Inps, ad agosto pensioni con pagamenti differenziati: ecco il calendario, i rimborsi Irpef e le prospettive di aumento nel 2027
- 13 Luglio 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Economia
Il mese di agosto porterà un calendario differenziato per il pagamento delle pensioni INPS, con tempistiche diverse a seconda del canale scelto dai pensionati per ricevere l’accredito. La differenza non dipende dall’INPS, ma dal funzionamento del sistema bancario: il primo giorno del mese cade infatti di sabato, giornata non operativa per gli istituti di credito.
Oltre ai pagamenti ordinari, il cedolino di agosto potrà includere anche gli eventuali rimborsi Irpef derivanti dal Modello 730, mentre iniziano già a delinearsi le prime stime sulla rivalutazione degli assegni prevista per il 2027.
Pagamenti delle pensioni: Poste anticipate rispetto alle banche
I pensionati che ricevono la pensione tramite Libretto di Risparmio, Conto BancoPosta o Postepay Evolution vedranno accreditato l’assegno sabato 1° agosto 2026.
Nella stessa giornata prenderanno il via anche i pagamenti in contanti presso gli uffici di Poste Italiane. Come già avvenuto in passato, l’azienda potrebbe introdurre una turnazione alfabetica per agevolare l’accesso agli sportelli ed evitare affollamenti, con eventuali calendari comunicati direttamente dalle sedi territoriali.
Per chi invece riceve la pensione su un conto corrente bancario, l’accredito sarà effettuato lunedì 3 agosto, primo giorno lavorativo utile per il sistema bancario.
Rimborsi Irpef nel cedolino di agosto
Oltre alla pensione mensile, molti pensionati potrebbero ricevere nel cedolino di agosto anche il rimborso Irpef derivante dalla dichiarazione dei redditi.
Le somme spettano ai contribuenti che, dopo la presentazione del Modello 730, risultano avere un credito fiscale. Per i pensionati i tempi risultano generalmente più lunghi rispetto ai lavoratori dipendenti, poiché il conguaglio viene gestito direttamente dall’INPS.
Le tempistiche dipendono dalla data di trasmissione della dichiarazione:
- le dichiarazioni presentate entro maggio possono essere liquidate già ad agosto;
- quelle inviate nel mese di giugno sono generalmente elaborate per il cedolino di settembre;
- le dichiarazioni trasmesse successivamente saranno rimborsate nel primo cedolino utile dopo il completamento delle verifiche fiscali.
Conguagli per chi deve versare l’Irpef
Non tutti i pensionati riceveranno un rimborso fiscale.
Qualora dalla dichiarazione emerga un debito Irpef, sarà l’INPS a trattenere automaticamente gli importi dovuti direttamente sulla pensione attraverso il conguaglio fiscale.
Per i trattamenti pensionistici fino a 18.000 euro lordi annui, se il debito supera i 100 euro, la normativa consente la rateizzazione delle trattenute tra i mesi di maggio e novembre.
Prime stime sulla rivalutazione delle pensioni nel 2027
Mentre si attendono i pagamenti estivi, emergono le prime indicazioni sugli aumenti previsti per il 2027.
Secondo le stime contenute nel Documento Programmatico di Bilancio, la rivalutazione automatica degli assegni potrebbe attestarsi intorno al 2,8%, valore sensibilmente superiore all’adeguamento dell’1,4% applicato nel 2026.
L’incremento sarà determinato dal consueto meccanismo della perequazione automatica, calcolato sulla base dell’indice FOI elaborato dall’ISTAT, utilizzato per adeguare le pensioni all’andamento del costo della vita.
Come potrebbero cambiare pensione minima, assegno sociale e prestazioni di invalidità
Se le previsioni saranno confermate, il trattamento minimo potrebbe passare dagli attuali 611,85 euro a circa 629 euro mensili.
Resta comunque da verificare l’eventuale conferma della maggiorazione straordinaria introdotta negli ultimi anni dal Governo, che ha consentito di aumentare ulteriormente gli importi effettivamente percepiti.
Anche l’Assegno Sociale potrebbe crescere dagli attuali 546,24 euro a circa 562 euro mensili, con il conseguente aggiornamento delle soglie reddituali richieste per accedere alla prestazione.
Previsti aumenti anche per le prestazioni di invalidità civile, che continueranno a essere adeguate all’inflazione pur con incrementi contenuti.
La rivalutazione non sarà uguale per tutti
L’adeguamento automatico delle pensioni non viene applicato in modo uniforme.
La rivalutazione piena riguarda gli assegni fino a quattro volte il trattamento minimo, mentre per gli importi superiori vengono applicate percentuali decrescenti secondo il sistema previsto dalla normativa vigente.
A titolo indicativo, con una rivalutazione del 2,8%, una pensione lorda di 1.000 euro potrebbe aumentare di circa 28 euro al mese, una da 1.500 euro di circa 42 euro, mentre un assegno lordo di 2.000 euro potrebbe registrare un incremento di circa 56 euro, fermo restando il diverso meccanismo di perequazione previsto per le pensioni di importo più elevato.