Ecco quali colossi di Wall Street hanno sostenuto il Clarity Act
- 28 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Solomon ha dichiarato:
“Sono molto favorevole ad accelerare l’approvazione del CLARITY Act, in modo da poter stabilire una struttura di mercato e avviare concretamente il processo di innovazione.”
Anthony Noto, amministratore delegato di SoFi, ha accolto con favore il sostegno espresso da Goldman Sachs e ha scritto:
“Regole stabili per gli asset digitali sono essenziali per la competitività globale degli Stati Uniti. Proteggono i consumatori e ci consentono di operare in sicurezza sotto una regolamentazione nazionale. Il Congresso dovrebbe approvarlo immediatamente.”
Il crescente sostegno politico e industriale arriva mentre il provvedimento si avvia verso una fase cruciale al Campidoglio. I negoziatori del Senato hanno recentemente pubblicato un testo aggiornato che combina le proposte della Camera e del Senato, introducendo per la prima volta indicazioni specifiche su come potrebbero funzionare le restrizioni etiche per i funzionari governativi di alto livello coinvolti con le criptovalute.
Sviluppi sul testo e bilanciamento delle regole etiche
Il nuovo testo cerca di bilanciare la necessità di una regolamentazione chiara del mercato con misure atte a prevenire conflitti di interesse ai massimi livelli istituzionali. Tra le opzioni discusse figurano obblighi di disclosure più stringenti, periodi di sospensione dall’esercizio di funzioni che riguardano direttamente asset digitali, e soluzioni come trust ciechi o cessioni temporanee degli interessi finanziari. Queste misure sono oggetto di forte dibattito perché mirano a evitare che interessi privati influenzino decisioni pubbliche.
La questione ha acquisito rilevanza politica perché alcuni legislatori ritengono che le proposte attuali potrebbero non essere sufficienti per affrontare le preoccupazioni collegate agli interessi commerciali in criptovalute del presidente Donald Trump, sollevando interrogativi sulla portata e sull’efficacia delle garanzie previste.
Tempistica legislativa e priorità del Senato
Nonostante il testo aggiornato, il Senato non è destinato a discutere il provvedimento immediatamente: il leader della maggioranza, John Thune, ha infatti spostato l’attenzione della camera su nomination giudiziarie e su un pacchetto di sanzioni alla Russia, rimandando così il collocamento in calendario del CLARITY Act. Questa scelta riflette le priorità politiche e il vincolo del calendario legislativo, con il rischio che il provvedimento resti sospeso finché non si creeranno spazi procedurali più favorevoli.
Il rinvio avrà effetti pratici per operatori e investitori: l’assenza di certezze normative tende a rallentare l’adozione istituzionale, frena alcune iniziative di mercato e mantiene elevata la volatilità normativa, con possibili ripercussioni sulle decisioni di investimento e sulla localizzazione delle attività fintech.
Implicazioni per mercati e investitori
Un quadro regolamentare chiaro e duraturo negli Stati Uniti potrebbe rafforzare la posizione delle piattaforme nazionali, facilitare l’ingresso di capitali istituzionali e ridurre il rischio operativo per le imprese del settore. Al contrario, la procrastinazione normativa potrebbe spostare opportunità verso giurisdizioni con regole più favorevoli o, alternativamente, indurre le autorità europee a rimodulare le proprie strategie regolamentari per attrarre attività e investimenti.
Per gli investitori italiani e le imprese fintech comunitarie, diventa dunque importante monitorare non solo l’esito legislativo ma anche il contenuto delle misure etiche: norme più stringenti sui conflitti di interesse aumentano la prevedibilità politica ma possono anche complicare rapporti commerciali e governance per soggetti che operano transnazionalmente.
In sintesi
- La definizione definitiva del CLARITY Act influenzerà la competitività globale delle piattaforme statunitensi e potrebbe indirizzare flussi di capitale internazionali verso o lontano dagli Stati Uniti.
- Il rinvio del dibattito al Senato mantiene elevata l’incertezza normativa, un fattore che può aumentare la volatilità degli asset digitali e frenare l’ingresso di investitori istituzionali europei.
- Le disposizioni etiche correlate avranno impatti non solo politici ma anche operativi: regole più severe ridurranno il rischio reputazionale ma potrebbero complicare la struttura societaria di alcuni operatori.
- Per il mercato italiano, è cruciale seguire l’evoluzione normativa statunitense: essa fungerà da benchmark per possibili aggiustamenti regolatori a livello europeo e influenzerà scelte di investimento transfrontaliere.