Aumento dei casi di West Nile in Italia, avverte Efsa
- 13 Agosto 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Il virus West-Nile resta un rischio da non sottovalutare in Italia: second0o il rapporto diffuso al 5 agosto da EFSA in collaborazione con il ECDC, sono stati segnalati 139 casi umani distribuiti in 45 province, con le città di Campobasso e Viterbo che per la prima volta registrano infezioni acquisite localmente.
Il quadro europeo delineato dalle agenzie mostra che, al momento, sette Paesi hanno notificato complessivamente 245 casi umani di infezione da WNV, con 12 decessi collegati. Negli stessi Stati si sono verificati focolai tra uccelli e/o equidi (74 focolai negli uccelli e 17 negli equidi), e i casi umani provengono da 58 regioni, in aumento rispetto alle 40 regioni dell’anno precedente.
In termini percentuali, l’Italia rappresenta la maggior parte dei casi umani (56,7%) e dei focolai in animali (75,8%). Al secondo posto si colloca la Grecia con 65 casi (26,5%), pur con un numero molto più contenuto di focolai negli equini e nessun focolaio tra gli uccelli. Come negli anni scorsi, la maggior parte delle infezioni umane riguarda uomini di età pari o superiore a 65 anni, con ricovero ospedaliero nel 72% dei casi e manifestazioni neurologiche nel 58%.
Giusi Amore, funzionario scientifico dell’Unità Rischi biologici, salute e benessere animale dell’Authority di Parma, ha commentato:
“Sebbene il numero attuale di casi sia inferiore rispetto allo stesso periodo del 2025, il dato rimane elevato e il persistere di focolai tra gli uccelli indica che la trasmissione continua ad essere significativa.”
Il meccanismo di trasmissione mantiene il ciclo tra uccelli e zanzare: le zanzare si infettano pungendo uccelli infetti e, fungendo da vettori, possono trasmettere il virus ad altri animali. Umani ed equidi sono invece generalmente ospiti terminali e non contribuiscono alla diffusione su larga scala.
Secondo il rapporto, la persistenza del virus può essere favorita da condizioni climatiche particolarmente miti e da specifici hotspot ecologici, come zone umide e aree agricole, che agevolano la proliferazione delle zanzare e degli animali selvatici coinvolti nella catena di trasmissione. Inoltre, una sorveglianza attiva e capillare in Italia può tradursi in tassi di segnalazione più elevati rispetto ad altri Paesi.
Liese Van Gompel, funzionario scientifico per le malattie trasmesse da vettori e zoonosi del ECDC, ha dichiarato:
“Poiché la trasmissione tende a raggiungere il picco ad agosto e settembre, è fondamentale informare la popolazione sulle misure di protezione individuale: utilizzare repellenti, installare zanzariere e rimuovere l’acqua stagnante intorno alle abitazioni.”
Le raccomandazioni delle autorità includono anche il monitoraggio continuo delle popolazioni di zanzare, il controllo dei focolai negli animali e l’attenzione ai flussi di sangue e ai trapianti, poiché la trasmissione può avere implicazioni per la sicurezza delle trasfusioni e degli organi donati. Le amministrazioni regionali e i servizi sanitari locali vengono invitati a mantenere alta la vigilanza e a coordinare campagne di informazione e controllo ambientale.
Dal punto di vista operativo, le amministrazioni pubbliche potrebbero intensificare gli interventi di disinfestazione mirata nelle aree a rischio e promuovere la gestione delle acque superficiali. Per il settore agricolo e zootecnico, la presenza di focolai tra gli equidi impone protocolli di sorveglianza e possibili misure di contenimento che richiedono risorse aggiuntive.
Per i cittadini, oltre alle azioni individuali, la vaccinazione degli equini e la comunicazione tempestiva di sospetti casi in animali contribuiscono a limitare la diffusione. Per gli operatori sanitari, restano fondamentali la diagnosi precoce e il ricovero dei casi con manifestazioni neurologiche, nonché il mantenimento di procedure sicure per sangue e trapianti.
In sintesi
- L’aumento delle segnalazioni e la persistenza dei focolai richiedono investimenti pubblici in programmi di controllo delle zanzare e in sistemi di sorveglianza integrata, con possibili opportunità per aziende specializzate in disinfestazione e tecnologie per il monitoraggio entomologico.
- I settori legati alla salute animale e alla sicurezza del sangue possono vedere una domanda più alta per vaccini, test diagnostici e servizi di screening, influenzando le priorità di spesa delle autorità sanitarie regionali.
- Per i consumatori e il turismo locale, la comunicazione chiara e le misure preventive riducono il rischio di impatti economici diretti; tuttavia, episodi ricorrenti possono generare costi addizionali per la gestione ambientale e la protezione delle attività all’aperto.