Hut 8 e IREN si aggiudicano contratti per miliardi, danno slancio alle azioni legate al calcolo per l’ia MARA, RIOT e WULF

Le azioni dei gruppi minerari di Bitcoin che stanno riconvertendo la propria attività in fornitori di infrastrutture per l’intelligenza artificiale sono salite notevolmente lunedì dopo gli annunci di importanti contratti da parte di Hut 8 e IREN, che hanno attenuato timori su un possibile rallentamento della domanda di capacità di calcolo per l’AI.

Dettagli sugli accordi

Hut 8 ha registrato un rialzo fino al 17% dopo aver firmato un contratto di locazione di 15 anni del valore di 9,8 miliardi di dollari per la seconda fase del campus Beacon Point, un parco di data center dedicato all’AI in Texas. L’intesa, stipulata con lo stesso cliente investment-grade che aveva occupato la prima fase, raddoppia la superficie intestata del locatario fino a 704 megawatt e porta a completa commercializzazione la capacità complessiva del sito pari a 1 gigawatt.

IREN ha invece guadagnato fino al 19% dichiarando di aver siglato contratti pluriennali per servizi cloud con sviluppatori di AI per un valore complessivo di 2,8 miliardi di dollari. In seguito all’accordo la società ha rivisto al rialzo l’obiettivo sul tasso di fatturato annualizzato dell’AI Cloud a oltre 4 miliardi di dollari, precisando che circa l’85% di tale ricavo è già coperto da contratti.

Reazione del settore

La notizia ha avuto effetti a catena su altri operatori del settore dell’alta prestazione di calcolo. Mining (CIFR) è salita dell’11%, TeraWulf ha aggiunto il 6,4%, mentre i miner tradizionali come Riot Platforms e MARA Holdings hanno messo a segno rialzi rispettivamente del 5% e del 9%. Anche l’ETF CoinShares Bitcoin Miners (WGMI) ha registrato un progresso dell’8,5%.

Perché questi accordi contano

Gli accordi evidenziano una tendenza in atto: molte realtà nate per il mining di criptovalute stanno riallocando investimenti verso la fornitura di spazio, energia e connettività per carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale. Questo modello può attenuare la volatilità dei ricavi legata al prezzo del Bitcoin, offrendo contratti a lungo termine e flussi di cassa più prevedibili.

Dal punto di vista infrastrutturale, la conversione richiede potenza elettrica significativa e accesso a reti di distribuzione robuste: l’aumento della domanda di megawatt nei data center solleva questioni relative a costi energetici, disponibilità di capacità di rete e sostenibilità ambientale, elementi che possono influenzare la redditività a medio termine.

Rischi e opportunità per gli investitori

Per gli investitori, il passaggio verso servizi legati all’AI rappresenta un potenziale nuovo motore di crescita, ma non è privo di rischi. La concentrazione dei contratti su pochi grandi clienti può aumentare l’esposizione commerciale, mentre l’elevato fabbisogno di capitale per espansione e raffreddamento rende necessario valutare attentamente i piani industriali e la qualità dei contratti sottoscritti.

Inoltre, la transizione pone l’accento sulla geopolitica dell’energia e sulle politiche regolatorie in ambito ambientale: normative più stringenti sulle emissioni o vincoli alla fornitura di energia potrebbero incidere sui costi operativi dei data center e, conseguentemente, sui margini delle società coinvolte.

Prospettive di mercato

Nel breve termine il mercato sta premiando le società che trasformano asset esistenti in capacità utile per l’AI, ma la sostenibilità di questi guadagni dipenderà dalla domanda durevole per servizi cloud ad elevate prestazioni e dalla capacità degli operatori di mantenere condizioni contrattuali favorevoli. Analisti e investitori monitoreranno gli indicatori di utilizzo della capacità, i prezzi contrattuali e l’andamento dei costi energetici.

Per il contesto italiano, la crescita della domanda globale di data center e di servizi AI potrebbe tradursi in opportunità per fornitori di energia, di servizi tecnologici e per società finanziarie interessate a partecipare a round di investimento o a partnership industriali.

In sintesi

  • La conversione dei miner di Bitcoin in fornitori di infrastrutture per l’AI riduce l’esposizione alla volatilità delle criptovalute, creando flussi di ricavo più prevedibili ma aumentando la dipendenza da grandi clienti.
  • Gli importanti impegni di potenza elettrica evidenziano come i costi e la disponibilità di energia saranno fattori critici per valutare la redditività futura delle società coinvolte.
  • Per gli investitori italiani, il settore apre potenziali canali di investimento in infrastrutture e servizi cloud, ma richiede attenzione ai rischi regolatori e alle dinamiche dei prezzi dell’energia.


Author: Tony
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