Scontro sulla proprietà delle azioni legate alla blockchain arriva ai regolatori di Washington
- 13 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Si è riaperto il dibattito sul trattamento normativo dei token che rappresentano azioni emessi da terze parti, con posizioni contrastanti tra sostenitori della tokenizzazione emittente e chi mette in guardia contro modelli sintetici che offrono soltanto esposizione economica.
Il nodo centrale della discussione
Al centro della controversia c’è la proposta avanzata da alcuni soggetti del settore che tende a classificare insieme diverse forme di tokenizzazione, senza distinguere adeguatamente tra strutture che attribuiscono la piena proprietà delle azioni e quelle che forniscono un’esposizione finanziaria equivalente ma priva dei diritti proprietari.
Un esponente del settore ha dichiarato:
“Incoraggerei la Commissione a non escludere a priori i token azionari emessi da terze parti, ma a considerarli per quello che sono: una classe distinta di strumenti finanziari, con una separazione chiara rispetto alle azioni reali.”
Le posizioni dei protagonisti del mercato
Gabe Otte, amministratore delegato di Dinari, ha dichiarato:
“La questione fondamentale è se i token rappresentino una vera proprietà azionaria o soltanto un’esposizione economica. Molte delle preoccupazioni sollevate dall’associazione sono fondate, ma si applicano in buona parte ai prodotti tokenizzati di natura sintetica. La distinzione tra titoli tokenizzati custodiali e strutture sintetiche, come evidenziato nella dichiarazione della SEC di gennaio, è cruciale: i modelli custodiali regolamentati dovrebbero essere valutati separatamente.”
Alan Konevsky, amministratore delegato della piattaforma per titoli digitali tZERO, ha dichiarato:
“La tokenizzazione sponsorizzata dall’emittente offre vantaggi significativi perché mantiene il rapporto diretto tra società e azionisti. Tuttavia, l’innovazione procede rapidamente: è probabile che il mercato sostenga molteplici approcci conformi, non fuorvianti e significativi dal punto di vista economico e tecnologico.”
Eli Cohen, responsabile legale della piattaforma di tokenizzazione Centrifuge, ha dichiarato:
“La lettera riflette le preoccupazioni degli agenti di trasferimento: la tokenizzazione sponsorizzata dall’emittente rischia di perdere terreno se i modelli di terze parti dovessero affermarsi ampliamente.”
Contesto regolamentare e implicazioni tecniche
La distinzione tra modelli custodiali e sintetici è tecnica ma determinante. Nei modelli custodiali regolamentati, un intermediario autorizzato detiene le azioni reali e il token ne rappresenta la titolarità o i diritti ad essa correlati; nei prodotti sintetici, invece, il token replica l’andamento economico di un’azione senza che vi sia un possesso diretto del titolo sottostante. Questa differenziazione influisce su diritti di voto, reporting, obblighi fiscale e meccanismi di tutela dell’investitore.
Agli occhi delle autorità di vigilanza, tra cui potenzialmente CONSOB in ambito nazionale e le autorità europee a livello comunitario, la sfida è definire regole che garantiscano trasparenza, responsabilità degli intermediari e chiarezza sui diritti degli investitori, senza soffocare le opportunità offerte dalla finanza digitale.
Gli agenti di trasferimento, che hanno la responsabilità di mantenere i registri degli azionisti e amministrare passaggi di proprietà, temono che l’affermazione di soluzioni di terze parti possa erodere il loro ruolo tradizionale e complicare il rispetto degli obblighi normativi.
Possibili effetti sul mercato e sugli investitori
Per gli investitori, la tokenizzazione può ampliare l’accesso ai mercati, favorire la frazionabilità dei titoli e migliorare la liquidità, ma comporta anche rischi nuovi: la necessità di comprendere la natura giuridica del token, la qualità della custodia e la presenza di tutele legali in caso di insolvenza dell’emittente o dell’intermediario.
Per gli operatori finanziari e per il mercato italiano in generale, la definizione di standard interoperabili e di regole chiare sarà fondamentale per attirare capitale e favorire l’adozione senza compromettere la protezione dei risparmiatori e l’integrità dei mercati.
Prospettive regolamentari
I regolatori europei e nazionali dovranno valutare se introdurre classificazioni specifiche per i token azionari, requisiti di trasparenza supplementari per i modelli di terze parti e standard di custodia per i servizi che gestiscono titoli sottostanti. Una risposta equilibrata potrebbe prevedere l’applicazione di requisiti più stringenti ai prodotti sintetici, lasciando spazio a modelli custodiali e a soluzioni emittente che rispettino gli stessi standard di tutela degli strumenti tradizionali.
In sintesi
- La chiarezza regolamentare sulla distinzione tra modelli custodiali, emittente e sintetici determinerà la velocità di adozione della tokenizzazione nei mercati tradizionali e influenzerà l’attrattività per gli investitori istituzionali.
- Per gli investitori italiani, la diffusione di token azionari comporta opportunità di accesso e liquidità, ma richiede un aumento della capacità di valutare rischi legali e operativi legati alla custodia e ai diritti associati.
- Standard comuni e requisiti di trasparenza potrebbero favorire un ecosistema interoperabile, riducendo il rischio di frammentazione e proteggendo il ruolo degli intermediari regolamentati sul mercato nazionale.