I contratti perpetui sulle attività reali supereranno la tokenizzazione
- 1 Agosto 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
I mercati tradizionali non consentono agli operatori di reagire agli eventi che accadono dopo la chiusura delle piazze: questo divario è colmato dai Perps, che restano attivi 24 ore su 24. Un recente episodio lo dimostra: il conflitto in Iran ha avuto riflessi nei perps sul petrolio su Hyperliquid prima che riaprisse la CME. I Perps forniscono dunque un mercato continuo ed efficiente con un’interfaccia semplificata.
A differenza di futures e options, che hanno scadenze prefissate, indicatori complessi e richiedono strumenti di gestione del rischio come i greeks, i Perps eliminano queste complessità pur mantenendo intatto il potenziale speculativo. Questo li rende strumenti accessibili sia ai market maker sia a trader retail che cercano esposizione continua agli asset sottostanti.
Martin Lee, responsabile Market Insights di DWF Labs, uno dei più attivi market maker e investitori in asset digitali, evidenzia come i derivati svolgano un ruolo trainante nello sviluppo dei mercati moderni.
I derivati superano sempre lo spot
Storicamente i volumi dei derivati superano quelli dei mercati spot sottostanti: lo si osserva nei mercati azionari, delle materie prime e nelle criptovalute. Anche le RWAs (asset real-world tokenizzati) stanno seguendo questa dinamica. Tra marzo e maggio 2026 i volumi dei equity perps su Hyperliquid sono stati tra 13 e 20 volte superiori rispetto ai volumi spot delle tokenized equities.
Un argomento contrario potrebbe considerare il numero di operatori attivi: su questo fronte lo spot tende a prevalere. I dati mostrano una base più ampia per le azioni tokenizzate — circa 180.845 portafogli rispetto ai 24.378 che detengono equity perps. Tuttavia, la velocità di crescita degli holder di perps è significativamente superiore: una crescita composita di circa il 33% al mese contro il 17% del mercato spot, suggerendo che i perps stanno rapidamente colmando il divario anche dove lo spot era dominante.
Perps: motori di innovazione
Un fattore chiave che accelera l’adozione dei Perps è la facilità con cui si possono sperimentare nuovi mercati sintetici. L’emissione di asset tokenizzati richiede tempi più lunghi e complessità legali e regolamentari; al contrario, l’avvio di un mercato perp è spesso più rapido e meno oneroso dal punto di vista normativo e operativo.
Questa agilità consente la creazione di mercati “zero a uno”: strumenti e coppie che prima non esistevano e che sbloccano opportunità di trading e copertura non disponibili nei mercati tradizionali o tokenizzati. Ciò attrae market maker, hedge fund e trader alla ricerca di nuove fonti di rendimento e di copertura, aumentando la profondità di mercato e la liquidità.
Occorre però considerare i rischi associati: leva finanziaria implicita, funding rate variabili e rischio di liquidazione restano elementi da gestire con attenzione. Le autorità di vigilanza e le piattaforme dovranno bilanciare innovazione e tutela degli investitori, definendo regole chiare per la trasparenza dei prezzi e la gestione del rischio sistemico.
Per gli operatori italiani e per gli investitori istituzionali, l’espansione dei Perps rappresenta sia un’opportunità sia una sfida: nuove possibilità di copertura e speculazione su asset real-world e tokenizzati, insieme alla necessità di aggiornare competenze, infrastrutture e procedure di compliance per operare in un contesto cross-border e in tempo reale.
In sintesi
- L’affermazione dei Perps evidenzia una domanda crescente per mercati continui: per gli investitori italiani significa accesso a strumenti di copertura e trading 24/7 che possono integrare le strategie tradizionali.
- L’accelerazione dei volumi e la rapidità di lancio dei mercati perps riducono i tempi di sperimentazione di nuovi prodotti, favorendo market maker e piattaforme che investono in infrastrutture a bassa latenza.
- La maggiore leva e la complessità dei meccanismi dei Perps richiedono una calibrata attenzione regolamentare e adeguati controlli di rischio da parte di istituzioni finanziarie e operatori retail.