La Commissione Europea propone una revisione dell’ETS con una riduzione più graduale delle emissioni dal 2031
- 17 Luglio 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Economia, Editoriale
La Commissione Europea ha presentato una proposta di revisione del sistema ETS (Emission Trading System) che prevede un rallentamento del ritmo di riduzione del tetto alle emissioni a partire dal 2031. L’obiettivo è mantenere il percorso di decarbonizzazione, introducendo al tempo stesso una maggiore gradualità per favorire l’adattamento del sistema produttivo europeo.
La proposta modifica il ritmo con cui diminuisce il massimale delle emissioni consentite nell’ambito del mercato europeo delle quote di carbonio, uno degli strumenti principali della politica climatica dell’Unione Europea.
Riduzione più graduale del tetto alle emissioni
Secondo la proposta, il massimale delle emissioni continuerà a diminuire ogni anno, ma con un’intensità inferiore rispetto all’attuale.
Il fattore lineare di riduzione (Linear Reduction Factor) passerà dall’attuale 4,4% al 3,7% nel periodo compreso tra il 2031 e il 2035. A partire dal 2036, il tasso sarà ulteriormente ridotto all’1,7%, un livello considerato più favorevole alle esigenze dell’industria europea rispetto alle ipotesi circolate nei mesi precedenti.
La revisione punta a garantire una transizione più equilibrata, mantenendo gli obiettivi climatici dell’Unione e offrendo maggiore prevedibilità alle imprese soggette al sistema di scambio delle quote di emissione.
Prevista una clausola di salvaguardia
La proposta introduce anche una clausola di salvaguardia, che prevede un riesame della disciplina a partire dal 1° gennaio 2033.
La verifica riguarderà in particolare la disponibilità e la qualità dei crediti internazionali che potranno essere utilizzati dal 2036, con l’obiettivo di assicurare che tali strumenti siano coerenti con gli standard ambientali e con gli obiettivi di riduzione delle emissioni dell’Unione Europea.
Un equilibrio tra competitività e obiettivi climatici
La revisione dell’ETS si inserisce nel più ampio percorso europeo di transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio. La scelta di rallentare il ritmo di riduzione delle quote disponibili mira a conciliare gli obiettivi di decarbonizzazione con la necessità di preservare la competitività del sistema industriale europeo durante le prossime fasi della transizione energetica.
La proposta dovrà ora proseguire il proprio iter istituzionale nell’ambito del processo legislativo dell’Unione Europea.