Centocinquanta aziende pronte a nuove collaborazioni
- 14 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Il Lazio, l’unica regione italiana che ospita l’intera filiera dell’aerospazio e della difesa, accoglie domani, 14 luglio, l’Aerospace Buyer-Supplier Meeting presso lo Spazio Attivo Tecnopolo Tiburtino di Roma. L’iniziativa è promossa dalla Rete delle Imprese dell’Aerospazio‑Difesa del Lazio (RIAL) nell’ambito del Programma FESR Lazio 2021-2027, in collaborazione con LazioInnova, e punta a favorire relazioni industriali e opportunità commerciali tra aziende del settore.
Il peso economico del comparto
Il tessuto aerospaziale della regione comprende circa 250 imprese, tra grandi gruppi, piccole e medie aziende e start up innovative. Il settore dà lavoro a circa 23.500 addetti e produce un fatturato annuo superiore ai 5 miliardi di euro, di cui approssimativamente 1,6 miliardi derivano dalle esportazioni. Accanto all’industria, il sistema regionale della ricerca conta una decina di organismi dedicati, cinque università con quattro facoltà di ingegneria e oltre 3.000 tra docenti, ricercatori e specialisti coinvolti in percorsi di alta formazione e ricerca applicata.
La rete con le piccole e medie imprese
Jacopo Recchia ha spiegato:
“I numeri dell’Aerospace Buyer‑Supplier Meeting confermano la vitalità di un comparto che rappresenta una delle eccellenze del Lazio e dell’intero Paese. Riunire oltre 150 aziende crea le condizioni per far crescere ulteriormente la nostra filiera, già solida grazie a circa 250 imprese e 23.500 addetti, attraverso nuove collaborazioni, innovazione e trasferimento tecnologico. Le PMI sono il cuore pulsante dell’aerospazio regionale: custodiscono competenze altamente specializzate e costituiscono un patrimonio strategico da sostenere, accompagnandole nell’accesso alle grandi supply chain, ai mercati internazionali e ai programmi europei. RIAL è nata proprio per trasformare una rete di eccellenze in un sistema più integrato, competitivo e capace di cogliere le opportunità offerte dalla new space economy e dai grandi programmi europei dell’aerospazio e della difesa.”
Il patrimonio industriale e tecnologico
Il territorio regionale esprime competenze e produzioni che spaziano dalla componentistica per i lanciatori spaziali Ariane e Vega ai satelliti, dai sistemi radar all’avionica e alla sensoristica, fino ai materiali avanzati e alle applicazioni spaziali. Questa eterogeneità tecnica rafforza la capacità delle imprese locali di inserirsi in programmi internazionali e di attrarre commesse sia civili sia della difesa.
La manifestazione prevede una sessione pubblica mattutina con la partecipazione di circa 100 aziende, mentre il pomeriggio è dedicato a incontri B2B: già 50 imprese sono state accreditate per colloqui mirati volti a sviluppare partnership industriali e nuove opportunità commerciali tra PMI e grandi operatori del settore.
Il ruolo dei grandi player
Alla mattinata interverranno i principali interlocutori del settore, tra cui Leonardo, Telespazio, Thales Alenia Space, Airbus e Avio, che illustreranno esigenze tecnologiche, scenari di sviluppo e linee di fornitura per le prossime fasi dei programmi industriali. Il confronto diretto con le grandi aziende rappresenta un’occasione per le PMI di comprendere requisiti, standard qualitativi e tempi di integrazione richiesti dalle supply chain internazionali.
L’evento funge inoltre da piattaforma di dialogo tra ricerca, impresa e istituzioni, favorendo la contaminazione tra settori (difesa, spazio civile, servizi satellitari) e promuovendo l’accesso a strumenti di finanziamento europei e regionali destinati all’innovazione tecnologica e alla scalabilità industriale.
Implicazioni per il sistema economico
Per il sistema produttivo italiano, rafforzare la rete territoriale dell’aerospazio significa aumentare la resilienza delle catene di fornitura, attrarre investimenti e favorire l’inserimento di competenze avanzate sul mercato del lavoro. Le sinergie tra centri di ricerca, università e imprese possono accelerare la transizione verso produzioni a maggior valore aggiunto e incrementare la quota di export tecnologico.
Per le politiche pubbliche, sostenere l’integrazione delle PMI nelle filiere europee e internazionali rappresenta una leva per incrementare la competitività nazionale, creare occupazione qualificata e garantire una maggiore autonomia strategica nei settori critici della sicurezza e dello spazio.
In sintesi
- Rafforzare le reti regionali e l’integrazione con grandi committenti può ridurre la dipendenza da fornitori esterni e aumentare la resilienza della filiera italiana, con effetti positivi sui bilanci aziendali e sull’occupazione qualificata.
- Gli investitori dovrebbero considerare il comparto aerospaziale laziale come un bacino di opportunità per investimenti in tecnologie deep tech, spin‑off universitari e PMI ad alto contenuto tecnologico, soprattutto in vista dei programmi europei di finanziamento.
- Per il tessuto produttivo nazionale, la promozione di standard comuni, percorsi di certificazione e iniziative di formazione specialistica rappresenta un fattore determinante per aumentare l’accesso delle PMI alle supply chain internazionali e incrementare l’export tecnologico.