Conto alla rovescia: la nuova telecabina di Valsesia pronta a partire con 23 milioni di investimento
- 23 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Un intervento da 23 milioni di euro è stato avviato per sostituire la vecchia seggiovia e realizzare la telecabina Scopello-Mera, un’infrastruttura destinata a rendere l’Alpe di Mera — sul versante piemontese del Monte Rosa — accessibile e attrattiva durante tutto l’anno.
La definizione finanziaria dell’operazione è stata curata da Finpiemonte Partecipazioni nel ruolo di arranger finanziario, con un contributo diretto di circa 10 milioni dal Ministero del Turismo e il sostegno creditizio di Banco BPM. Questa combinazione di risorse pubbliche e strumenti bancari ha reso possibile la messa a punto di un progetto con un orizzonte industriale di lungo periodo.
Per il cantiere è prevista la visita dei vertici della Giunta regionale del Piemonte, a sottolineare la valenza strategica dell’opera per la rivitalizzazione della Valsesia. L’intervento fa parte di una più ampia strategia regionale volta a sostenere la competitività delle stazioni montane e a limitare la stagionalità del turismo alpino.
Dal punto di vista tecnico, la nuova telecabina collegherà Scopello all’Alpe di Mera su un tracciato di 2.344 metri con un dislivello di 865 metri. L’impianto prevede una stazione intermedia, 40 cabine da 10 posti, una portata oraria stimata tra 1.400 e 2.400 passeggeri e un tempo di percorrenza ridotto a circa otto minuti, migliorando accessibilità, comfort e sicurezza rispetto alla seggiovia in servizio dal 1976.
La struttura finanziaria si basa su una collaborazione tra enti pubblici e soggetti locali: oltre al contributo del Ministero del Turismo, circa 10 milioni arrivano dalla Regione Piemonte e da Finpiemonte Partecipazioni, mentre i restanti 3 milioni sono forniti da Provincia di Vercelli, Unione Montana, Comune di Scopello e altri enti locali. Anche Monterosa 2000 è coinvolta nella definizione dell’operazione, contribuendo alla messa a punto del progetto industriale.
L’opera è pensata per ampliare l’offerta ricettiva e delle attività all’aperto, agevolando l’arrivo di famiglie, escursionisti e sportivi e consentendo la creazione di prodotti turistici integrati fruibili in più periodi dell’anno. Questo approccio punta a ridurre la dipendenza esclusiva dalla stagione sciistica e a stabilizzare i flussi di reddito locali.
Sotto il profilo economico e d’investimento, il progetto rappresenta un esempio di come finanziamenti pubblici mirati, accompagnati da capacità di bancabilità, possano sbloccare interventi infrastrutturali in aree montane a elevato potenziale turistico. Allo stesso tempo richiede una governance attenta su gestione, manutenzione e ricadute occupazionali per garantire sostenibilità nel medio-lungo periodo.
Sul piano ambientale e operativo, la sostituzione dell’impianto comporta scelte tecniche orientate all’efficienza energetica e alla minimizzazione dell’impatto paesaggistico, oltre a interventi di mitigazione durante la fase di cantiere. La sfida sarà integrare la nuova infrastruttura con i percorsi esistenti e le politiche di mobilità sostenibile in quota.
I prossimi passi prevedono il completamento dei lavori, le prove tecniche e l’entrata a regime dell’impianto, insieme all’attivazione di servizi e pacchetti turistici coordinati tra operatori locali, enti pubblici e gestori. L’obiettivo è trasformare l’investimento in un fattore durevole di sviluppo territoriale.
In sintesi
- La combinazione di fondi ministeriali e capitale regionale riduce il rischio d’investimento diretto per i privati, ma rende cruciale la definizione di indicatori di performance per valutare la redditività sociale ed economica dell’opera.
- Un collegamento con caratteristiche tecniche moderne può incrementare il valore degli asset turistici locali (ricettività, servizi, immobili), attirando capitale privato e nuove forme di offerta esperienziale.
- La transizione verso un’offerta turistica annuale mitiga i rischi legati ai cambiamenti climatici che comprimono la stagione sciistica, favorendo invece attività outdoor distribuite nel corso dell’anno.
- Per massimizzare l’impatto economico sarà necessario coordinare politiche di formazione, tutela ambientale e promozione territoriale, così da tradurre l’infrastruttura in occupazione stabile e valore aggiunto per la Valsesia.