Intelligenza artificiale: l’Europa accelera, ma le piccole imprese restano indietro
- 11 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
L’introduzione dell’intelligenza artificiale non procede alla stessa velocità in tutte le aziende: i grandi gruppi europei stanno recuperando terreno rispetto ai concorrenti nordamericani, ma permangono ritardi significativi secondo il Accenture AI Progress Barometer, che misura il grado di prontezza delle imprese all’adozione dell’IA a livello globale.
Il barometro attribuisce un punteggio di maturità in base a quattro pilastri: strategia, infrastrutture tecnologiche, competenze e capacità di riprogettare i processi aziendali. Queste dimensioni servono a valutare non solo l’adozione di strumenti, ma anche l’efficacia nell’integrare l’IA nelle operazioni quotidiane.
Nel confronto geografico le aziende del Nord America mantengono un vantaggio (48,9 punti) rispetto a quelle dell’Europa (43,1 punti). Tuttavia, il divario si è ridotto negli ultimi sei mesi, passando da 6,3 a 5,8 punti, con un’accelerazione delle imprese europee pari a 1,6 punti rispetto a 1,1 punti per quelle nordamericane.
Mauro Macchi ha dichiarato:
“L’Europa sta acquisendo un forte slancio nell’ambito dell’intelligenza artificiale, trainata soprattutto dalle aziende più grandi.”
Il divario tra le imprese
La frattura principale si coglie all’interno dello stesso continente: le grandi imprese europee, con ricavi superiori a 10 miliardi l’anno, si avvicinano alle controparti nordamericane (47,4 punti contro 49,5). Le realtà più piccole, invece, restano distanziate in misura rilevante (40,5 punti in Europa contro 48,1 nel Nord America).
Se l’adozione dell’IA rimane concentrata nelle aziende di grandi dimensioni, la trasformazione digitale rischia di ampliare le disuguaglianze tra chi dispone di capitale, dati, competenze e infrastrutture e chi fatica a lanciare progetti industriali su scala. In Europa il divario tra grandi e piccole imprese è di 6,9 punti, quasi cinque volte superiore a quello osservato in Nord America (1,4 punti).
Per l’Italia, caratterizzata da una prevalenza di piccole e medie imprese, questo squilibrio è particolarmente rilevante: molte PMI rischiano di restare indietro senza interventi mirati che favoriscano l’accesso a strumenti cloud, dati di qualità, finanziamenti e percorsi di formazione specializzata.
Dal punto di vista normativo e infrastrutturale, la combinazione di regolamentazione dei dati, esigenze di interoperabilità e necessità di potenza di calcolo rende strategico il ruolo delle politiche pubbliche. L’azione dell’Unione Europea e degli attori nazionali nel finanziare la ricerca, sostenere progetti pilota e stimolare partenariati pubblico-privato può ridurre le barriere all’ingresso per le imprese più piccole.
Sul fronte degli investimenti, il miglioramento della preparazione europea apre opportunità per fondi focalizzati su trasformazione digitale, infrastrutture cloud e semiconduttori, oltre a favorire operazioni di M&A che consolidino competenze e capacità tecnologiche. Parallelamente è probabile una crescita della domanda di formazione specializzata e servizi di consulenza per integrare soluzioni IA nei processi produttivi.
In sintesi
- La riduzione del divario tra Europa e Nord America segnala un’accelerazione delle aziende europee: per gli investitori è un segnale per allocare capitale verso grandi gruppi europei che stanno scalando l’IA.
- La forte disparità interna al mercato europeo rende le PMI italiane un target prioritario per programmi pubblici e investimenti privati volti a colmare il gap infrastrutturale e di competenze.
- I settori legati a infrastrutture cloud, servizi professionali per l’integrazione IA e semiconduttori potrebbero vedere una domanda incrementale, creando opportunità di diversificazione per portafogli orientati alla trasformazione digitale.