Geopolitica e AI trasformano l’asset allocation secondo Candriam
- 3 Agosto 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Aziende, Economia, Editoriale
Il nuovo scenario geopolitico e la crescente competizione globale stanno modificando profondamente il modo di costruire i portafogli di investimento. Secondo Nadège Dufossé, Global Head of Multi-Asset di Candriam, il lungo ciclo caratterizzato da globalizzazione, mercati integrati e abbondanza di capitale è ormai terminato, lasciando spazio a un contesto dominato da sicurezza, sovranità e competizione per le risorse strategiche.
L’analisi evidenzia come l’Intelligenza Artificiale, la frammentazione geopolitica e la scarsità delle risorse stiano creando un nuovo paradigma per gli investitori, destinato a influenzare in modo strutturale le scelte di asset allocation nei prossimi anni.
Un nuovo contesto per gli investimenti
Per oltre quarant’anni i mercati hanno beneficiato di un sistema fondato sulla globalizzazione e sulla progressiva riduzione delle barriere economiche. Oggi, secondo Candriam, questo modello ha lasciato il posto a uno scenario nel quale la competizione tra Stati, la sicurezza delle catene di approvvigionamento e la sovranità tecnologica assumono un ruolo centrale.
L’aumento degli investimenti in infrastrutture, difesa, energia e tecnologie legate all’Intelligenza Artificiale determina un ritorno dell’intensità di capitale e una crescente competizione per risorse materiali e finanziarie, con effetti destinati a incidere in maniera duratura sui mercati.
Azionario: focus su tecnologia, industria e utility
In questo contesto Candriam mantiene una visione positiva sui comparti tecnologico, materiali, industriale e utility, ritenuti i principali beneficiari del nuovo ciclo di investimenti.
Secondo l’analisi, questi settori presentano elevata intensità di capitale, revisioni positive degli utili e fattori strutturali di crescita meno dipendenti dall’andamento del ciclo economico.
La società sottolinea tuttavia come aumenti anche il rischio di concentrazione delle performance. In un mercato sempre più selettivo, scegliere il settore corretto non è più sufficiente: la capacità delle singole aziende di generare rendimenti sul capitale investito diventerà un elemento determinante.
Pur riconoscendo la possibilità di eccessi speculativi, Candriam ritiene che i dati disponibili non evidenzino ancora una vera e propria bolla. Le valutazioni elevate di alcuni comparti risultano infatti sostenute da una crescita concreta degli utili più che da aspettative speculative di lungo periodo.
Obbligazionario: preferenza per l’Europa
Sul fronte obbligazionario la società mantiene un approccio prudente verso la duration statunitense, alla luce dell’elevato debito pubblico americano e delle prospettive di politica fiscale.
Maggiore interesse viene invece riservato ai Bund tedeschi, considerati più interessanti in un contesto europeo caratterizzato da una crescita economica più contenuta e da una maggiore esposizione agli effetti della frammentazione del commercio mondiale.
Nel comparto del credito, Candriam privilegia obbligazioni investment grade di elevata qualità appartenenti a settori sostenuti da solidi fondamentali strutturali, mentre nell’high yield preferisce un approccio selettivo, focalizzato su emittenti con vantaggi competitivi consolidati e limitate esigenze di rifinanziamento.
La costruzione del portafoglio cambia
L’analisi evidenzia come il tradizionale modello di portafoglio 60/40, fondato sull’equilibrio tra azioni e obbligazioni, abbia mostrato i propri limiti durante gli shock inflazionistici degli ultimi anni, quando entrambe le asset class hanno registrato performance negative.
Per il secondo semestre del 2026 le obbligazioni governative, soprattutto in Europa, sono destinate a recuperare parzialmente il proprio ruolo di copertura grazie al progressivo rallentamento delle pressioni inflazionistiche.
Secondo Candriam, tuttavia, sarà fondamentale affiancare ulteriori strumenti di diversificazione capaci di offrire fattori di rendimento differenti rispetto ai mercati azionari e obbligazionari tradizionali.
Materie prime, asset privati e strategie alternative
Tra gli strumenti ritenuti più interessanti figurano le materie prime, considerate una copertura naturale contro la scarsità delle risorse e gli shock inflazionistici legati all’offerta.
L’attenzione si concentra anche sugli asset privati, che consentono di partecipare ai grandi programmi di investimento nelle infrastrutture per l’Intelligenza Artificiale, nelle reti elettriche, nei minerali critici e nella difesa, spesso non ancora accessibili attraverso i mercati quotati.
Infine, Candriam individua opportunità nelle strategie alternative liquide, come quelle macro globali e market neutral, favorite dalla crescente dispersione dei rendimenti tra settori e dalle differenti politiche monetarie adottate dalle principali economie mondiali.
Le prospettive
Secondo Nadège Dufossé, il nuovo contesto economico richiede una revisione profonda dell’approccio all’asset allocation. La crescente competizione geopolitica, la centralità dell’Intelligenza Artificiale, il ritorno degli investimenti in infrastrutture strategiche e la scarsità delle risorse stanno modificando i tradizionali equilibri dei mercati finanziari. In questo scenario, una maggiore diversificazione tra asset quotati, materie prime, credito selettivo, investimenti privati e strategie alternative rappresenta, secondo Candriam, uno degli elementi chiave per affrontare la nuova fase dei mercati globali.