L’ambasciatore Usa, lo yacht da 450 milioni e la scorta italiana: tempesta su Fertitta
- 13 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Angelo Bonelli ha affermato:
“L’Italia non può diventare la scorta gratuita del megayacht privato dell’ambasciatore degli Stati Uniti.”
Secondo l’accusa avanzata dal deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde, mezzi aerei e navali della Guardia di finanza e della Guardia Costiera sarebbero stati impiegati per scortare il tour costiero dell’ambasciatore statunitense Tilman J. Fertitta.
Fertitta sta conducendo il progetto Coastal Diplomacy 250, iniziato il 13 giugno e pensato per celebrare i 250 anni dell’indipendenza degli Stati Uniti. A bordo c’è lo yacht privato Boardwalk, lungo 117 metri e dotato di due eliporti, piscine, spa, palestra e un piccolo campo da golf: un’imbarcazione il cui valore è stato stimato intorno ai 450 milioni di dollari.
Angelo Bonelli ha chiesto:
“Quanto costa tutto questo ai cittadini italiani?”
Tilman J. Fertitta, nato in Texas da una famiglia di origini siciliane, è un imprenditore attivo nel settore della ristorazione, dell’ospitalità e dell’intrattenimento e proprietario della squadra di pallacanestro Houston Rockets. La sua nomina ad ambasciatore in Italia e a San Marino è stata proposta dall’ex presidente Donald Trump, con il quale intrattiene rapporti personali e politici.
Il viaggio è partito il 13 giugno da Civitavecchia e dovrebbe interessare almeno 13 regioni italiane, con tappe a Napoli, Vibo Marina, Palermo, Cefalù, Gallipoli, Bari e soste annunciate a Venezia, Trieste, Genova e in Sardegna. A Venezia è previsto l’arrivo il 18 luglio per assistere ai fuochi del Redentore; i dettagli operativi del viaggio rimangono in larga parte riservati.
Secondo il parlamentare, l’itinerario ha beneficiato di misure di protezione corrispondenti al primo livello di rischio, la tutela massima prevista per persone esposte a minacce. Bonelli ha parlato di “un imponente dispositivo di sicurezza e polizia marittima” piuttosto che di una semplice assistenza, sollevando dubbi sulla congruità dell’impiego di risorse pubbliche per la protezione di un’imbarcazione privata.
Bonelli ha presentato un’interrogazione parlamentare per avere chiarimenti sulle modalità e sui costi delle operazioni di scorta: ha chiesto:
“Per quale ragione la sicurezza di un ambasciatore statunitense in navigazione con il suo mega yacht privato deve essere garantita con risorse dello Stato italiano? Perché non vengono impiegati apparati di sicurezza americani?”
Dal punto di vista operativo, l’impiego della Guardia di finanza e della Guardia Costiera per scorte marittime comporta un impegno di mezzi, personale e coordinamento con le autorità portuali locali. Queste forze sono normalmente incaricate di compiti di sicurezza economico-finanziaria, controllo del mare, soccorso e tutela della sicurezza della navigazione; il loro impiego in operazioni protettive a favore di visitatori stranieri può incidere sulla disponibilità di risorse per i compiti ordinari e sulle amministrazioni locali coinvolte.
Sul piano giuridico, la protezione di stranieri di alto profilo che effettuano visite ufficiali o semi-ufficiali ricade in una combinazione di responsabilità: lo Stato ospitante è chiamato a garantire l’ordine pubblico e la sicurezza, mentre nello specifico i servizi di sicurezza del paese rappresentato possono intervenire in coordinamento o per proprie esigenze operative. In assenza di contropartite formali, però, l’uso di risorse nazionali per la protezione di un bene privato solleva questioni di trasparenza e rendicontazione pubblica.
Politicamente, la vicenda alimenta dibattito su priorità di spesa e trasparenza amministrativa: da un lato visite di alto profilo possono promuovere relazioni commerciali e turistico-culturali; dall’altro l’impiego di asset pubblici per proteggere imbarcazioni private può apparire come un precedente problematico agli occhi dei cittadini e dei rappresentanti locali.
L’interrogazione parlamentare potrebbe portare a chiarimenti formali sulle modalità operative adottate, sulle eventuali autorizzazioni concesse e su chi abbia sostenuto i costi associati alle attività di scorta. Potrebbero seguire richieste di rimborso, accordi di cooperazione più chiari o linee guida che definiscano quando e come le autorità italiane intervengono per visite di simile natura.
In sintesi
- L’impiego di risorse della Guardia di finanza e della Guardia Costiera per la scorta di uno yacht privato solleva rischi di allocazione inefficiente delle forze, con possibili ricadute sulla capacità di controllo economico e di soccorso lungo le coste italiane.
- Per i porti e le imprese turistiche locali, la presenza di eventi ad alto profilo può aumentare la visibilità e attrarre domanda di servizi di lusso, ma richiede anche investimenti in infrastrutture e gestione della sicurezza che possono ricadere sui bilanci pubblici o sulle tariffe portuali.
- Dal punto di vista degli investitori, la vicenda evidenzia come il turismo nautico di lusso possa generare opportunità economiche locali, ma anche conflitti politici che possono influenzare regolamentazioni future e la prevedibilità dei costi operativi per operatori portuali e privati.