Scattano controlli straordinari in Italia
- 9 Agosto 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Controlli più serrati sui veicoli con targhe estere, dietro ai quali si sospettano anche attività criminali: questo è quanto emerge dalla risposta scritta del ministro Matteo Salvini a un’interrogazione parlamentare presentata da Fratelli d’Italia, con primo firmatario Sergio Rastrelli. L’interrogazione, sollecitata da associazioni di categoria fra cui quella delle vittime del dovere Carlo La Catena, ha messo in luce un fenomeno in crescita in diverse aree del Paese, con particolare attenzione alla Campania e alla provincia di Napoli.
I numeri del fenomeno
Secondo quanto riportato nell’interrogazione, i dati del Registro nazionale veicoli esteri relativi al 2025 indicano la presenza in Italia di circa 53.000 veicoli immatricolati all’estero; di questi, circa 35.000 risultano localizzati nella città di Napoli e nelle aree limitrofe. La tipologia di mezzi segnalati comprende auto di lusso, Suv e motocicli, suggerendo un fenomeno concentrato sia sul parco vetture ad alto valore sia sui mezzi a due ruote.
Esterovestizione: meccanismi e motivazioni
Il termine esterovestizione è stato richiamato nell’interrogazione per descrivere la pratica con cui cittadini italiani, tramite procure o intestazioni fittizie, circolano con veicoli formalmente immatricolati all’estero. Le motivazioni vanno dall’elusione delle sanzioni per infrazioni stradali alla mancata corresponsione del bollo o della revisione, fino all’ottenimento di premi assicurativi sensibilmente più bassi rispetto a quelli applicati in alcune aree del Paese.
Nel documento si ricorda, infatti, che in alcune zone del Mezzogiorno i premi per la responsabilità civile possono risultare molto elevati: a titolo esemplificativo, la polizza annuale per uno scooter a Napoli può arrivare a costare cifre fino a cinque volte superiori rispetto ad altre province italiane, incentivando così forme di elusione.
Impatto fiscale e assicurativo
L’interrogazione sottolinea anche le conseguenze sul piano erariale e concorrenziale: l’esterovestizione riduce gli introiti legati all’Iva sull’acquisto dei veicoli, alla riscossione delle imposte di immatricolazione e alle tasse comunali e regionali di possesso. Inoltre, la minore raccolta di premi assicurativi genera una riduzione dell’imponibile fiscale delle compagnie, con ricadute sulla progressività e sull’equità del sistema tributario.
Queste distorsioni hanno effetti anche sul mercato assicurativo: prezzi differenziati e comportamenti opportunistici aumentano il rischio di selezione avversa, erodendo la sostenibilità dei prezzi per gli assicurati onesti e complicando la pianificazione degli operatori del settore.
Il possibile ruolo della criminalità organizzata
I senatori firmatari, tra cui Sergio Rastrelli e Balboni, hanno evidenziato la plausibile esistenza di circuiti economici opachi che potrebbero trarre vantaggio dall’attuale mancata regolazione. Secondo gli esponenti, tali pratiche potrebbero favorire attività riconducibili, direttamente o indirettamente, a reti criminali che sfruttano le asimmetrie normative per creare profili di impresa e reti distributive non trasparenti.
La preoccupazione riguarda non solo l’evasione fiscale e assicurativa, ma anche i potenziali fenomeni di riciclaggio e di finanziamento di attività illecite che possono trovare nel settore dei veicoli una via per la circolazione di capitali opachi.
Risposte istituzionali e possibili azioni
Nella richiesta di chiarimenti si sollecita l’intervento, per le rispettive competenze, del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e del Ministero dell’Interno. Le misure proposte o ipotizzabili includono un rafforzamento dei controlli anagrafici e della documentazione di immatricolazione, maggior cooperazione amministrativa con i Paesi esteri interessati e lo sviluppo di banche dati condivise per tracciare trasferimenti e passaggi di proprietà.
Strumenti complementari potrebbero prevedere l’inasprimento delle sanzioni amministrative e penali per le intestazioni fittizie, il potenziamento dei controlli fiscali sui rivenditori e sulle pratiche di import/export di veicoli, e interventi regolatori mirati sul mercato assicurativo per ridurre il divario territoriale nei premi.
Inoltre, un approccio integrato tra forze dell’ordine, autorità fiscali e autorità di vigilanza sulle assicurazioni sarebbe utile per collegare le segnalazioni sul territorio con indagini economico-finanziarie che possano smantellare eventuali reti illecite.
Prospettive operative e impatto locale
Per le amministrazioni locali e per gli operatori economici la sfida è duplice: garantire la corretta contribuzione fiscale e tutelare il mercato onesto dei trasporti. Azioni mirate sul territorio, campagne informative rivolte ai cittadini e semplificazioni burocratiche per le regolarizzazioni possono ridurre l’incentivo all’esterovestizione.
Allo stesso tempo, la trasparenza nelle procedure di vendita e nelle pratiche di intermediazione dei veicoli, unita a strumenti di verifica digitale obbligatori nella compravendita, può migliorare la fiducia degli acquirenti e ridurre i margini per comportamenti illeciti.
In sintesi
- La diffusione delle targhe estere altera il mercato assicurativo locale e aumenta il rischio di selezione avversa, con potenziali ripercussioni sui premi per i cittadini onesti e sugli utili degli operatori del settore.
- Le perdite di gettito derivanti da esterovestizione possono comprimere le entrate regionali e comunali, rendendo necessario valutare misure di contrasto che migliorino la compliance fiscale e limitino l’evasione.
- Investitori e operatori del mercato dell’usato devono considerare un rischio di compliance più elevato: interventi normativi e controlli più stringenti potrebbero modificare la redditività delle attività di intermediazione e importazione di veicoli.
- Un coordinamento istituzionale rafforzato e l’adozione di strumenti digitali per la tracciabilità delle immatricolazioni rappresentano leve importanti per ridurre le asimmetrie territoriali e contrastare i circuiti economici opachi.