Circle prezzata male mentre le stablecoin puntano ai trilioni
- 10 Agosto 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitwise, attraverso il suo responsabile della ricerca Ryan Rasmussen, sostiene che il mercato degli stablecoin sia destinato a espandersi in modo significativo e che molti investitori stiano sottovalutando le opportunità offerte da Circle man mano che questa asset class evolve verso una dimensione da trilioni di dollari.
Secondo la proiezione di Rasmussen, l’attuale mercato degli stablecoin, stimato attorno ai 300 miliardi di dollari, potrebbe crescere fino a una forchetta compresa tra i 3 e i 5 trilioni, cambiando radicalmente il ruolo di questi strumenti nel sistema finanziario globale.
Il punto centrale del ragionamento è che Circle gode già di una quota di mercato significativa e che l’avanzamento della regolamentazione negli Stati Uniti dovrebbe consolidare la posizione delle entità che hanno costruito riserve, infrastrutture e relazioni con i regolatori, creando un vantaggio competitivo iniziale.
Ryan Rasmussen ha dichiarato:
“Tra cinque anni guarderemo indietro e Circle non sarà solo un gigante degli stablecoin, ma anche un colosso dei pagamenti.”
Uno sguardo più approfondito sulla tesi
La tesi di Rasmussen va oltre la semplice crescita delle riserve legate agli stablecoin. Secondo lui, l’espansione della criptovaluta stabile genererà non solo ricavi legati alle riserve, ma darà vita a un secondo filone di business rilevante: l’infrastruttura di pagamenti.
Circle sta infatti sviluppando servizi e piattaforme pensate per facilitare transazioni e regolamenti in un sistema finanziario in cui gli stablecoin sono usati come medium di scambio. Questo include strumenti per l’integrazione con banche, provider di servizi di pagamento e commercianti, oltre a tecnologie per la riconciliazione e la compliance.
Secondo Rasmussen, il mercato sta valutando in modo inefficiente questo potenziale di crescita: gli investitori sono ancora concentrati principalmente sui ricavi da riserve e non attribuiscono sufficiente valore alle possibilità ricorrenti e alle economie di scala riconducibili a una rete di pagamenti efficiente.
Nel paragone fatto dall’analista, il possibile percorso di Circle richiama quello seguito in passato da grandi operatori di pagamenti globali come Visa e Mastercard, aziende che hanno monetizzato sia la rete sia i servizi a valore aggiunto per gli attori economici connessi a tale rete.
La concorrenza e i rischi
Da più fronti arrivano segnali di interesse: banche, società del settore consumer e altri incumbents stanno progettando o sperimentando proprie versioni di stablecoin. Tuttavia, secondo Rasmussen, questi sforzi non rappresentano necessariamente una minaccia immediata e diretta per Circle.
I motivi sono molteplici: effetti di rete, fiducia degli utenti, costi di integrazione per i merchant e, soprattutto, il quadro normativo che in fase di definizione favorisce operatori con processi di compliance già rodati. Il contesto regolatorio americano, ad esempio, potrebbe rendere più complessa l’entrata in scala di nuovi protagonisti senza solide garanzie di trasparenza e adeguate riserve.
Resta però il rischio tecnologico e competitivo: innovazioni nel layer dei pagamenti, collaborazioni tra grandi gruppi tecnologici e banche o iniziative sovranazionali potrebbero modificare rapidamente gli equilibri, imponendo agli operatori esistenti di adattarsi in tempi stretti.
Implicazioni per mercati e investitori
Per gli investitori istituzionali e retail, la prospettiva delineata implica valutare non solo il valore delle riserve detenute dagli emittenti di stablecoin, ma anche la qualità delle loro soluzioni infrastrutturali e delle partnership strategiche con il settore finanziario tradizionale.
Dal punto di vista macroeconomico, una diffusione massiccia degli stablecoin potrebbe accelerare la digitalizzazione dei pagamenti, influenzare i flussi di capitale e richiedere aggiornamenti alle politiche monetarie e di vigilanza, con impatti che interesserebbero anche l’area europea e il sistema bancario italiano.
Per le imprese italiane che esportano o che ricevono pagamenti internazionali, la crescente usabilità degli stablecoin può rappresentare un’opportunità per ridurre costi e tempi di transazione, ma richiede attenzione alle questioni di compliance, tassazione e gestione del rischio di credito controparte.
Considerazioni finali
La visione proposta da Bitwise e da Rasmussen evidenzia come l’ecosistema degli stablecoin possa trasformarsi in un affirmato segmento dei pagamenti digitali, oltre che in una classe di asset a sé stante. Il passaggio dalla mera custodia di riserve a un’offerta completa di servizi potrebbe determinare vincitori e perdenti sul mercato nei prossimi anni.
Nel breve periodo, gli investitori devono monitorare l’evoluzione normativa, la solidità patrimoniale degli emittenti e la diffusione delle integrazioni tecniche con il mondo dei pagamenti; nel medio-lungo termine, la competizione per la leadership nelle infrastrutture di pagamento sarà probabilmente il fattore discriminante.
In sintesi
- La trasformazione degli stablecoin in infrastrutture di pagamento può creare flussi di ricavi ricorrenti superiori alle mere rendite da riserve, cambiando i criteri di valutazione degli emittenti.
- Per gli investitori italiani, la crescita degli stablecoin apre opportunità nel cross-border e nell’efficienza dei pagamenti, ma richiede attenzione a compliance, regolazione e gestione del rischio di controparte.
- Un quadro normativo favorevole negli Stati Uniti potrebbe consolidare alcuni attori globali, aumentando le barriere d’ingresso per nuovi competitor e generando effetti di concentrazione nel mercato dei pagamenti digitali.