Summit italiano per gli animali domestici 2026: il 15 settembre a Milano

Torna il 15 settembre a Milano, negli spazi di Magna Pars, la terza edizione dell’Italian Pet Summit, iniziativa promossa da Il Sole 24 Ore dedicata all’universo degli animali da compagnia e all’intera filiera della Pet Economy.

Il contesto del summit prende avvio da un fenomeno ormai consolidato: in Italia quasi 10 milioni di famiglie (circa il 37,7% del totale) convivono con almeno un animale domestico, sostenendo un mercato che oggi vale circa 6,7 miliardi di euro tra prodotti e servizi e che continua a mostrare tenuta e margini di crescita nonostante inflazione e incertezze geopolitiche.

La giornata, coordinata da Giulia Crivelli e Micaela Cappellini di Il Sole 24 Ore, riunirà rappresentanti delle istituzioni, imprese, associazioni di categoria, accademici ed esperti per discutere le trasformazioni che stanno rimodellando il settore. Tra i temi: l’evoluzione delle preferenze dei proprietari, la centralità della sostenibilità, e il ruolo di innovazione e tecnologia nel migliorare le modalità di cura e benessere degli animali.

Si approfondirà inoltre l’impatto sociale sempre più ampio dei pet: dal cambiamento nel legame tra persone e animali fino alla diffusione di città più “a misura di quattrozampe” e all’espansione degli interventi assistiti con animali in ambito sanitario e sociale. Uno spazio rilevante sarà dedicato anche al mondo del lavoro, con un focus sulle sfide e sulle nuove competenze richieste alla professione veterinaria.

Ad aprire i lavori saranno Fabio Tamburini, direttore di Il Sole 24 Ore, e Federico Silvestri, amministratore delegato del Gruppo 24 ORE. Interverranno poi relatori aziendali e analisti: Fabio Degli Esposti, amministratore delegato di Purina Italia e direttore regionale Purina Sud Europa, proporrà una riflessione sulla crescita e la resilienza della Pet Economy tra impatto sociale ed evoluzione culturale. Paolo Garro, Business Insights Senior Director di Circana, presenterà gli ultimi dati sul mercato del pet care e del pet food per il 2026, mentre Giulia Bertini, Senior Client Officer di IPSOS, analizzerà come il digitale e l’intelligenza artificiale stanno ridefinendo il ruolo dei proprietari di animali.

Il ruolo delle associazioni e il confronto tra contesti nazionali ed europei saranno al centro di una sessione specifica con la partecipazione di Giorgio Massoni, presidente di ASSALCO, e Franco Garbelotto, deputy secretary general di FEDIAF – European Pet Food Industry Federation. Il dibattito sulle città pet-centriche e sui nuovi modelli urbani europei vedrà gli interventi di Andrea Gavinelli, Head of Unit for Animal Welfare presso la Direzione Generale Salute e Sicurezza Alimentare della Commissione Europea, di Elena Eva Maria Grandi, assessora all’Ambiente e Verde del Comune di Milano, e di Paola Fossati, componente dell’Ufficio del Garante degli Animali del Comune di Milano e medico veterinario, nonché ricercatrice presso l’Università degli Studi di Milano.

Il confronto sul cambiamento culturale che ridefinisce il rapporto tra esseri umani e animali coinvolgerà anche Giusy D’Angelo, presidente nazionale di ENPA, Michela Vittoria Brambilla, deputata e presidente dell’Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali nonché fondatrice di LEIDAA, Roberto Marchesini, direttore del SIUA – Istituto di Formazione Zooantropologica e del Centro Studi Filosofia Postumanista, e Rosalba Calabrese, responsabile Cabin Pet di Aeroitalia.

Oltre agli interventi in programma, l’evento fungerà da piattaforma per confronti operativi su regolamentazione, filiere produttive e opportunità d’investimento. In particolare si prevede un dibattito su standard di sostenibilità nella produzione degli alimenti per animali, logistica e canali di vendita omnicanale, nonché sulle implicazioni occupazionali e formative per i professionisti del settore.

Per le imprese del comparto e per gli investitori, il summit rappresenta un’occasione per valutare trend di consumo, innovazioni di prodotto e possibili interventi di policy locale e nazionale che possono influenzare la domanda e i costi di conformità. Per le amministrazioni locali si tratta invece di confrontarsi su come le città possano integrare servizi, spazi verdi e normative per supportare una convivenza più armoniosa tra città e animali.

La partecipazione di figure istituzionali, operatori economici e ricercatori farà luce su scenari concreti, dai numeri di mercato alle esperienze urbane, offrendo strumenti utili per orientare decisioni strategiche in imprese, enti pubblici e investimenti privati.

In sintesi

  • La crescita della Pet Economy apre opportunità per investimenti in prodotti premium, servizi digitali e infrastrutture pet-friendly; gli operatori dovranno però tenere conto delle pressioni sui costi e delle preferenze per la sostenibilità.
  • La trasformazione digitale e l’adozione di tecnologie nei servizi veterinari e nel retail spingono verso modelli omnicanale che possono aumentare margini ma richiedono capitali e competenze specifiche.
  • Le politiche urbane pet-centric offrendo benefici sociali possono anche rappresentare un volano per il mercato immobiliare e per servizi pubblici locali, incentivando partnership tra amministrazioni e imprese.
  • Per gli investitori, la maturazione del settore impone una valutazione attenta dei rischi normativi e delle dinamiche occupazionali nel comparto veterinario e dei servizi connessi.


Author: Tony
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