Lingotto rilancia: intesa tra Camera di Commercio e Compagnia San Paolo
- 16 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Si apre il cantiere per definire il futuro del Polo Fieristico del Lingotto: la Camera di commercio di Torino e la Fondazione Compagnia di San Paolo hanno avviato un percorso congiunto per il rilancio dell’area, formalizzato attraverso un Memorandum d’intesa che fissa i punti principali dell’iniziativa.
Protagonisti e obiettivi
Il memorandum rappresenta lo strumento operativo per strutturare una proposta che potrà coinvolgere altre istituzioni e soggetti privati. L’intento dichiarato è mettere a sistema risorse e competenze per valorizzare un asset strategico per il territorio torinese e piemontese.
Massimiliano Cipolletta ha dichiarato:
“Partiamo in due, ma siamo ovviamente aperti alla partecipazione delle altre istituzioni e realtà cittadine e di tutti i soggetti che possano essere interessati ad avere un ruolo in questo progetto.”
Nel dibattito entra anche il possibile ruolo della Regione Piemonte, la cui partecipazione potrebbe rafforzare la capacità di attrazione dell’intervento. Negli ultimi anni la gestione dell’area da parte di un gruppo privato, GL Events, ha reso più complesso il dialogo con gli stakeholder pubblici; il nuovo percorso punta a ricostruire un confronto sistematico.
Marco Gilli ha sottolineato:
“Crediamo che la competitività delle città si costruisca attraverso una visione di lungo periodo e una collaborazione solida tra istituzioni, imprese e comunità. È in questa prospettiva che abbiamo scelto di accompagnare un progetto di sviluppo capace di produrre valore economico e culturale e di rafforzare l’attrattività del territorio.”
Dettagli finanziari e iter procedurale
Le stime preliminari indicavano un valore dell’operazione intorno a una quarantina di milioni di euro per l’acquisto dell’immobile, con un importo analogamente previsto per gli interventi di rilancio, che comprendono adeguamenti tecnologici e lavori di restauro. Tuttavia, sulle cifre dovrà aprirsi una nuova fase di verifica e confronto fra le parti.
Il percorso per arrivare a un accordo è articolato: occorrerà definire il perimetro dell’intervento, negoziare con la proprietà attuale, sottoporre l’intesa a verifica di congruità da parte dell’Agenzia del Demanio e completare le procedure interne di approvazione dell’investimento da parte della Camera di commercio di Torino. Questi passaggi determineranno tempi, rischi e condizioni finanziarie dell’operazione.
Impatto territoriale e prospettive
Il rilancio del Polo Fieristico del Lingotto può rappresentare un volano per il territorio: oltre a riqualificare un’area strategica, l’operazione può incrementare l’attrattività per eventi congressuali, fiere e manifestazioni, con ricadute positive su alberghi, ristorazione, servizi e logistica.
Per raggiungere questi obiettivi sarà cruciale stabilire una governance chiara, favorire la partecipazione di capitali pubblici e privati e integrare il progetto nelle strategie regionali di sviluppo economico e turistico. Potenziali fonti di finanziamento includono investimenti privati, strumenti di partenariato pubblico-privato e possibili risorse europee dedicate alla rigenerazione urbana e all’innovazione tecnologica degli spazi fieristici.
Prossime fasi e fattori di successo
Nei mesi a venire il dossier dovrà superare la fase negoziale con la proprietà e ottenere le necessarie valutazioni di congruità e sostenibilità. La definizione di un piano industriale credibile, capace di dimostrare ritorni economici e benefici per la collettività, sarà determinante per attrarre partner finanziari e per l’approvazione definitiva delle istituzioni coinvolte.
Infine, la capacità di connettere il progetto con la più ampia offerta territoriale — trasporti, ricettività, poli universitari e culturali — definirà l’efficacia del rilancio nel medio-lungo termine.
In sintesi
- Un progetto di riqualificazione del Polo Fieristico del Lingotto può creare nuove opportunità per il settore MICE locale; gli investitori privati guarderanno con attenzione alla solidità del piano industriale e alle garanzie di governance.
- La partecipazione pubblica riduce parte del rischio percepito e può facilitare l’accesso a finanziamenti agevolati o fondi europei, rendendo l’operazione più appetibile per capitali istituzionali.
- Il successo economico dipenderà dall’integrazione con l’offerta infrastrutturale e turistica regionale: collegamenti, ricettività e servizi saranno fattori determinanti per la redditività a lungo termine.
- Per il mercato immobiliare e dei servizi locali, la riqualificazione potrebbe stimolare investimenti collaterali in hospitality, retail e logistica, con possibili effetti positivi sull’occupazione qualificata.