La Corte dei Conti lancia l’allarme: gli stati membri devono accelerare le ristrutturazioni energetiche per raggiungere gli obiettivi climatici
- 9 Luglio 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Economia
La Corte dei Conti europea ha pubblicato una relazione dedicata all’efficacia delle risorse del Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza (Recovery and Resilience Facility – RRF) destinate agli interventi di efficientamento energetico degli edifici, evidenziando come le misure finora finanziate abbiano prodotto risultati limitati in termini di risparmio energetico.
Secondo l’analisi dell’istituzione europea, i programmi sostenuti con le risorse del Recovery Fund hanno privilegiato interventi più semplici e rapidi da realizzare, rinunciando spesso a ristrutturazioni più profonde che avrebbero potuto generare benefici energetici e ambientali maggiori nel lungo periodo.
Risparmi energetici inferiori alle aspettative
Nel rapporto la Corte dei Conti europea sottolinea che gli interventi realizzati hanno consentito solo modesti miglioramenti sul fronte dell’efficienza energetica.
Secondo i revisori europei, senza una pianificazione più mirata, una maggiore attenzione ai risultati concreti e sistemi di monitoraggio più efficaci, le future risorse europee potrebbero non essere sufficienti a consentire il raggiungimento degli obiettivi dell’Unione Europea in materia di clima, energia e decarbonizzazione.
L’istituzione evidenzia inoltre la necessità di orientare maggiormente gli investimenti verso interventi capaci di garantire benefici strutturali e duraturi.
Il rapporto costi-benefici al centro delle criticità
Uno degli aspetti maggiormente evidenziati riguarda la limitata attenzione al rapporto tra costi sostenuti e risultati ottenuti.
L’analisi della Corte dei Conti europea, che ha preso in esame differenti tipologie di edifici e interventi realizzati nei vari Stati membri, mostra come il costo necessario per ottenere un’unità di energia risparmiata presenti differenze molto significative tra i diversi Paesi.
Secondo la relazione, una valutazione più rigorosa dell’efficacia economica degli interventi consentirebbe di destinare le risorse pubbliche verso le soluzioni con il maggiore impatto ambientale.
Il caso del Superbonus italiano
Tra gli esempi analizzati figura il Superbonus, che rappresenta uno dei principali programmi finanziati attraverso il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza.
Secondo la Corte dei Conti europea, il regime italiano dovrebbe ricevere circa 14 miliardi di euro, pari a quasi un terzo delle risorse destinate agli interventi di riqualificazione energetica finanziati dal Recovery Fund.
La relazione evidenzia che il costo per ogni unità di energia risparmiata è risultato circa quattro volte superiore rispetto alle previsioni iniziali.
Viene inoltre ricordato che il meccanismo del Superbonus prevedeva una copertura fino al 110% dei costi degli interventi, consentendo in alcuni casi un sostegno pubblico superiore all’importo effettivamente sostenuto dai beneficiari.
Secondo la Corte dei Conti europea, tale impostazione rappresenta un esempio di utilizzo non efficiente delle risorse europee, in quanto non garantisce un adeguato equilibrio tra spesa sostenuta e risultati conseguiti.
La necessità di una maggiore efficacia degli investimenti
Le conclusioni della relazione invitano le istituzioni europee e gli Stati membri a rafforzare i criteri di selezione dei progetti finanziati, privilegiando interventi con un maggiore impatto sul risparmio energetico e sulla riduzione delle emissioni.
Per la Corte dei Conti europea, il conseguimento degli obiettivi del Green Deal europeo richiederà strumenti di valutazione più efficaci, una misurazione puntuale dei risultati e un utilizzo delle risorse pubbliche sempre più orientato all’efficienza economica e ambientale, così da massimizzare il contributo degli investimenti alla transizione energetica dell’Unione Europea.