Settore idrico, TEHA punta su finanza privata e partenariati dopo il PNRR
- 4 Agosto 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Aziende, Economia, Editoriale
Il futuro del settore idrico italiano passa dalla capacità di attrarre nuovi capitali. Secondo le stime presentate dalla Community Valore Acqua di TEHA durante la seconda riunione dell’ottava edizione del tavolo dedicato al comparto, l’ingresso di capitale privato potrebbe consentire un significativo incremento degli investimenti pro capite già dal 2027, contribuendo a ridurre il divario che ancora separa l’Italia dagli standard europei.
L’analisi evidenzia come strumenti quali finanziamenti bancari, obbligazioni e partenariati pubblico-privati (PPP) possano rappresentare un elemento decisivo per garantire continuità agli investimenti una volta concluso il ciclo di finanziamenti straordinari del PNRR, mantenendo al tempo stesso il ruolo di indirizzo e programmazione del settore pubblico.
Il capitale privato può ridurre il divario con l’Europa
Secondo le elaborazioni di TEHA, nel 2027 gli investimenti dei gestori industriali potrebbero aumentare da 95 a 112 euro per abitante, grazie a un contributo aggiuntivo di 17 euro pro capite proveniente dal capitale privato.
Questo incremento consentirebbe di ridurre il divario rispetto alla media europea prevista per il periodo 2024-2029, pari a 116 euro per abitante, facendo scendere la differenza da 21 a soli 4 euro.
L’obiettivo è costruire un sistema di finanziamento stabile e diversificato, capace di sostenere gli interventi infrastrutturali anche dopo la conclusione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Il post-PNRR apre una nuova fase per il settore
Il comparto idrico si trova oggi davanti a una fase di transizione particolarmente delicata.
A livello mondiale soltanto il 25% del fabbisogno annuo di investimenti nel settore trova copertura finanziaria, mentre il 91% delle risorse attualmente mobilitate proviene da fonti pubbliche.
Anche l’Italia continua a registrare livelli inferiori rispetto ai principali Paesi europei. Nel periodo 2024-2029 gli investimenti dei gestori industriali sono stimati in media in 90 euro per abitante all’anno, contro i 116 euro della media europea, mentre circa il 32% delle risorse programmate deriva da finanziamenti pubblici.
La conclusione del PNRR, che ha rappresentato un importante motore di crescita degli investimenti, rende quindi necessario individuare nuove fonti di finanziamento in grado di garantire continuità ai programmi di sviluppo.
Gli investimenti rischiano di rallentare
Negli ultimi anni il settore ha registrato una crescita costante degli investimenti.
I valori sono passati da 88 euro per abitante nel 2023 a 98 euro nel 2024, raggiungendo 115 euro nel 2025 grazie anche al contributo del PNRR, che ha finanziato circa il 13,6% degli investimenti previsti dai gestori nel periodo regolatorio 2024-2029.
Secondo le stime illustrate dalla Community Valore Acqua di TEHA, senza nuove leve finanziarie gli investimenti potrebbero però ridursi a 106 euro nel 2026 e scendere ulteriormente a 95 euro nel 2027.
L’apporto del capitale privato consentirebbe invece di mantenere elevata la capacità di investimento, portando il valore a 112 euro per abitante.
Le nuove sfide infrastrutturali
L’aumento degli investimenti viene considerato fondamentale anche per rispondere ai nuovi obblighi normativi europei e rafforzare la resilienza delle infrastrutture idriche.
Secondo TEHA, l’adeguamento degli impianti italiani ai requisiti previsti dalla nuova Direttiva UE sul trattamento delle acque reflue urbane (2024/3019) richiederà oltre 12 miliardi di euro e coinvolgerà almeno 226 impianti di depurazione.
A ciò si aggiunge il fabbisogno individuato dal PNIISSI, che stima ulteriori 12 miliardi di euro necessari per infrastrutture dedicate alla sicurezza dell’approvvigionamento idrico, dei quali l’84% risulta ancora privo di copertura finanziaria.
Le risorse saranno destinate allo sviluppo di reti idriche, depurazione, riuso delle acque, invasi, sistemi irrigui e digitalizzazione delle infrastrutture, con l’obiettivo di affrontare in modo più efficace gli effetti del cambiamento climatico, della siccità e degli eventi meteorologici estremi.
TEHA: servono nuove leve finanziarie
“Con la conclusione del PNRR il sistema idrico italiano entra in una fase decisiva: senza nuove leve finanziarie nel 2027 gli investimenti potrebbero fermarsi a 95 Euro per abitante”, ha dichiarato Benedetta Brioschi, Partner e Project Leader Community Valore Acqua di TEHA. L’ingresso del capitale privato può portarli a 112 Euro, avvicinando l’Italia agli standard europei e garantendo continuità agli interventi. Non si tratta di sostituire il pubblico, ma di moltiplicarne la capacità attraverso partenariati, finanza sostenibile e strumenti innovativi. È una condizione necessaria per compensare la fine delle risorse straordinarie e tenere testa a un cambiamento climatico che avrà impatti sempre più frequenti e intensi sulle reti, sui territori e sulla sicurezza degli approvvigionamenti”.