Il governo estende il bonus per le colonnine domestiche fino al 2030 per accelerare la transizione verso la mobilità elettrica
- 16 Luglio 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Economia
Il Governo ha confermato la proroga per il 2026 del Bonus colonnine domestiche, destinato a incentivare la diffusione della mobilità elettrica attraverso l’installazione di punti di ricarica privati. La misura, richiamata nel recente DPCM Automotive, è stata programmata con coperture che si estendono fino al 31 marzo 2030, garantendo continuità agli incentivi per chi intende dotare la propria abitazione o il condominio di una colonnina.
Rimangono però in sospeso i decreti attuativi che dovranno precisare modalità, criteri e tempistiche per la presentazione delle domande: finché tali provvedimenti non saranno pubblicati, non è possibile definire la data di apertura della piattaforma dedicata.
Come funziona il Bonus colonnine domestiche
L’agevolazione sostiene l’acquisto e l’installazione di infrastrutture di ricarica riservate all’uso privato, escludendo punti accessibili al pubblico.
Il contributo rimborsa fino all’80% delle spese, con un massimale di 1.500 euro per ogni richiedente di tipo persona fisica.
Per gli interventi sulle parti comuni dei condomìni il limite sale fino a 8.000 euro, incentivando la realizzazione di punti di ricarica condivisi a beneficio dei residenti.
Quali spese possono essere rimborsate
Sulla base delle edizioni precedenti, il contributo copre le voci di costo direttamente collegate alla realizzazione dell’impianto di ricarica.
Sono solitamente ammesse le seguenti spese:
- acquisto e posa in opera della colonnina di ricarica;
- interventi sugli impianti elettrici necessari per la connessione;
- opere edili strettamente connesse all’installazione;
- sistemi di monitoraggio e gestione dell’impianto;
- attività tecniche come progettazione, direzione lavori, collaudi e adempimenti per la sicurezza;
- eventuali costi per l’attivazione di un nuovo punto di connessione alla rete elettrica (POD).
Non sono ammissibili al rimborso imposte, tasse, oneri generali, acquisti di terreni o immobili e servizi non pertinenti all’installazione della colonnina.
Requisiti per ottenere il contributo
L’impianto di ricarica deve rispettare requisiti tecnici e normativi specifici per essere finanziabile.
I principali requisiti richiesti sono:
- la colonnina deve essere nuova;
- caratteristiche di potenza adeguata alle esigenze domestiche;
- installazione effettuata in Italia su aree nella piena disponibilità del beneficiario;
- realizzazione conforme alla normativa vigente con allegata dichiarazione di conformità;
- destinazione esclusivamente per uso privato o, nel caso di condomìni, all’uso collettivo dei residenti.
Altro requisito fondamentale riguarda le modalità di pagamento: tutte le spese devono essere sostenute con strumenti tracciabili per poter essere rendicontate e ammesse al contributo.
Domande tramite Invitalia
Anche per il 2026 la procedura di accesso al bonus sarà gestita tramite la piattaforma di Invitalia, con autenticazione tramite SPID, Carta d’Identità Elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS).
Dopo la verifica della documentazione e la chiusura dell’istruttoria, il contributo verrà erogato con accredito sul conto corrente del beneficiario entro 90 giorni, compatibilmente con le risorse disponibili.
Al momento la piattaforma non è ancora operativa in attesa della pubblicazione dei provvedimenti attuativi che definiranno i termini per la presentazione delle domande.
Stanziati fondi fino al 2030
Per sostenere la misura, il Governo ha previsto uno stanziamento di 15 milioni di euro per il 2026, comprensivo di 10 milioni provenienti da risorse residue del 2025 e di 5 milioni aggiuntivi per il nuovo esercizio.
La programmazione finanziaria contempla inoltre stanziamenti annuali di 15 milioni di euro per gli anni 2027-2029 e ulteriori 8 milioni di euro per il 2030, a testimonianza dell’intento di sostenere nel medio-lungo termine la diffusione delle infrastrutture domestiche di ricarica.
La pubblicazione delle disposizioni attuative chiarirà il calendario operativo e le modalità dettagliate per accedere alle risorse disponibili.
In sintesi
- La proroga pluriennale del bonus offre maggiore certezza per il settore dell’installazione elettrica: operatori e installatori possono pianificare investimenti e capacità produttiva con orizzonte di medio termine.
- Per gli investitori privati, il contributo migliora il ritorno economico dell’installazione domestica, rendendo più appetibile l’adozione di veicoli elettrici e potenzialmente aumentando il valore immobiliare.
- La disponibilità di fondi programmati riduce il rischio normativo per le aziende del comparto, ma l’efficacia dell’incentivo dipenderà dalla rapidità di pubblicazione dei decreti attuativi e dalla capacità amministrativa di gestire le domande.