Allbridge Core sospende il ponte cross-chain dopo un exploit da 1,65 milioni di dollari
- 20 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Allbridge, l’operatore della soluzione di bridging Allbridge Core, ha sospeso temporaneamente il protocollo come misura precauzionale dopo un incidente di sicurezza che ha portato al prelievo di circa 1,65 milioni di dollari domenica scorsa. L’attacco ha interessato la distribuzione su Solana, con i fondi sottratti che sarebbero stati trasferiti prima su Ethereum e successivamente inoltrati in pool con funzionalità di privacy.
Allbridge Core ha dichiarato:
“Allbridge Core sta affrontando un incidente di sicurezza. Abbiamo sospeso il protocollo come precauzione mentre conduciamo le indagini. Se avete liquidità nei pool interessati, prelevatela ora.”
Meccanica dell’attacco
Le analisi on‑chain indicano che l’attaccante ha preso in prestito istantaneamente 1,12 milioni di USDC tramite un flash loan da Kamino, eseguendo poi scambi rapidi tra USDC e USDT che hanno temporaneamente alterato il tasso di cambio nel pool di stablecoin di Allbridge Core. Sfruttando questa distorsione, l’aggressore ha ritirato liquidità a tassi manipolati, rimborsando il prestito flash e trattenendo la differenza come profitto.
Allbridge Core ha aggiunto:
“Lo squilibrio creatosi nel pool ha generato una finestra di arbitraggio positiva temporanea. Se ne avete approfittato, vi preghiamo di considerare il ritorno dei fondi… questi serviranno direttamente a compensare i fornitori di liquidità danneggiati.”
Precedenti e contesto
Non è la prima volta che Allbridge Core subisce un attacco di questo tipo: nell’aprile 2023 un exploit su un pool della BNB Chain portò a perdite complessive di circa 573.000 dollari, con prelievi in Binance USD (BUSD) e USDT. Gli autori approfittarono di una vulnerabilità contrattuale che permise di manipolare i prezzi degli swap, agendo contemporaneamente come fornitori di liquidità e come esecutori delle transazioni.
Negli ultimi mesi vari bridge cross‑chain sono stati presi di mira: tra gli episodi recenti si ricordano l’exploit che ha colpito Taiko per circa 1,7 milioni di dollari (successivamente il ponte è stato riaperto dopo un piano di recupero in più fasi), così come vulnerabilità sulla Secret Network che hanno permesso una “minting” illimitata di versioni non garantite di asset wrappati da Axelar, causando perdite significative. Altri obiettivi hanno incluso bridge come Gravity Bridge, Verus Bridge e Butter Network.
Perché i bridge sono a rischio
I bridge cross‑chain concentrano grandi riserve di liquidità che servono a garantire l’emissione di asset bridged sulle chain di destinazione: questa caratteristica li rende bersagli appetibili per chi cerca profitti rapidi. Tecniche come i flash loan permettono a un attaccante di ottenere grandi somme per un tempo brevissimo senza capitale iniziale, manipolare i mercati di uno smart contract vulnerabile e monetizzare la discrepanza prima che le misure di controllo intervengano.
Inoltre, l’uso di pool di privacy e di percorsi che attraversano più network complica il tracciamento dei fondi rubati, riducendo le probabilità di recupero e aumentando il rischio reputazionale per i progetti coinvolti.
Implicazioni per investitori e mercato
La sospensione del protocollo è una misura standard per limitare ulteriori esfiltrazioni ma non elimina i danni già subiti dai fornitori di liquidità. Per gli investitori retail e istituzionali italiani, questi eventi sottolineano la necessità di valutare con attenzione l’esposizione a servizi cross‑chain, la qualità delle audit sui contratti intelligenti e le coperture assicurative disponibili sul mercato DeFi.
Dal punto di vista sistemico, ripetuti incidenti ai bridge possono indebolire la fiducia nella composabilità della finanza decentralizzata, aumentare la volatilità degli asset correlati e spingere verso requisiti di compliance più stringenti da parte dei regolatori europei, che stanno già monitorando l’impatto delle criptovalute sui mercati e la protezione degli investitori.
Le autorità di vigilanza e gli operatori di mercato potrebbero intensificare le richieste di trasparenza sulle reserve dei bridge, sui processi di audit e sulle garanzie per i fornitori di liquidità, influenzando così costi operativi e scelte di localizzazione legale delle piattaforme.
Passi successivi e raccomandazioni
Per gli utenti coinvolti la prima azione indicata dal team di Allbridge è il ritiro immediato della liquidità dai pool interessati. Parallelamente, gli operatori del protocollo lavorano alle indagini forensi on‑chain, alla collaborazione con exchange e servizi di analytics per tracciare i flussi e valutare possibili rimedi, inclusi programmi di compensazione per i fornitori di liquidità danneggiati.
Gli investitori dovrebbero rivisitare le proprie esposizioni, diversificare l’accesso ai servizi cross‑chain e preferire protocolli con solide pratiche di gestione del rischio, audit indipendenti e piani di emergenza in caso di exploit.
In sintesi
- Gli attacchi ripetuti ai bridge accentuano il rischio operativo nel DeFi: per gli investitori italiani è cruciale valutare la qualità delle garanzie e delle audit prima di fornire liquidità.
- La natura cross‑chain degli incidenti favorisce la rapida dispersione dei fondi, aumentando la difficoltà di recupero e la probabilità di perdite per i market maker e i piccoli risparmiatori.
- Una maggiore frequenza di exploit potrebbe accelerare l’intervento regolamentare in Europa, con implicazioni su compliance, trasparenza delle riserve e costi operativi per gli operatori del settore.