Pannelli in legno resistono alla flessione: produzione stabile nei primi cinque mesi del 2026
- 16 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Assopannelli, l’associazione che rappresenta il comparto dei pannelli e che fa parte di FederlegnoArredo, ha indicato i dossier europei come priorità per il prossimo quadriennio, con particolare attenzione al meccanismo che tassa le importazioni ad alta intensità di CO2. Il consiglio direttivo è stato appena rinnovato e alla presidenza è stato confermato Paolo Fantoni fino al 2030.
Il dossier europeo sul CBAM
Il cosiddetto CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism) mira a evitare la delocalizzazione delle emissioni imponendo un adeguamento sui prodotti importati che richiedono processi a elevato contenuto di carbonio. Sebbene l’obiettivo ambientale sia condivisibile, le imprese del comparto temono che l’introduzione di nuovi oneri e obblighi di rendicontazione possa gravare sulla competitività, soprattutto in un contesto già segnato da prezzi energetici elevati e difficoltà di approvvigionamento delle materie prime.
Contesto economico e rischi per la competitività
Le attuali tensioni geopolitiche internazionali accentuano la vulnerabilità delle catene di approvvigionamento e influiscono sui costi di produzione. Per molte aziende italiane del settore, adeguarsi alle nuove norme europee comporterà investimenti in sistemi di conteggio delle emissioni, certificazioni e processi produttivi più puliti, con potenziali ripercussioni su margini, prezzi e tempi di consegna.
Andamento della produzione e dei prezzi
Secondo le elaborazioni del centro studi di FederlegnoArredo, la produzione di pannelli in Italia tra gennaio e maggio ha mostrato una sostanziale tenuta, con una variazione positiva dello 0,8%, mentre l’industria del legno nel suo complesso ha registrato una flessione del 4,6% nello stesso periodo.
I prezzi medi del comparto pannelli sono risultati relativamente stabili (+0,6%), ma il settore del legno ha subito tensioni più marcate con aumenti medi del 3,7% legati soprattutto all’aumento dei costi della materia prima legnosa e alla scarsità delle forniture.
Scambi commerciali e bilancio 2025
I flussi commerciali del primo trimestre mostrano un incremento delle esportazioni dell’1,1% e un aumento delle importazioni del 3,3%, a indicare una domanda estera stabile ma anche una maggiore necessità di approvvigionamenti dall’estero. Il 2025 ha chiuso con oltre 2,3 miliardi di euro di fatturato alla produzione, in crescita del 2% rispetto all’anno precedente.
La produzione destinata al mercato interno rappresenta il 58% del totale e ha segnato un incremento del 3%, superando quota 1,3 miliardi di euro. Le esportazioni hanno raggiunto 979 milioni di euro, con incrementi differenziati tra le varie tipologie di pannelli: compensati e pannelli vari hanno mostrato cali, mentre truciolari, tranciati e MDF hanno evidenziato dinamiche positive.
Implicazioni per il settore e misure necessarie
Per proteggere la competitività del comparto, le imprese dovranno pianificare investimenti mirati in efficienza energetica, tecnologie di produzione a minore emissione e sistemi di tracciabilità delle materie prime. La necessità di adeguamento apre anche opportunità per l’innovazione: produttori e fornitori possono valorizzare prodotti a minore intensità carbonica e accedere a nuovi segmenti di mercato sensibili alla sostenibilità.
Dal punto di vista politico, il settore chiederà un dialogo costante con le istituzioni europee e nazionali per definire regole chiare, periodi di transizione ragionevoli e strumenti di supporto finanziario, come incentivi per la decarbonizzazione e per la riconversione degli impianti. Un approccio coordinato può ridurre il rischio di impatti negativi su occupazione e filiere produttive.
Assopannelli, con il nuovo consiglio direttivo, avrà un ruolo chiave nel rappresentare le istanze del comparto presso le autorità europee e nel favorire iniziative di formazione e investimento che supportino la trasformazione green delle imprese italiane.
In sintesi
- La normativa europea sul carbon border potrà aumentare i costi di conformità: le imprese italiane dovranno valutare investimenti in tecnologie a bassa intensità di carbonio per preservare margini e accesso ai mercati esteri.
- Le dinamiche di prezzo e produzione suggeriscono una resilienza del comparto pannelli, ma la pressione sui costi delle materie prime richiede strategie di diversificazione degli approvvigionamenti e contratti più lunghi con i fornitori.
- Politiche di sostegno mirate, come crediti d’imposta per la decarbonizzazione e programmi di formazione, possono accelerare la transizione e limitare il rischio di perdita di competitività a livello internazionale.