Trump e le sue ricchezze in criptovalute oscurano i negoziati sul clarity act per vietare conflitti agli funzionari degli Stati Uniti
- 13 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Diversi senatori democratici hanno annunciato che questa settimana terranno una conferenza stampa per manifestare la loro opposizione al disegno di legge Clarity, sostenendo che esso non è riuscito a contenere quello che definiscono il “sistema corruttivo” legato alle criptovalute promosso da Donald Trump.
Il senatore Chris Murphy parteciperà insieme ai senatori Chris Van Hollen e Jeff Merkley a un evento al Capitol Hill volto a mettere in luce quello che i partecipanti descrivono come una crescente influenza del settore crypto sulla politica di Washington e i rischi di corruzione politica che ne deriverebbero.
Kirsten Gillibrand, senatrice democratica dello Stato di New York, ha richiamato l’attenzione su un caso concreto: secondo le sue osservazioni, il più grande flusso di reddito attribuibile a Donald Trump per il 2025 — pari a 636 milioni di dollari — deriverebbe dall’emissione di un memecoin che porta il suo nome.
Kirsten Gillibrand ha dichiarato:
“Non possiamo permettere che l’autointeresse distrugga l’opportunità di rafforzare la protezione dei consumatori, combattere i finanziamenti illeciti e ampliare le opportunità economiche per i milioni di americani che il nostro sistema finanziario ha trascurato. È il momento di agire: questo deve includere riforme etiche che proibiscano ai membri del Congresso, al presidente e ai loro coniugi di trarre vantaggio economico dalla loro carica.”
Secondo i legislatori coinvolti, una delle richieste centrali è rendere illegale per i presidenti emettere o sponsorizzare asset digitali, oltre a vietare che membri del governo e loro familiari monetizzino posizioni pubbliche. I promotori delle restrizioni sostengono che queste misure sono necessarie per tutelare i risparmiatori e ridurre i rischi di finanziamenti illeciti.
Il disegno di legge Clarity avrebbe bisogno di un sostegno bipartisan, con numerosi democratici chiamati a schierarsi con i repubblicani, per raggiungere la soglia dei 60 voti necessaria al Senato per procedere. Per questo motivo, esponenti come Gillibrand avvertono che il provvedimento difficilmente potrà avanzare senza che tali criticità etiche vengano affrontate.
Nel dibattito emergono quindi due obiettivi in tensione: da un lato, chi difende Clarity sottolinea la necessità di fornire certezza giuridica e regole chiare al settore delle valute digitali; dall’altro, chi si oppone ritiene che una cornice normativa priva di salvaguardie sul conflitto d’interessi rischi di legittimare pratiche speculative e di compromettere la fiducia pubblica.
Per gli osservatori internazionali e per gli investitori europei, la posta in gioco è alta: le scelte regolamentari e le contese politiche negli Stati Uniti spesso influenzano prezzi, liquidità e strategie delle piattaforme crypto a livello globale, rendendo rilevante anche per l’Italia la piega che prenderà questo confronto legislativo.
In sintesi
- L’esito del dibattito su Clarity potrebbe determinare maggiore trasparenza regolamentare nel mercato crypto, condizionando la valutazione del rischio e i premi richiesti dagli investitori.
- Eventuali restrizioni anti-conflitto imposte a cariche pubbliche ridurrebbero il rischio reputazionale per il settore e potrebbero favorire un riposizionamento degli investimenti istituzionali verso asset digitali più regolamentati.
- Un’inedita ondata di regolamentazione negli Stati Uniti avrebbe effetti indiretti sui mercati europei, sollecitando Autorità e operatori italiani a rivedere governance e controlli per essere allineati agli standard internazionali.