Immobiliare.it Insights fotografa il mercato delle stanze: prezzi nazionali in calo del 6,2%
- 11 Agosto 2026
- Posted by: Katherine Puce
- Categoria: Economia, Editoriale
Il mercato italiano delle stanze in affitto mostra segnali di riequilibrio dopo anni caratterizzati da una crescita sostenuta. Secondo l’ultimo rapporto di Immobiliare.it Insights, società specializzata in analisi di mercato e data intelligence e parte del gruppo Immobiliare.it, a livello nazionale il costo medio mensile delle stanze singole registra una diminuzione del 6,2% rispetto a dodici mesi prima.
La dinamica si accompagna a un rallentamento della domanda: i contatti medi per annuncio diminuiscono del 19,8%, mentre i contatti complessivi arretrano di quasi il 22%. Una tendenza che era già comparsa, seppure con minore intensità, nell’estate precedente e che ora emerge in maniera più evidente.
L’Osservatorio annuale di Immobiliare.it Insights, proptech company guidata da Luke Brucato, ha analizzato domanda, offerta e prezzi delle stanze in affitto in Italia in vista del nuovo anno accademico.
Milano resta la città più cara
Nonostante un calo annuo del 3,8%, Milano mantiene il primato nazionale con un canone medio di 704 euro al mese per una stanza singola. La pressione della domanda sul singolo annuncio cresce dell’1,5%, mentre i contatti complessivi diminuiscono di oltre il 14%.
La situazione è differente a Roma, dove pressione della domanda e contatti complessivi scendono di oltre il 30%, mentre i prezzi aumentano del 7% su base annua. Il canone medio raggiunge così 615 euro al mese, terzo valore più elevato tra le città considerate, alle spalle di Milano e Firenze, dove la media è di 627 euro.
Nel capoluogo lombardo, il Centro è la zona più costosa con 823 euro mensili, seguito da Porta Romana-Cadore-Montenero, con 812 euro, e Garibaldi-Moscova-Porta Nuova, con 807 euro. A Roma il Centro Storico arriva invece a 733 euro mensili, davanti a Parioli-Flaminio con 730 euro.
Paolo Giabardo: un riequilibrio dopo anni di crescita
Secondo Paolo Giabardo, Direttore Generale di Immobiliare.it, i dati evidenziano un progressivo riequilibrio del comparto dopo una fase contraddistinta dalla crescita sia della domanda sia dei prezzi.
La contrazione nazionale si inserisce tuttavia in un mercato fortemente differenziato a livello locale. Nei centri più maturi, come Milano, la riduzione della domanda si accompagna a una stabilizzazione dei canoni, mentre numerose città continuano a mostrare incrementi significativi.
Da Pescara a Genova, dove i canoni continuano a salire
Tra le città universitarie con gli aumenti più consistenti spicca Pescara, dove il prezzo medio cresce del 28,6%, raggiungendo 388 euro mensili. Seguono Trieste con +16,7%, Palermo con +13,6%, Bari con +12,2%, Genova con +11,9%, Pisa con +10,7% e Pavia con +10,2%.
Particolarmente dinamico è il mercato di Genova. Oltre all’aumento del canone medio, crescono infatti l’offerta disponibile del 44,5%, la pressione della domanda del 12,3% e i contatti complessivi del 10,4%. I dati descrivono quindi un mercato nel quale l’espansione dello stock disponibile procede insieme all’interesse degli utenti.
La classifica delle città italiane
Alle spalle di Milano, Firenze e Roma si colloca Bologna, con un canone medio di 585 euro al mese e una diminuzione annua del 7,5%. Bergamo sale invece al quinto posto, con 504 euro mensili e una crescita dell’8,3%.
Seguono Padova, con un valore appena inferiore ai 500 euro, Torino con 479 euro, Brescia con 478 euro, Verona con 473 euro e Venezia con 456 euro. Trento scende al dodicesimo posto dopo una contrazione del 18,3%, attestandosi a 444 euro mensili.
Le città più convenienti rimangono Foggia, con 259 euro al mese, Catanzaro, con 251 euro, e Chieti, dove una stanza singola costa mediamente 240 euro.
L’offerta diminuisce a livello nazionale
Un altro elemento significativo dell’analisi riguarda l’offerta di stanze singole. Considerando gli annunci pubblicati su Immobiliare.it, la disponibilità diminuisce di circa il 15% su base nazionale.
Alcune città procedono però nella direzione opposta. A Venezia lo stock disponibile cresce del 115,4%, mentre a Firenze l’aumento raggiunge il 95,2% e a Ferrara il 72,7%. Una maggiore disponibilità di immobili amplia le possibilità di scelta e contribuisce, in questi mercati, a ridurre il numero di contatti ricevuti mediamente da ciascun annuncio.
Il quadro delineato da Immobiliare.it Insights resta quindi eterogeneo: alla riduzione media nazionale dei prezzi e della domanda si affiancano mercati locali nei quali i canoni continuano a crescere, confermando differenze significative tra le principali città universitarie italiane.