R&S, la startup campana KforB produrrà nanocellulosa batterica

Knowledge for Business, la startup nata all’interno di Città della Scienza, ha annunciato un piano di investimento di 1,2 milioni di euro per realizzare un impianto dedicato alla produzione di nanocellulosa batterica e per avviare un programma di ricerca volto a esplorarne le applicazioni in ambito sanitario.

Il progetto prevede la costruzione, in Campania, nell’area industriale di Casandrino, del primo stabilimento italiano per la produzione su scala industriale di nanocellulosa batterica destinata al settore tessile. Si tratta della prima iniziativa in Europa focalizzata sull’impiego di questo materiale nell’industria della moda, mentre gli impianti oggi presenti in continente sono principalmente orientati al campo medicale.

Il progetto industriale e il processo produttivo

La nanocellulosa batterica viene ottenuta mediante colture di batteri della famiglia degli acetobatteri e attraverso processi proprietari sviluppati da Knowledge for Business. Il materiale mostra caratteristiche tattili e visive, oltre a proprietà di resistenza e lavorabilità, che lo rendono paragonabile alla pelle animale.

L’obiettivo dichiarato è offrire al sistema della moda un’alternativa sostenibile alle ecopelli e alle similpelli, rivolta in primo luogo ai segmenti di alta gamma dove qualità e sostenibilità possono coesistere. Negli ultimi anni la startup ha già condotto sperimentazioni, compresa una collaborazione con il Teatro di San Carlo di Napoli per la realizzazione di parte dei costumi di scena della rappresentazione di Salomè.

Massimo Bracale ha affermato:

“Con questo investimento compiamo il passaggio dalla sperimentazione alla produzione industriale di un materiale sul quale lavoriamo da tempo e che può trovare applicazione in comparti molto diversi. L’aspetto più significativo è che sarà la società a investire direttamente nella realizzazione dell’impianto produttivo, il primo in Italia per la produzione di nanocellulosa batterica e il primo in Europa per quanto riguarda l’applicazione al settore tessile. Vogliamo mettere a disposizione del sistema moda un materiale innovativo, ottenuto attraverso processi biologici e capace di coniugare qualità, lavorabilità e sostenibilità ambientale.”

Applicazioni in campo sanitario

Accanto all’asset industriale, il progetto include uno specifico percorso di ricerca focalizzato sull’utilizzo della nanocellulosa batterica per medicazioni e bendaggi. Le proprietà igrometriche e la struttura della biocellulosa la rendono interessante per il trattamento di ustioni e di piaghe da decubito, offrendo potenzialmente una soluzione biodegradabile e a bassa irritabilità.

Per poter entrare nel mercato sanitario, però, saranno necessari test preclinici e clinici, procedure di certificazione e l’adeguamento alle normative europee sui dispositivi medici. Questo implica collaborazioni con centri di ricerca, ospedali e aziende specializzate nella produzione di dispositivi medici, oltre a investimenti complementari per la convalida e la regolamentazione del prodotto.

Impatto economico, scala e prospettive

L’investimento iniziale di 1,2 milioni di euro coprirà la realizzazione dell’impianto e le attività di ricerca previste nelle prime fasi. Sul piano occupazionale e territoriale, la nascita dell’impianto a Casandrino può creare opportunità di lavoro specializzato e rafforzare la filiera locale della moda e dei materiali avanzati in Campania.

Dal punto di vista industriale, la sfida principale sarà la scala produttiva: trasformare processi sperimentali in produzione ripetibile e competitiva richiederà ottimizzazioni di processo, controllo qualità e possibili ulteriori round di finanziamento. Il posizionamento iniziale sui segmenti di eccellenza della moda può favorire margini più elevati e sostenere il consolidamento commerciale prima di una possibile estensione verso mercati di massa.

Inoltre, la novità dell’applicazione tessile in ambito europeo può attirare interesse da parte di investitori strategici, fondi dedicati alla green economy e programmi di finanziamento pubblici o comunitari volti a sostenere tecnologie sostenibili e la transizione industriale.

Considerazioni regolamentari e di mercato

Per consolidare la posizione sul mercato, sarà importante monitorare la domanda delle griffe italiane ed estere per materiali alternativi alla pelle animale, così come l’evoluzione delle normative ambientali che potrebbero favorire soluzioni sostenibili. L’adozione da parte di marchi di alta gamma potrebbe fungere da leva per la diffusione e la standardizzazione del prodotto.

Infine, la compatibilità della materia prima con i processi di finissaggio, colorazione e cucitura industriale rappresenta un nodo tecnico da risolvere per assicurare integrazione nelle filiere esistenti senza compromettere rese produttive e costi.

In sintesi

  • L’investimento iniziale evidenzia una strategia di transizione dalla ricerca alla produzione: posizionarsi nei segmenti di alta moda può rendere sostenibile la fase di scale-up prima di puntare ai volumi mass market.
  • La convergenza tra applicazioni tessili e sanitarie amplia il potenziale commerciale ma richiede percorsi regolatori distinti, con impatti sui tempi e sui fabbisogni di capitale.
  • Per il tessuto industriale italiano, l’iniziativa può rappresentare un’opportunità di rafforzamento della filiera green e di attrazione di investimenti, specie se accompagnata da politiche regionali e nazionali di sostegno.


Author: Tony
Redazione Finanza Flash. Notizie di finanza, mercati, borsa e macroeconomia in tempo reale. Aggiornamenti su investimenti, banche, BCE ed economia italiana.