Immobiliare.it Insights fotografa il mercato delle stanze: prezzi nazionali in calo del 6,2%

Il mercato italiano delle stanze in affitto mostra segnali di riequilibrio dopo anni caratterizzati da una crescita sostenuta. Secondo l’ultimo rapporto di Immobiliare.it Insights, società specializzata in analisi di mercato e data intelligence e parte del gruppo Immobiliare.it, a livello nazionale il costo medio mensile delle stanze singole registra una diminuzione del 6,2% rispetto a dodici mesi prima.

La dinamica si accompagna a un rallentamento della domanda: i contatti medi per annuncio diminuiscono del 19,8%, mentre i contatti complessivi arretrano di quasi il 22%. Una tendenza che era già comparsa, seppure con minore intensità, nell’estate precedente e che ora emerge in maniera più evidente.

L’Osservatorio annuale di Immobiliare.it Insights, proptech company guidata da Luke Brucato, ha analizzato domanda, offerta e prezzi delle stanze in affitto in Italia in vista del nuovo anno accademico.

Milano resta la città più cara

Nonostante un calo annuo del 3,8%, Milano mantiene il primato nazionale con un canone medio di 704 euro al mese per una stanza singola. La pressione della domanda sul singolo annuncio cresce dell’1,5%, mentre i contatti complessivi diminuiscono di oltre il 14%.

La situazione è differente a Roma, dove pressione della domanda e contatti complessivi scendono di oltre il 30%, mentre i prezzi aumentano del 7% su base annua. Il canone medio raggiunge così 615 euro al mese, terzo valore più elevato tra le città considerate, alle spalle di Milano e Firenze, dove la media è di 627 euro.

Nel capoluogo lombardo, il Centro è la zona più costosa con 823 euro mensili, seguito da Porta Romana-Cadore-Montenero, con 812 euro, e Garibaldi-Moscova-Porta Nuova, con 807 euro. A Roma il Centro Storico arriva invece a 733 euro mensili, davanti a Parioli-Flaminio con 730 euro.

Paolo Giabardo: un riequilibrio dopo anni di crescita

Secondo Paolo Giabardo, Direttore Generale di Immobiliare.it, i dati evidenziano un progressivo riequilibrio del comparto dopo una fase contraddistinta dalla crescita sia della domanda sia dei prezzi.

La contrazione nazionale si inserisce tuttavia in un mercato fortemente differenziato a livello locale. Nei centri più maturi, come Milano, la riduzione della domanda si accompagna a una stabilizzazione dei canoni, mentre numerose città continuano a mostrare incrementi significativi.

Da Pescara a Genova, dove i canoni continuano a salire

Tra le città universitarie con gli aumenti più consistenti spicca Pescara, dove il prezzo medio cresce del 28,6%, raggiungendo 388 euro mensili. Seguono Trieste con +16,7%, Palermo con +13,6%, Bari con +12,2%, Genova con +11,9%, Pisa con +10,7% e Pavia con +10,2%.

Particolarmente dinamico è il mercato di Genova. Oltre all’aumento del canone medio, crescono infatti l’offerta disponibile del 44,5%, la pressione della domanda del 12,3% e i contatti complessivi del 10,4%. I dati descrivono quindi un mercato nel quale l’espansione dello stock disponibile procede insieme all’interesse degli utenti.

La classifica delle città italiane

Alle spalle di Milano, Firenze e Roma si colloca Bologna, con un canone medio di 585 euro al mese e una diminuzione annua del 7,5%. Bergamo sale invece al quinto posto, con 504 euro mensili e una crescita dell’8,3%.

Seguono Padova, con un valore appena inferiore ai 500 euro, Torino con 479 euro, Brescia con 478 euro, Verona con 473 euro e Venezia con 456 euro. Trento scende al dodicesimo posto dopo una contrazione del 18,3%, attestandosi a 444 euro mensili.

Le città più convenienti rimangono Foggia, con 259 euro al mese, Catanzaro, con 251 euro, e Chieti, dove una stanza singola costa mediamente 240 euro.

L’offerta diminuisce a livello nazionale

Un altro elemento significativo dell’analisi riguarda l’offerta di stanze singole. Considerando gli annunci pubblicati su Immobiliare.it, la disponibilità diminuisce di circa il 15% su base nazionale.

Alcune città procedono però nella direzione opposta. A Venezia lo stock disponibile cresce del 115,4%, mentre a Firenze l’aumento raggiunge il 95,2% e a Ferrara il 72,7%. Una maggiore disponibilità di immobili amplia le possibilità di scelta e contribuisce, in questi mercati, a ridurre il numero di contatti ricevuti mediamente da ciascun annuncio.

Il quadro delineato da Immobiliare.it Insights resta quindi eterogeneo: alla riduzione media nazionale dei prezzi e della domanda si affiancano mercati locali nei quali i canoni continuano a crescere, confermando differenze significative tra le principali città universitarie italiane.