Rafforzare le difese contro le frodi generate dall’intelligenza artificiale

Nel contesto della crescente integrazione dell’AI nei servizi finanziari e nella gestione di asset digitali, emerge la necessità di strategie di sicurezza proattive che impediscano frodi prima che si concretizzino. Le soluzioni tradizionali basate su portafogli esterni non sempre garantiscono un controllo adeguato contro attacchi sofisticati che sfruttano autorizzazioni automatiche.

Kriti Bansal, vice president finance and accounting di AlphaPoint, risponde a tre quesiti chiave su come consulenti e gestori patrimoniali possano integrare l’AI per migliorare la difesa contro le minacce sulla blockchain.

Possono i consulenti collaborare con l’AI per proteggere i clienti dalle frodi?

Kriti Bansal ha dichiarato:

“L’AI può essere un potente alleato per i consulenti, ma deve supportare le decisioni umane e non sostituirle. Può identificare comportamenti anomali nei wallet, contratti sospetti, pattern di phishing e approvazioni rischiose prima che si verifichi un danno. La vulnerabilità più critica oggi è concedere ad agenti AI autorizzazioni dirette e senza limiti sui wallet: in questo modo l’agente stesso può diventare un vettore d’attacco massivo, sfruttabile con tecniche di social engineering o da dati on-chain errati.”

Che aspetto ha la sicurezza in tempo reale nell’era dell’AI?

Kriti Bansal ha dichiarato:

“La sicurezza in tempo reale deve essere predittiva e proattiva, non meramente reattiva. Serve un sistema che avvisi prima della firma: monitoraggio continuo del wallet, allerta istantanea su attività anomale e la possibilità di bloccare approvazioni rischiose prima che i fondi si muovano. Ciò richiede analitiche comportamentali, controlli pre-transazione e integrazione con strumenti di governance che possano agire in modo quasi immediato.”

Come può un gestore patrimoniale automatizzare uno strato di difesa che funge da monitor continuo delle minacce?

Kriti Bansal ha dichiarato:

“È fondamentale abbandonare i vecchi wallet gestiti esternamente a favore di account programmabili, come gli standard ERC-4337 o EIP-7702. Questi smart accounts consentono di incorporare regole di sicurezza programmatiche a livello di conto: monitoraggio automatico dei wallet, verifica delle approvazioni, analisi del rischio dei contratti, controllo dei pattern transazionali e limiti di esposizione. Per qualsiasi anomalia si prevede l’escalation a decisione umana, bilanciando automazione e supervisione.”

L’adozione di account programmabili e sistemi di monitoraggio continuo impatta anche sul modello operativo delle società di gestione e sui custodi: richiede investimenti in integrazione tecnologica, aggiornamento delle policy interne e collaborazione con fornitori specializzati in sicurezza on-chain. Sul versante regolamentare, la crescente attenzione delle autorità implica che le implementazioni tecniche dovranno essere trasparenti e compatibili con i requisiti di compliance e di tutela degli investitori, soprattutto nel contesto del mercato europeo.

Per i consulenti e per i gestori italiani la transizione significa valutare costi e benefici: migrare verso account programmabili può ridurre il rischio operativo e aumentare la fiducia degli investitori, ma richiede pianificazione, formazione del personale e un dialogo chiaro con i clienti sulle nuove modalità di controllo delle chiavi e delle autorizzazioni.

In sintesi

  • La diffusione di AI applicata alla sicurezza on-chain può ridurre la frequenza e l’entità delle frodi, creando opportunità di mercato per fornitori di soluzioni di sicurezza programmabile.
  • Per gli investitori e i gestori patrimoniali italiani, la migrazione a smart accounts implica costi iniziali ma offre un miglior controllo operativo e potenzialmente minori rischi sistemici nel medio termine.
  • L’aumento dell’automazione richiede regole di governance chiare e supervisione umana; le aziende che integrano tali strumenti mantenendo elevati standard di compliance potranno avere un vantaggio competitivo.


Author: Tony
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