Ibm punta sul quantum per rivoluzionare le medie imprese

Nel 2023 il quantum computing aveva raggiunto una capacità paragonabile ai computer tradizionali; per quest’anno IBM punta a ottenere il quantum advantage, ovvero prestazioni e qualità nettamente superiori. L’obiettivo dichiarato di Big Blue è di azzerare errori e rumore di fondo entro un paio d’anni, con la prospettiva di mettere in produzione macchine efficienti basate sul quantum entro il 2029.

La tabella di marcia di IBM

La roadmap di IBM combina progressi hardware e miglioramenti nei protocolli di controllo e correzione degli errori. Il passaggio dal dimostrare la parità con i sistemi classici al raggiungimento del quantum advantage implica non solo qubit più numerosi ma anche più stabili, architetture di controllo più raffinate e software in grado di orchestrare calcoli complessi in ambienti reali.

La sfida tecnica rimane elevata: la riduzione dei fenomeni di decoerenza e dei rumori di fondo richiede investimenti in materiali, criogenia e strategie di correzione degli errori, oltre a un ecosistema applicativo che possa sfruttare realmente i vantaggi del calcolo quantistico.

Centro di ricerca e prospettive in Italia

La volontà di portare tecnologie quantistiche sul territorio italiano è già esplicita: dopo iniziative in Germania e nei Paesi Bassi, IBM intende realizzare un centro di ricerca connesso al mondo produttivo nazionale. Uno spazio è stato individuato a Salerno con l’idea di creare un polo locale del quantum, ma il progetto incontra freni legati a procedure amministrative e a una diffusa incertezza istituzionale.

Nico Losito, da aprile nuovo general manager di IBM Italia, ha dichiarato:

«Il vero sogno è portare questa tecnologia in Italia dopo la Germania e i Paesi Bassi, per poter concretizzare un centro di ricerca di qualità in connessione con le aziende».

Secondo la visione espressa da Losito, l’alto potenziale del progetto è ostacolato da una scarsa sensibilità delle istituzioni locali e da una confusione terminologica che spesso equipara il quantum all’Hpc (capacità di calcolo ad elevate prestazioni), due ambiti invece distinti per metodologie e applicazioni.

Sicurezza, finanza e tecnologie quantum-safe

Uno degli effetti più rilevanti del progresso quantistico riguarda la sicurezza crittografica: algoritmi oggi ritenuti inattaccabili potrebbero diventare vulnerabili. Questo spinge a sviluppare soluzioni quantum safe in grado di proteggere dati e transazioni una volta che i computer quantistici avranno sufficiente potenza.

IBM collabora già con il settore finanziario per anticipare questi rischi. Losito ha indicato che, assieme alle principali banche e assicurazioni nazionali, è in corso un lavoro con il team di ricerca di IBM a Zurigo — guidato da persone di origine italiana — per mettere a punto contromisure che rendano più resilienti le infrastrutture dei servizi finanziari.

Mythos, un esempio di strumento di nuova generazione basato su intelligenza artificiale, dimostra come sia possibile individuare velocemente vulnerabilità nei sistemi attuali, accelerando la necessità di aggiornare protocolli e investire in soluzioni di sicurezza post-quantum.

AI, cloud ibrido e il mercato delle imprese

Parallelamente allo sviluppo quantistico, IBM è già attiva sui fronti dell’intelligenza artificiale e del cloud hybrid per il mercato enterprise. L’azienda punta ora ad estendere queste offerte anche alle medie imprese, proponendo soluzioni più semplici ed efficaci per favorire l’adozione.

Per accelerare l’innovazione interna IBM adotta un approccio sperimentale come «cliente zero» delle proprie soluzioni, dimostrando guadagni di produttività misurabili. A livello globale l’adozione di tecnologie di intelligenza artificiale ha generato, secondo stime aziendali, efficienze per circa 4,5 miliardi di dollari in tre anni, evidenziando l’impatto operativo traducibile in risultati economici.

Tuttavia permane un divario tra percezione e attuazione: se oggi oltre due terzi dei CEO a livello globale ritiene che l’AI avrà un ruolo cruciale, solo una minoranza sta orientando gli investimenti per trasformare tale potenziale in incremento di ricavi. Per il 2030 la maggior parte dei leader aziendali prevede che l’AI contribuirà significativamente alla crescita, ma pochi hanno già definito aree e modalità di intervento concrete.

Per il sistema produttivo italiano ciò significa che servono politiche attive di formazione, incentivi agli investimenti e una governance sulle tecnologie che faciliti partenariati pubblico-privato, per sfruttare le opportunità del quantum e dell’AI senza perdere competitività.

In sintesi

  • L’avanzamento verso il quantum advantage crea opportunità per nuove aziende tecnologiche italiane, ma richiede investimenti mirati in ricerca, infrastrutture e competenze per non restare esclusi da catene del valore europee.
  • La necessità di soluzioni quantum safe apre il mercato della sicurezza informatica: istituzioni finanziarie e imprese italiane dovranno allocare risorse per adeguare protocolli crittografici e servizi cloud.
  • La diffusione dell’intelligenza artificiale e del cloud hybrid alle PMI rappresenta un driver di produttività; politiche di supporto e incentivi potrebbero accelerare l’adozione e tradursi in crescita occupazionale qualificata.
  • Per gli investitori italiani, la transizione tecnologica suggerisce opportunità nei settori di semiconduttori, cybersecurity, servizi cloud e formazione specialistica: valutare esposizione e tempistica sarà cruciale per cogliere rendimenti sostenibili.


Author: Tony
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