BCE: le banche dell’Eurozona irrigidiscono i criteri per la concessione del credito nel secondo trimestre 2026
- 21 Luglio 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Economia, Editoriale
Le banche dell’Eurozona hanno continuato a rendere più selettive le condizioni di accesso al credito nel secondo trimestre del 2026. È quanto emerge dalla Bank Lending Survey (BLS) pubblicata dalla Banca Centrale Europea (BCE), secondo cui gli istituti di credito hanno segnalato un moderato inasprimento dei criteri di concessione dei finanziamenti a imprese e famiglie, in un contesto ancora caratterizzato da incertezza economica, tensioni geopolitiche e maggiore prudenza nella gestione del rischio.
L’indagine evidenzia inoltre che gli istituti prevedono un ulteriore irrigidimento degli standard di credito anche nel terzo trimestre del 2026, interessando tutte le principali categorie di finanziamento.
Prestiti alle imprese: pesa la percezione del rischio
Per quanto riguarda le imprese, le banche hanno segnalato un moderato irrigidimento dei criteri per la concessione di prestiti e linee di credito.
Secondo la BCE, i principali fattori che hanno determinato questa scelta sono la maggiore percezione dei rischi legati alle prospettive economiche e una più contenuta propensione al rischio da parte degli istituti di credito.
Le banche continuano inoltre a monitorare con attenzione gli effetti delle tensioni geopolitiche ed energetiche, considerate elementi di incertezza che incidono sulle valutazioni relative alla qualità del credito.
L’inasprimento registrato è comunque risultato meno marcato rispetto a quanto gli stessi istituti avevano previsto nel precedente ciclo dell’indagine.
Mutui e credito al consumo: criteri più severi
La Bank Lending Survey evidenzia un irrigidimento anche per i mutui ipotecari destinati all’acquisto di abitazioni e per il credito al consumo.
Anche in questi segmenti, la minore propensione al rischio e l’aumento della percezione dei rischi rappresentano le principali motivazioni alla base dell’adozione di criteri di concessione più rigorosi.
Per il prossimo trimestre, gli istituti prevedono un ulteriore rafforzamento degli standard di valutazione sia per i finanziamenti alle famiglie sia per quelli alle imprese.
Aumentano le richieste di prestito respinte
Tra gli elementi messi in evidenza dall’indagine della BCE figura anche l’aumento della quota di domande di finanziamento respinte.
Il fenomeno interessa tutte le principali categorie di richiedenti, ma risulta particolarmente accentuato nel comparto del credito al consumo, dove l’incremento delle richieste non accolte supera quello registrato per i mutui ipotecari e per i prestiti alle imprese.
Torna a crescere la domanda di credito delle imprese
Nonostante condizioni di accesso più restrittive, nel secondo trimestre del 2026 le banche hanno registrato un lieve aumento della domanda di prestiti da parte delle imprese.
Secondo la BCE, la crescita è stata sostenuta soprattutto dall’esigenza di finanziare scorte e capitale circolante, dagli investimenti fissi delle grandi imprese e da operazioni di rifinanziamento e ristrutturazione del debito.
Le banche segnalano inoltre una maggiore richiesta di finanziamenti destinati a coprire il fabbisogno di liquidità, pur sottolineando come il quadro complessivo resti eterogeneo e fortemente influenzato dall’evoluzione dello scenario geopolitico.
Cala la domanda di mutui
Diversa la situazione nel mercato dei mutui ipotecari, dove la domanda continua a diminuire.
La contrazione è risultata significativa, anche se leggermente inferiore rispetto a quanto previsto dagli stessi istituti nel precedente sondaggio.
Secondo la BCE, il calo è stato determinato principalmente dal peggioramento della fiducia dei consumatori, dall’evoluzione dei tassi di interesse e dalle prospettive meno favorevoli del mercato immobiliare, fattori che hanno contribuito a frenare la richiesta di nuovi finanziamenti per l’acquisto di abitazioni.