BLI – Banque de Luxembourg Investments: il Chief Investment Officer Guy Wagner analizza il nuovo scenario dei mercati globali

La crescita dell’economia mondiale continua a mostrare una buona tenuta nonostante le tensioni geopolitiche, l’aumento dei costi energetici e un contesto internazionale caratterizzato da crescente incertezza. È quanto emerge dall’ultimo report mensile “Highlights” pubblicato da BLI – Banque de Luxembourg Investments, nel quale il Chief Investment Officer Guy Wagner e il suo team analizzano le principali dinamiche macroeconomiche e finanziarie che stanno influenzando i mercati globali.

Secondo l’analisi, la resilienza dell’economia internazionale continua a sostenere l’attività economica nelle principali aree del mondo, pur in presenza di nuove sfide legate all’inflazione, alla politica monetaria e alla volatilità dei mercati finanziari.

Stati Uniti ed Europa mantengono una crescita solida

Negli Stati Uniti, il PIL del secondo trimestre è cresciuto dell’1,5% su base annualizzata. Per Guy Wagner, il dato non riflette pienamente la solidità dell’economia americana, poiché è stato influenzato negativamente dall’aumento delle importazioni e dalla riduzione delle scorte, fattori considerati temporanei.

A sostenere l’espansione sono stati soprattutto i consumi delle famiglie, favoriti dal miglioramento delle condizioni climatiche rispetto al primo trimestre e dagli effetti delle misure di stimolo fiscale. Anche gli investimenti delle imprese, inclusi quelli non direttamente collegati all’Intelligenza Artificiale, hanno registrato un andamento particolarmente positivo.

Nell’Eurozona, la crescita del PIL nel secondo trimestre ha superato le aspettative, registrando un incremento dello 0,4% rispetto al trimestre precedente. Pur beneficiando di alcuni fattori temporanei, tutte le quattro principali economie dell’area hanno evidenziato un’espansione dell’attività economica.

Cina e Giappone trainati dalle esportazioni

In Cina, la crescita economica del secondo trimestre è rallentata al 4,3% su base annua.

Secondo il report di BLI – Banque de Luxembourg Investments, il rallentamento è riconducibile alla contemporanea debolezza dei consumi interni, degli investimenti privati e della spesa pubblica, mentre l’espansione dell’economia è stata sostenuta quasi esclusivamente dall’aumento delle esportazioni e della produzione industriale.

Anche il Giappone continua a dipendere in larga misura dalla domanda estera, con esportazioni sostenute soprattutto dalla forte richiesta di prodotti collegati all’Intelligenza Artificiale.

Inflazione in calo negli Stati Uniti ma restano le incognite geopolitiche

Il report evidenzia come la ripresa delle ostilità in Medio Oriente, avvenuta dopo la firma del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran, abbia aumentato l’incertezza sulle prospettive future dell’inflazione.

Negli Stati Uniti, a giugno il tasso d’inflazione è sceso dal 4,2% al 3,5%, mentre nell’Eurozona l’inflazione complessiva è rimasta sostanzialmente stabile, passando dal 2,8% al 2,9% nel mese di luglio.

L’evoluzione dei prezzi dell’energia rappresenta uno degli elementi principali da monitorare nei prossimi mesi per comprendere l’orientamento delle politiche monetarie.

Federal Reserve e BCE mantengono invariati i tassi

Sul fronte delle banche centrali, sia la Federal Reserve sia la Banca Centrale Europea hanno lasciato invariati i rispettivi tassi di interesse.

Negli Stati Uniti, il Federal Open Market Committee, presieduto da Kevin Warsh, ha confermato il corridoio dei tassi compreso tra il 3,5% e il 3,75%. La decisione non è stata però unanime, poiché tre Presidenti delle Federal Reserve regionali hanno sostenuto un rialzo di 25 punti base.

Anche la Banca Centrale Europea ha confermato l’attuale politica monetaria, pur lasciando intendere che ulteriori rialzi potrebbero diventare necessari qualora i prezzi dell’energia dovessero continuare a rimanere elevati.

Rendimenti obbligazionari in aumento

Le tensioni geopolitiche e le incertezze sulle future decisioni della Federal Reserve hanno determinato un rialzo dei rendimenti obbligazionari.

Il rendimento del Treasury decennale statunitense è salito dal 4,47% al 4,74% nel corso del mese. La crescita dei tassi americani ha influenzato anche i mercati europei, con un aumento dei rendimenti dei titoli di Stato di Germania, Francia, Italia e Spagna.

Mercati azionari molto volatili

Nel mese di luglio i principali indici azionari hanno registrato variazioni contenute, ma la volatilità dei singoli comparti è risultata particolarmente elevata.

Secondo Guy Wagner, il comparto dei semiconduttori e molte società legate all’Intelligenza Artificiale hanno subito una marcata correzione dopo i forti rialzi dei mesi precedenti, mentre numerose aziende precedentemente trascurate hanno beneficiato di un recupero delle quotazioni.

Gli investitori hanno temporaneamente messo in discussione la redditività degli ingenti investimenti destinati all’Intelligenza Artificiale, anche alla luce dell’emergere di concorrenti cinesi capaci di sviluppare modelli meno costosi pur con prestazioni leggermente inferiori.

Nel complesso, l’indice MSCI All Country World Index Net Total Return, espresso in euro, ha registrato una flessione dello 0,6% nel mese.

Negli Stati Uniti, l’S&P 500 è rimasto sostanzialmente invariato, mentre l’indice dei semiconduttori ha perso il 20%. Hanno invece chiuso leggermente in rialzo lo Stoxx Europe 600 e il Topix giapponese.

A livello settoriale, le migliori performance sono state registrate da energia, finanziari e beni di consumo discrezionali, mentre i comparti utility, industriale e tecnologia hanno evidenziato le flessioni più significative.