chi sia competente per le singole decisioni.
L’obiettivo è rafforzare la responsabilità personale dei dirigenti, rendendo più chiara l’attribuzione dei compiti all’interno delle organizzazioni bancarie.
Le disposizioni saranno particolarmente rilevanti per le banche di rilevanza sistemica (SIB), categoria che comprende anche UBS, chiamate a rispettare requisiti più stringenti anche sul fronte della preparazione alle crisi.
Stretta sulle retribuzioni dell’alta dirigenza
Il pacchetto interviene anche sulle politiche di remunerazione, introducendo nuovi principi destinati a limitare gli incentivi che potrebbero favorire un’eccessiva assunzione di rischi.
Per l’alta dirigenza delle banche sistemiche è previsto il differimento delle componenti variabili della remunerazione. Saranno inoltre introdotte clausole di restituzione, note come clawback, attraverso le quali determinate componenti della remunerazione potranno essere recuperate nelle circostanze previste dalle nuove regole.
La riforma punta così a collegare maggiormente le politiche retributive alla gestione dei rischi e alle responsabilità dei vertici.
FINMA avrà maggiori poteri di intervento
Un ruolo centrale nella nuova architettura sarà affidato alla FINMA, l’autorità svizzera di vigilanza sui mercati finanziari.
La riforma prevede un rafforzamento dei suoi poteri di vigilanza, consentendole di intervenire più tempestivamente quando emergono situazioni di rischio.
La FINMA potrà inoltre applicare multe e penalità di mora e, di norma, informare il pubblico sui procedimenti conclusi. L’obiettivo è rendere la supervisione più incisiva e aumentare la capacità dell’autorità di agire prima che eventuali criticità assumano dimensioni maggiori.
Più attenzione alla gestione delle crisi
Le modifiche prevedono requisiti più severi anche per i piani di stabilizzazione e risoluzione delle banche sistemiche.
La preparazione alle crisi rappresenta infatti uno dei punti centrali della revisione avviata dopo il caso Credit Suisse. Il nuovo quadro punta a migliorare la capacità delle istituzioni e delle autorità di gestire eventuali situazioni di difficoltà preservando la stabilità del sistema finanziario.
Il pacchetto too big to fail era già stato avviato con le disposizioni relative ai fondi propri. Le nuove proposte ampliano quindi l’intervento alla governance, alle remunerazioni e alla gestione operativa delle crisi.
Più ampio accesso alla liquidità della Banca nazionale svizzera
La riforma riguarda anche l’accesso delle banche alla liquidità fornita dalla Banca nazionale svizzera.
Il progetto prevede un ampliamento delle possibilità di accesso e alcune semplificazioni per il trasferimento delle garanzie necessarie a ottenere il sostegno della banca centrale.
L’obiettivo è rendere più efficace il meccanismo attraverso il quale gli istituti possono ottenere liquidità nelle situazioni previste, rafforzando uno degli strumenti disponibili per affrontare eventuali fasi di tensione.
Le modifiche dell’ordinanza entreranno comunque in vigore soltanto dopo l’approvazione parlamentare delle corrispondenti modifiche legislative. La consultazione rappresenta dunque una fase preliminare di un percorso normativo più ampio destinato a ridisegnare alcuni aspetti fondamentali della regolamentazione delle maggiori banche svizzere.