Tesla crolla, Musk perde il tocco magico
- 31 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Brusco risveglio per Tesla: il titolo a Wall Street ha perso oltre il 15% negli ultimi giorni, avvicinandosi alla soglia psicologica dei 300 dollari e scendendo sotto la capitalizzazione di mille miliardi, con il risultato di azzerare i guadagni accumulati nell’ultimo anno.
La caduta non riguarda soltanto la distanza dall’ambizioso target di capitalizzazione di 8.500 miliardi di dollari evocato dal ceo Elon Musk lo scorso anno, ma mette in discussione anche soglie intermedie ritenute dagli analisti successive a quota 1.000 miliardi, come i 3.500 miliardi, oggi apparse più difficili da raggiungere.
L’ultima trimestrale ha deluso per molteplici ragioni, alcune strettamente legate all’operatività automobilistica ma altre soprattutto riconducibili ai ritardi nell’implementazione della strategia sui robotaxi e sull’intelligenza artificiale, oltre alle ricadute generate dalla quotazione e dall’andamento di SpaceX.
Dall’orbita al ritorno a terra
Molti osservatori ritengono che, negli anni scorsi, la prospettiva di un successo stellare di SpaceX abbia alimentato in parte l’ipervalutazione di Tesla. Pur essendo business separati, le due aziende condividono forniture e tecnologie: Tesla fornisce pacchi batteria Megapack e veicoli come il Cybertruck a SpaceX, mentre servizi di intelligenza artificiale come il chatbot Grok sono stati integrati in alcuni veicoli.
Con la quotazione di SpaceX sul mercato, è emersa un’alternativa «pura» per gli investitori interessati a scommettere sulle attività spaziali e tecnologiche, spostando flussi di capitale e contribuendo alla compressione dei multipli riferiti a Tesla. Il successivo calo del titolo di SpaceX sotto il prezzo d’Ipo ha poi aggravato la pressione su Tesla, accentuando i timori legati ai rischi incrociati tra le due realtà.
In sintesi, la capacità del fondatore Elon Musk di catalizzare fiducia sugli investitori sembra aver perso parte del suo effetto moltiplicatore, con ricadute evidenti sulla valutazione complessiva del suo ecosistema industriale.
La lenta corsa di Optimus
Un secondo elemento critico è il percorso più tortuoso del previsto verso l’adozione commerciale dei robotaxi e lo sviluppo del robot umanoide Optimus. I piani iniziali prevedevano oltre mille unità operative all’interno degli stabilimenti Tesla entro la fine dell’anno precedente, obiettivo che oggi risulta ancora lontano.
Elon Musk ha spiegato che l’ultima conference call con gli analisti è stata influenzata da ragioni personali legate allo stato di salute, fornendo risposte meno dettagliate del solito sulle tempistiche operative.
La fabbrica di Fremont ha smantellato le linee di montaggio storiche delle Model S e Model X per installare le infrastrutture dedicate a Optimus, ma la produzione formale non è ancora iniziata. Tesla ha affermato:
“L’avvio sarà estremamente lento.”
L’equilibrio dei conti
I conti del trimestre mostrano una dinamica mista: le consegne e i ricavi sono cresciuti, mentre utili e margini hanno sofferto per l’aumento degli oneri legati agli investimenti in tecnologia. Nel dettaglio, i ricavi trimestrali sono saliti a 28,24 miliardi di dollari, in aumento del 26% su base annua e sopra le attese degli analisti; tuttavia l’utile per azione è stato di 0,33 dollari, inferiore alle stime di 0,54 dollari, e l’utile netto è sceso a 1,11 miliardi di dollari (-5% anno su anno).
Il margine lordo complessivo è calato al 16,8% contro il 19,4% previsto, mentre il Capex è più che raddoppiato a 5,79 miliardi di dollari (+142%), destinato principalmente all’acquisto di infrastrutture di calcolo e chip per l’intelligenza artificiale. Questo ha generato un deficit di cassa di 1,1 miliardi di dollari nel trimestre, una prima significativa erogazione di liquidità dall’inizio del 2024.
Le spese in ricerca e sviluppo sono salite a 2,37 miliardi di dollari, principalmente per l’addestramento dei modelli destinati ai robotaxi e a Optimus. Il mercato ha reagito negativamente alla prospettiva di free cash flow negativo nel breve termine e al calo dell’Ebitda margin, penalizzato da prezzi medi di vendita più bassi e dalla riduzione degli incentivi.
Per gli investitori questo profilo finanziario pone una sfida: bilanciare la convinzione sulle potenzialità disruptive delle tecnologie autonome con la realtà di forti esigenze di capitale e ritorni incerti nel breve termine. A livello macro, il caso Tesla evidenzia come le società high-tech e gli ecosistemi imprenditoriali integrati siano sensibili allo spostamento dei flussi di capitale e alle revisioni delle attese sulla redditività futura.
Inoltre, la maggiore trasparenza sui business separati e l’emergere di SpaceX come titolo quotato hanno reso più immediata la valutazione distinta delle singole attività, riducendo la possibilità che la promessa di innovazione giustifichi autocontrolli di valutazione elevati senza prove concrete di generazione di cassa.
In sintesi
- La recente correzione del titolo Tesla mette in evidenza il rischio che elevati investimenti in intelligenza artificiale e robotica riducano la liquidità disponibile e comprimano i margini nel breve periodo, fattore da monitorare per le strategie di portafoglio.
- La separazione più netta tra le valutazioni di SpaceX e Tesla porta gli investitori a valutare singolarmente i rischi e i ritorni: per gli investitori italiani è cruciale distinguere tra esposizione alle attività spaziali e alle auto elettriche autonome.
- Per i potenziali investimenti, l’attenzione dovrebbe concentrarsi sui flussi di cassa operativi e sulla capacità dell’azienda di tradurre spese in ricerca e sviluppo in ricavi sostenibili, più che su aspettative di crescita “rivoluzionaria” non ancora dimostrate.
- In un contesto di mercati con tassi elevati e maggiore avversione al rischio, le società con elevato Capex e margini in compressione sono soggette a rivalutazioni più frequenti; per gli investitori retail italiani la cautela e la diversificazione restano raccomandate.